Scontri a Milano, il 21enne arrestato racconta al gip il video su TikTok e la crisi in famiglia

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Un 21enne arrestato dopo gli scontri del 17 ottobre a Milano ha raccontato al giudice di aver aderito al corteo dopo un video su TikTok. Le difficoltà economiche della famiglia, ha spiegato, hanno alimentato la sua rabbia durante la protesta.

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Scontri a Milano, il 21enne arrestato racconta al gip il video su TikTok e la crisi in famiglia
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La possibilità che il padre perda il lavoro, le difficoltà economiche in casa e un video comparso su TikTok pochi giorni prima della manifestazione. Sono gli elementi raccontati da un ragazzo di 21 anni durante l'interrogatorio davanti al gip di Milano Fabrizio Filice, chiamato a decidere sulla posizione dei cinque giovani arrestati per gli scontri avvenuti sabato 17 ottobre nel capoluogo lombardo.

Il giovane, accusato di resistenza pluriaggravata, ha spiegato di aver deciso di partecipare alla protesta contro il carovita dopo aver visto sui social un filmato che invitava a scendere in piazza. A spingerlo, secondo quanto dichiarato a verbale, sarebbe stata soprattutto la situazione familiare: l'azienda presso cui lavora il padre, ha sostenuto, starebbe cercando di licenziarlo, aggravando un periodo già segnato da problemi economici.

Durante l'interrogatorio il 21enne ha riconosciuto le proprie responsabilità, ammettendo anche di aver lanciato pietre nel corso dei disordini. Ha collegato quel comportamento alla rabbia accumulata per le vicende personali, cresciuta ulteriormente mentre assisteva a quanto accadeva durante la manifestazione. Ha inoltre dichiarato che, potendo tornare indietro, non ripeterebbe quei gesti.

Il ragazzo ha fornito spiegazioni anche sul passamontagna che indossava, sostenendo di averlo portato con sé perché lo considerava un accessorio dall'aspetto un po' «scenico».

Nella valutazione del gip, le dichiarazioni rese durante l'interrogatorio costituiscono un'ammissione degli addebiti. Il giudice ritiene che il giovane, insieme ad altri partecipanti, abbia utilizzato la protesta per dare sfogo in maniera violenta e incontrollata a una rabbia maturata anche attraverso difficoltà familiari ed economiche, legate a problemi sociali più ampi.

Per il 21enne è stata disposta la custodia cautelare in carcere, misura applicata anche ad altri tre arrestati. Complessivamente sono cinque le persone finite in manette in seguito agli scontri, quattro delle quali nate in Italia.

Nel provvedimento il gip ricostruisce inoltre le difficoltà incontrate dalle forze dell'ordine il 17 ottobre. Secondo il magistrato, gli agenti si sarebbero trovati ad affrontare una situazione di estrema complessità, senza aspettarsi che la manifestazione potesse trasformarsi in quella che viene descritta come una vera e propria sommossa.

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