Disinformazione russa, nei piani per l'Italia falsi servizi e blogger pagati

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L'Italia figura tra i Paesi presi di mira da un apparato russo che costruisce falsi servizi giornalistici, video manipolati e campagne sui social. Documenti interni descrivono una strategia per influenzare il dibattito occidentale.

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Finti reportage televisivi, notizie attribuite a testate occidentali, filmati realizzati su set cinematografici e account automatizzati incaricati di amplificarne la diffusione. È il sistema sviluppato dall'Agenzia per la progettazione sociale, una struttura russa che opera nell'ambito delle strategie di influenza riconducibili all'amministrazione presidenziale di Mosca. Un'inchiesta del sito indipendente The Insider, condotta attraverso l'esame di comunicazioni interne con il Cremlino, ne ricostruisce organizzazione, obiettivi e modalità operative.

Tra i Paesi individuati come destinatari delle campagne compare anche l'Italia. Nei documenti esaminati figurano progetti costruiti appositamente per il pubblico italiano, compresa la diffusione di una falsa notizia sul presunto sequestro di abitazioni appartenenti a cittadini russi per ospitare profughi ucraini, con costi a carico delle amministrazioni comunali.

Un'altra proposta riguardava il coinvolgimento retribuito di blogger italiani nella produzione di contenuti satirici sulle conseguenze economiche delle sanzioni contro Mosca. Per rendere meno riconoscibile la provenienza dell'operazione, gli autori avrebbero dovuto credere che l'incarico arrivasse da una formazione politica locale.

La struttura rappresenta un'evoluzione rispetto alla precedente fabbrica di troll di San Pietroburgo fondata da Evgheny Prigozhin, basata soprattutto sul reclutamento di giovani incaricati di pubblicare grandi quantità di commenti durante turni di lavoro di dodici ore. Dal 2022 il Cremlino ha sviluppato un apparato più articolato, affidando compiti specialistici a professionisti della comunicazione, della tecnologia e delle relazioni internazionali.

La supervisione politica del progetto viene ricondotta a Sergei Kiriyenko, vice capo dell'amministrazione presidenziale russa. La gestione operativa coinvolge Ilya Gambashidze, ex consigliere di Pyotr Tolstoy, insieme ad Aleksandr Kharichev e Sofia Zakharova, quest'ultima impegnata sul versante delle infrastrutture informatiche destinate alle operazioni nei Paesi occidentali. Nei gruppi di lavoro figurano anche persone formate all'Mgimo, l'istituto moscovita specializzato nelle relazioni internazionali, e dipendenti del ministero degli Esteri.

Il piano discusso nel luglio 2022 prevedeva inizialmente interventi simultanei in cinque Paesi occidentali. Le priorità indicate da Kiriyenko erano tre: compromettere l'immagine degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Nato, promuovere la narrazione russa della guerra in Ucraina e alimentare in Germania l'opposizione alle sanzioni economiche.

Per raggiungere questi risultati, l'agenzia ha sviluppato un sistema di produzione che combina tecniche tradizionali e strumenti digitali avanzati. Gli addetti, che nei materiali interni si definiscono anche soldati dell'ideologia e architetti sociali, preparano contenuti destinati a sembrare servizi realizzati da giornalisti indipendenti. L'intelligenza artificiale viene impiegata per individuare gli argomenti più divisivi nelle diverse opinioni pubbliche e adattare i messaggi alle sensibilità nazionali.

La preparazione del materiale comprende deepfake, sostituzione di volti, doppiaggi artificiali, grafica computerizzata e ricostruzioni di ambienti reali. In Russia vengono allestite scenografie capaci di riprodurre luoghi riconoscibili di Italia, Germania e Gran Bretagna, con attori chiamati a interpretare situazioni predisposte dagli autori. Alcuni progetti contemplano anche riprese effettuate direttamente nei Paesi destinatari.

La diffusione non si limita alla pubblicazione iniziale. Una rete di account e bot interviene per moltiplicare la visibilità dei contenuti, favorendone la circolazione fino a raggiungere giornalisti, commentatori e rappresentanti politici. L'operazione mira a far entrare notizie costruite artificialmente nel normale confronto pubblico, rendendo progressivamente meno evidente il loro collegamento con Mosca.

Tra gli episodi documentati da The Insider compare la campagna dei graffiti con la stella di David apparsi su alcuni edifici di Parigi nel novembre 2023. Le fotografie, relative a un'operazione attribuita ad agenti russi, furono successivamente amplificate attraverso la stessa infrastruttura digitale utilizzata per altre iniziative di disinformazione.

Un capitolo rilevante riguarda le accuse inventate contro la leadership ucraina. Durante lo scandalo di corruzione nel settore della difesa che portò alle dimissioni del ministro Oleksiy Reznikov, l'apparato diffuse racconti su presunti acquisti immobiliari di lusso attribuiti a lui e alla sua famiglia, indicando proprietà a Cannes, Dubai e Madrid.

Lo stesso meccanismo fu applicato alle false notizie sull'acquisto di yacht da parte del presidente Volodymyr Zelensky e sulle presunte spese milionarie della moglie Olena presso Cartier, tra New York e Parigi. Nel primo caso, i contenuti circolarono attraverso testate russe come Komsomolskaya Pravda e il portale statunitense DC Weekly, collegato all'ex marine John Mark Dougan, trasferitosi in Russia.

La vicenda degli yacht raggiunse anche il dibattito politico americano. Steve Bannon ne parlò nel proprio podcast, mentre tra coloro che contribuirono alla circolazione delle accuse figuravano JD Vance, Thom Tillis e Marjorie Taylor Greene. La falsa storia relativa agli acquisti da Cartier, inizialmente diffusa attraverso account anonimi su X, venne invece ripresa dal politico britannico George Galloway, dal giornalista Max Blumenthal e dalla commentatrice Candace Owens.

La capacità di ottenere rilanci da personalità occidentali costituiva uno degli indicatori utilizzati dall'agenzia per valutare i risultati. Le reazioni e le pubblicazioni considerate significative venivano raccolte in dossier, stampate e trasmesse all'amministrazione presidenziale russa.

Accanto alle campagne contro singoli personaggi, i documenti descrivono iniziative rivolte direttamente alle popolazioni europee. Video preparati per il pubblico britannico e tedesco cercavano di alimentare diffidenza verso i rifugiati e di associare gli ucraini a presunte minacce estremiste. Nel 2023 venne inoltre avviata una campagna denominata internamente "Uganda", indirizzata contro la leadership di Kiev, con l'obiettivo di indebolire il morale delle truppe e provocare divisioni tra i vertici civili e militari ucraini.

Un'altra tecnica consiste nella creazione di comunità online dedicate inizialmente a problemi comuni, come difficoltà economiche, rincari e disagi quotidiani. Definiti nei documenti interni gruppi di "piagnucoloni", questi spazi vengono utilizzati per raccogliere utenti attraverso discussioni apparentemente spontanee. Solo in seguito gli amministratori introducono progressivamente temi politici, tensioni legate all'immigrazione e contenuti funzionali alla propaganda.

Secondo le comunicazioni esaminate da The Insider, Gambashidze considerava questa modalità particolarmente utile perché consentiva di raggiungere il pubblico occidentale senza presentare apertamente i messaggi come comunicazioni dello Stato russo. La propaganda veniva inserita in conversazioni, notizie e contenuti social che apparivano indipendenti.

Il rapporto tra l'agenzia e il Cremlino si è consolidato nel tempo. Dal giugno 2024 Kharichev ha assunto il controllo formale dell'indirizzo ideologico dell'amministrazione presidenziale. Gambashidze, che in precedenza aveva accompagnato all'estero esponenti politici come Leonid Slutsky e Pyotr Tolstoy, ha ottenuto nell'ottobre dello stesso anno la Medaglia dell'Ordine al Merito della Patria per la propria attività di consulenza strategica.

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