McEnroe esalta Alcaraz dopo il rientro: 'Senza di lui il tennis era più noioso

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Per John McEnroe il ritorno di Carlos Alcaraz ha restituito spettacolo al circuito dopo oltre quattro mesi di assenza. L'ex numero uno premia la varietà del suo tennis e ripercorre l'eredità lasciata da Rafael Nadal in Spagna.

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La lunga assenza di Carlos Alcaraz dal circuito ha reso il tennis meno divertente agli occhi di John McEnroe. L'ex campione statunitense non nasconde la propria predilezione per lo spagnolo e, durante un'intervista al programma televisivo 'La Revuelta', lo ha indicato come il giocatore che più di ogni altro ha arricchito questo sport nell'ultimo decennio.

Ospite della trasmissione a Madrid, McEnroe ha accolto con particolare soddisfazione il ritorno del tennista di Murcia, rimasto lontano dalle competizioni per oltre quattro mesi a causa di un infortunio al polso. «Alcaraz è il migliore, è il mio giocatore preferito. È la cosa migliore che sia successa al tennis negli ultimi dieci anni», ha dichiarato, precisando che la sua valutazione non dipendeva dal fatto di trovarsi in Spagna.

L'ex numero uno mondiale ha poi spiegato quanto abbia pesato l'assenza dello spagnolo sullo spettacolo offerto dal circuito. McEnroe si è detto fortunato di poter assistere alle sue partite e felice di rivederlo in campo, aggiungendo che senza di lui il tennis gli era sembrato decisamente più noioso.

Alla base di questa preferenza c'è soprattutto il modo di interpretare il gioco. McEnroe apprezza la capacità di Alcaraz di alternare soluzioni differenti, cambiare ritmo e costruire punti imprevedibili. Una varietà che, nel suo giudizio personale, rappresenta un elemento distintivo anche rispetto a Jannik Sinner, altro grande protagonista del tennis contemporaneo.

L'intervista è stata anche l'occasione per ripercorrere l'evoluzione del movimento spagnolo, partendo dal campione che secondo McEnroe ne ha cambiato profondamente la storia: Rafael Nadal. L'ex tennista americano ha ricordato lo stupore provato osservando le prime imprese del maiorchino, capace di imporsi ai massimi livelli e di costruire una carriera culminata con 22 titoli del Grande Slam.

«Rafa ha cambiato tutto», ha osservato McEnroe, ricordando come negli Stati Uniti manchi da molto tempo un vincitore di uno Slam nel singolare maschile. Un confronto che, nelle sue parole, rende ancora più significativo quanto realizzato da Nadal nel corso della carriera.

Quella stagione di successi trova oggi continuità in Alcaraz, mentre il tennis spagnolo può guardare anche alla crescita di una nuova generazione. Tra i nomi citati da McEnroe figura Rafa Jodar, giovane talento nel quale l'ex campione riconosce un'altra prospettiva interessante per il futuro del movimento iberico.

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