Como-Manchester United, Fabregas punta alla vittoria ma perde Jesus Rodriguez

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Il Como si prepara a ospitare il Manchester United in Champions League con la fiducia di Cesc Fabregas, ma perde Jesus Rodriguez per infortunio. Il tecnico guarda alla crescita del club e ribadisce di voler proseguire il progetto lariano.

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Una nuova tappa europea attende il Como, impegnato mercoledì 21 ottobre al Sinigaglia contro il Manchester United in Champions League. Cesc Fabregas affronta la vigilia con la convinzione di poter competere anche contro un avversario di grande tradizione, ma deve fare i conti con un problema inatteso: l'infortunio di Jesus Rodriguez, fermatosi durante la parte conclusiva dell'allenamento.

L'esterno spagnolo si è fatto male dopo aver calciato verso la porta e le prime indicazioni non lasciano prevedere un recupero rapido. Fabregas ha parlato di un problema apparentemente serio, annunciando un'assenza prolungata. Non arrivano buone notizie neppure da Chalobah, destinato a rimanere indisponibile per circa due settimane e a saltare quattro incontri. Per Kean sarà decisiva una valutazione in vista della partita di sabato, mentre il rientro di Diao è previsto dopo la sosta.

Le difficoltà nella gestione dell'organico non modificano però l'atteggiamento dell'allenatore catalano. Affrontare il Manchester United rappresenta un appuntamento particolare nella storia recente della società, ma Fabregas non intende preparare la squadra trasmettendo timore per il prestigio degli avversari.

Il tecnico considera la formazione inglese una rivale di altissimo livello, per qualità individuali e storia, senza per questo ritenerla imbattibile. Il metodo di preparazione sarà quello adottato anche contro Inter, Milan e Juventus: studiare le caratteristiche dell'altra squadra, individuare le situazioni da sfruttare e mettere i propri giocatori nelle condizioni di esprimersi senza condizionamenti.

Fabregas insiste soprattutto sulla fiducia nel gruppo. A suo giudizio, convincersi della superiorità dell'avversario prima ancora di scendere in campo renderebbe più complicato il compito del Como. La possibilità di ottenere un risultato positivo dipenderà invece dalla capacità di applicare correttamente quanto preparato durante la settimana.

Neppure il periodo difficile attraversato dal Manchester United entra nei suoi calcoli. L'ex centrocampista di Arsenal e Barcellona respinge l'idea di una crisi dalla quale il Como potrebbe ricavare un vantaggio. Nel calcio, osserva, gli impegni si susseguono a distanza di pochi giorni e ogni partita presenta condizioni differenti. Per Fabregas conta esclusivamente il confronto sul terreno di gioco, undici contro undici, senza affidarsi alle interpretazioni sul momento degli avversari.

La sfida europea offre anche l'occasione per misurare il cammino compiuto dalla società lariana. Arrivato quattro anni fa, Fabregas ha accompagnato una trasformazione che ha portato il Como dalla lotta per la promozione alla Serie A fino alla qualificazione in Champions League. Un percorso costruito attraverso risultati che il tecnico conserva tra i ricordi più significativi della propria esperienza professionale.

La promozione, il decimo posto conquistato nella massima serie e il successivo accesso alla principale competizione europea per club rappresentano passaggi fondamentali di questa crescita. Fabregas invita comunque a non considerare concluso il lavoro: la squadra deve ancora migliorare e quanto ottenuto nelle stagioni precedenti non può diventare un motivo per rallentare.

Il rapporto con la proprietà resta uno degli elementi centrali del progetto. L'allenatore ha confermato di aver manifestato più volte a Mirwan Suwarso la volontà di rimanere a Como a lungo, proprio per il valore personale e professionale che attribuisce al percorso intrapreso insieme alla società.

Una soddisfazione particolare deriva dalle caratteristiche della rosa. Fabregas ritiene che il Como non sia cresciuto affidandosi a campioni già affermati, ma lavorando con giovani calciatori determinati a raggiungere quel livello. Partire da una situazione estremamente difficile e arrivare a disputare partite di Champions League è un'esperienza che, ha spiegato, conserverà sempre nella memoria.

Tra i giocatori che meglio rappresentano questa filosofia figura Nico Paz. Il tecnico ne apprezza il potenziale tecnico, ma considera ancora più importanti l'ambizione e la predisposizione al miglioramento. Non tutti i calciatori dotati di grande talento riescono infatti a sfruttarlo pienamente: secondo Fabregas, la mentalità dell'argentino costituisce proprio l'elemento capace di fare la differenza.

Un ultimo passaggio riguarda la gestione della porta. Butez mantiene un ruolo di primo piano nei programmi dell'allenatore e continuerà a trovare ampio spazio. La presenza di Sanchez introduce però una concorrenza che Fabregas giudica positiva, perché spinge entrambi a migliorare e contribuisce ad alzare il livello complessivo della squadra.

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