Natalità in Italia, 355.772 nati nel 2025 e primo figlio sempre più tardi

Notizia in breve

Nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, circa 14mila meno dell'anno precedente. La diminuzione prosegue nei primi sette mesi del 2026, mentre la maternità si sposta più avanti nel tempo e la fecondità tocca un nuovo minimo.

Istat
Natalità in Italia, 355.772 nati nel 2025 e primo figlio sempre più tardi
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

La popolazione italiana continua a fare meno figli e l'età in cui si diventa genitori si sposta progressivamente in avanti. Il quadro delineato dall'Istat attraverso i dati sulla natalità e sulla fecondità relativi al 2025 conferma una tendenza ormai consolidata: diminuiscono sia le nascite sia il numero medio di figli per donna, mentre aumenta l'età alla quale le madri affrontano la prima gravidanza.

Nel corso del 2025 sono stati registrati 355.772 nati residenti, equivalenti a sei bambini ogni mille abitanti. Rispetto all'anno precedente la flessione è del 3,8%, con circa 14mila nascite in meno. Il confronto con il 2008, quando si superarono i 576mila nati, restituisce una riduzione complessiva del 38,3%, pari a oltre 220mila bambini.

La contrazione prosegue anche nel 2026, sebbene con un'intensità inferiore. Le rilevazioni provvisorie relative al periodo gennaio-luglio indicano 196.864 nascite, contro le 198.975 dello stesso intervallo del 2025. La differenza corrisponde a circa 2mila bambini e a una diminuzione dell'1,1%.

Uno degli elementi più significativi riguarda la fecondità. Nel 2025 il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, stabilendo un nuovo minimo storico dopo l'1,18 registrato nel 2024. Si tratta di un livello distante dalla soglia di 2,1 figli necessaria a garantire il ricambio generazionale e inferiore anche all'1,44 rilevato nel triennio 2008-2010. Le prime stime per gennaio-luglio 2026 indicano un ulteriore, lieve arretramento a 1,13.

La diminuzione delle nascite dipende da due fenomeni che si sovrappongono. Da una parte si riduce la popolazione in età riproduttiva, conseguenza della bassa natalità che caratterizza l'Italia da diversi decenni. Dall'altra si registra una minore propensione ad avere figli. Le donne oggi comprese nella fascia tra 30 e 40 anni, alla quale è riconducibile oltre il 65% delle nascite, appartengono infatti alle generazioni nate tra il 1985 e il 1995, quando la fecondità era già diminuita sensibilmente.

Secondo l'Istat, sulle scelte riproduttive incidono diversi fattori, tra cui il prolungamento degli studi, l'instabilità occupazionale dei giovani, le difficoltà economiche e di accesso alla casa e gli ostacoli nella conciliazione tra attività lavorativa e famiglia. A queste condizioni si aggiungono le decisioni individuali di rinviare la genitorialità, rinunciarvi oppure privilegiare altri progetti di vita.

Il calo coinvolge tanto i primi figli quanto quelli successivi. Nel 2025 i primogeniti sono stati 174.842, in diminuzione del 3,7%, mentre i secondogeniti si sono attestati a 127.479, con una flessione del 4,8%. I figli dal terzo ordine in avanti sono stati 53.451, il 2,1% in meno rispetto al 2024. La contrazione risulta particolarmente marcata nel Mezzogiorno, dove i primi figli diminuiscono del 5,3% e i secondi del 5,5%.

Anche la cittadinanza dei genitori permette di osservare differenze significative. I bambini nati da coppie con entrambi i genitori italiani sono stati 275.330, pari al 77,4% del totale, con una riduzione del 4,8% rispetto al 2024. Le nascite da genitori entrambi stranieri scendono invece a 49.002, segnando una flessione del 3,1%.

In controtendenza si collocano le coppie miste, formate da un genitore italiano e uno straniero. Nel 2025 hanno avuto 31.440 figli, il 4,2% in più rispetto all'anno precedente. L'aumento è particolarmente evidente nelle coppie in cui il padre è straniero, con una crescita dell'11%, mentre nei casi in cui è la madre ad avere cittadinanza straniera l'incremento si ferma allo 0,9%.

Complessivamente, i bambini con almeno un genitore straniero rappresentano il 22,6% delle nascite, per un totale di 80.442. La loro incidenza varia notevolmente sul territorio: raggiunge il 31,2% nel Nord e il 24,7% nel Centro, mentre nel Mezzogiorno si ferma al 10%. Considerando esclusivamente i nati da due genitori stranieri, la Liguria registra la percentuale regionale più elevata, pari al 21,8%, seguita da Emilia-Romagna e Lombardia.

Tra le cittadinanze estere dei genitori, quella rumena è la più rappresentata, con 9.645 bambini nati da almeno un genitore di tale nazionalità. Seguono quella marocchina, con 9.636 nati, e quella albanese, con 8.353.

La riduzione della fecondità riguarda sia le cittadine italiane sia quelle straniere. Per le prime il valore passa da 1,11 figli per donna nel 2024 a 1,07 nel 2025. Per le seconde scende da 1,81 a 1,74. La distanza tra i due gruppi rimane quindi significativa, pur all'interno di una tendenza alla diminuzione che interessa entrambi.

Le differenze territoriali confermano inoltre una situazione demografica articolata. Il Centro presenta la fecondità più bassa tra le grandi ripartizioni, con 1,07 figli per donna, seguito dal Nord con 1,15 e dal Mezzogiorno con 1,16. La Sardegna resta la regione con il valore minimo nazionale, pari a 0,85, ed è l'unica a collocarsi sotto un figlio per donna.

All'estremo opposto si trova la provincia autonoma di Bolzano, dove la fecondità raggiunge 1,54 figli per donna, in crescita rispetto all'1,51 del 2024. Un aumento si registra anche in Valle d'Aosta, da 1,05 a 1,11. Seguono, nella graduatoria dei territori con la fecondità più elevata, la provincia autonoma di Trento con 1,24 e Sicilia e Campania, entrambe a 1,22.

Un altro cambiamento riguarda il rapporto tra nascite e matrimonio. Nel 2025 sono venuti al mondo 156.874 bambini da genitori non coniugati, il 44,1% del totale. Sebbene il numero assoluto sia diminuito dell'1,8%, la loro incidenza continua ad aumentare perché le nascite all'interno del matrimonio si riducono più rapidamente, con una flessione del 5,4% e un totale di 198.898 bambini.

Rispetto al 2008, la percentuale dei nati fuori dal matrimonio è cresciuta di 24,4 punti. Nel Centro, per la prima volta, supera la metà delle nascite raggiungendo il 50,1%. Nel Nord si attesta al 43,1%, mentre nel Mezzogiorno arriva al 42,3%, con un aumento di due punti percentuali rispetto all'anno precedente.

La Sardegna presenta la quota regionale più alta di nascite da genitori non sposati, pari al 59,4%, seguita dal Lazio con il 51,7%. Le percentuali più contenute si osservano invece in Basilicata, al 33%, e Calabria, al 35,7%.

La scelta di avere figli senza essere sposati è particolarmente diffusa tra le generazioni più giovani. Per le madri fino a 24 anni, il 62,4% delle nascite avviene fuori dal matrimonio. La percentuale scende al 44,5% nella fascia tra 25 e 34 anni e al 39,7% oltre i 34 anni. Tra le coppie formate da due genitori italiani, la quota relativa alle madri più giovani raggiunge addirittura il 78,7%.

La maggior parte delle nascite fuori dal matrimonio, precisamente l'86,2%, riguarda coppie nelle quali entrambi i genitori non si sono mai sposati. Il dato conferma un cambiamento progressivo nei modelli familiari, con il matrimonio sempre meno considerato un passaggio necessario prima dell'arrivo di un figlio.

Accanto alla diminuzione della fecondità, l'Istat documenta un ulteriore rinvio della maternità. Nel 2025 l'età media al parto raggiunge 32,7 anni, contro i 32,6 dell'anno precedente. L'età media alla nascita del primo figlio arriva invece per la prima volta a 32 anni, quasi quattro in più rispetto al 1995, quando si attestava a 28,1.

Le donne italiane diventano madri mediamente a 33,2 anni, mentre per le straniere l'età media al parto è di 29,9 anni. In entrambi i gruppi si osserva un incremento rispetto al 2024. La posticipazione è più marcata nel Centro, dove la media raggiunge 33,1 anni, seguito dal Nord con 32,8 e dal Mezzogiorno con 32,4.

La Basilicata registra l'età media al parto più elevata, pari a 33,6 anni, davanti a Sardegna e Lazio, entrambe a 33,2. La Sicilia conserva invece il primato delle madri mediamente più giovani, con 31,8 anni.

Il rapporto dell'Istat restituisce infine alcuni elementi relativi alle scelte anagrafiche delle famiglie. Sofia e Leonardo si confermano anche nel 2025 i nomi più scelti dai genitori. Continua inoltre a crescere l'attribuzione del doppio cognome, paterno e materno, che riguarda il 7,3% dei nuovi nati, rispetto al 6,7% dell'anno precedente.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Pensioni, perché i nati tra il 1961 e il 1967 rischiano di uscire dal lavoro più tardi Chi è nato tra il 1961 e il 1967 rischia di lasciare il lavoro più tardi del previsto.

Scuola, libri sempre più cari: quanto spenderanno le famiglie nel 2025

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Istat'

⬆