Beppe Signori torna in azzurro, sarà capo delegazione dell'Under 20 dopo la vicenda giudiziaria

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Beppe Signori torna nella Nazionale italiana con un incarico dedicato ai più giovani. Affiancherà l'Under 20 di Carmine Nunziata dopo il lungo percorso giudiziario e la revoca della preclusione federale arrivata nel 2021.

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Una nuova responsabilità nella Federazione italiana giunge per Giuseppe Signori a oltre trent'anni dal Mondiale americano del 1994. L'ex attaccante di Lazio, Foggia e Bologna è stato scelto come capo delegazione della Nazionale Under 20 allenata da Carmine Nunziata. A 58 anni, il tre volte capocannoniere della Serie A avrà il compito di accompagnare i giovani azzurri nel loro percorso di crescita, mettendo a disposizione le esperienze maturate durante la carriera da calciatore.

La decisione porta la firma di Giovanni Malagò, commissario della Figc, ed è stata presa d'intesa con Claudio Ranieri, direttore tecnico federale e presidente del Club Italia. Nel presentare la nomina, Malagò ha richiamato le qualità sportive e personali di Signori, indicando nella sua conoscenza del calcio e nella motivazione dimostrata due elementi utili al lavoro con le nuove generazioni.

L'ex bomber ha accolto l'incarico con soddisfazione. "Tornare in azzurro è un'emozione speciale e un grande motivo d'orgoglio", ha dichiarato, spiegando di voler aiutare i ragazzi dell'Under 20 ad affrontare il passaggio verso il calcio di alto livello. Un ruolo diverso rispetto a quello vissuto in campo, ma che gli permetterà di tornare a rappresentare direttamente la Nazionale.

La scelta della Federazione segna anche un nuovo capitolo personale per Signori, la cui vita professionale era stata profondamente condizionata dall'inchiesta sul calcioscommesse esplosa nel 2011. Prima di quella vicenda, il suo nome era legato soprattutto ai successi realizzati sui campi italiani e alla partecipazione alla spedizione azzurra negli Stati Uniti, conclusa con il secondo posto dopo la finale persa ai rigori contro il Brasile.

Nato ad Alzano Lombardo il 17 febbraio 1968, Signori aveva costruito la propria notorietà nel Foggia allenato da Zdenek Zeman. Le sue caratteristiche tecniche, la velocità negli inserimenti e soprattutto la precisione del piede sinistro lo avevano reso uno degli attaccanti più efficaci del campionato. Il trasferimento alla Lazio gli aveva poi consentito di affermarsi definitivamente tra i grandi protagonisti del calcio italiano degli anni Novanta.

Con la formazione biancoceleste aveva conquistato tre titoli di capocannoniere della Serie A, realizzando 26 reti nella stagione 1992-1993, 23 nel 1993-1994 e 24 nel 1995-1996. I suoi 127 gol in campionato con la Lazio rappresentano ancora oggi una parte significativa della storia del club romano.

Dopo una breve esperienza alla Sampdoria, Signori aveva proseguito la carriera al Bologna, squadra con cui aveva sviluppato un altro legame importante. In sei stagioni aveva segnato complessivamente 84 reti nelle diverse competizioni. Il bilancio nella massima serie italiana comprende 188 gol in 344 presenze, numeri che lo collocano tra i marcatori più prolifici della storia del torneo.

Anche il rapporto con la maglia azzurra aveva regalato momenti significativi. L'esordio risale al 31 maggio 1992, nell'amichevole terminata senza reti contro il Portogallo. Successivamente era arrivata la convocazione per il Mondiale del 1994, disputato negli Stati Uniti. Signori aveva concluso la propria esperienza nella Nazionale maggiore con 28 presenze e sette gol.

Il percorso successivo al ritiro aveva però conosciuto una lunga interruzione. Il 1° giugno 2011 l'ex attaccante era stato coinvolto nell'indagine della Procura di Cremona su un presunto sistema di manipolazione delle partite collegato alle scommesse calcistiche. Nei suoi confronti era stata disposta una misura cautelare agli arresti domiciliari, durata circa due settimane.

Le contestazioni degli investigatori riguardavano presunti accordi per modificare i risultati di alcuni incontri e operazioni economiche ritenute collegate alle scommesse. Nello stesso anno era intervenuta anche la giustizia sportiva, infliggendo a Signori cinque anni di squalifica accompagnati dalla preclusione definitiva a ricoprire incarichi nell'ordinamento federale.

La vicenda penale si era sviluppata attraverso procedimenti distinti, arrivati a conclusioni differenti. Nel dicembre 2020 il filone principale di Cremona, relativo all'ipotesi associativa, si era chiuso con una pronuncia di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Diverso l'esito delle altre contestazioni, per le quali Signori aveva scelto di ottenere una decisione sul merito, rinunciando alla prescrizione.

Il 23 febbraio 2021 il Tribunale di Piacenza lo aveva assolto con la formula "perché il fatto non sussiste" dall'accusa relativa alla presunta alterazione di Piacenza-Padova, partita di Serie B disputata il 2 ottobre 2010 e conclusa sul 2-2. Dopo la sentenza, Signori aveva espresso soddisfazione per il risultato, ricordando tuttavia che nessuna decisione avrebbe potuto restituirgli gli anni trascorsi ad affrontare la vicenda giudiziaria.

Un secondo pronunciamento favorevole era arrivato il 30 marzo 2021, quando il Tribunale di Modena lo aveva assolto in primo grado, ancora perché il fatto non sussiste, dalle accuse riguardanti le presunte combine di Modena-Sassuolo e Modena-Siena del 2011. L'ex calciatore aveva ribadito di aver voluto affrontare i processi proprio per ottenere una valutazione delle contestazioni e non lasciare che la vicenda terminasse soltanto per decorrenza dei termini.

Rimaneva però da risolvere la questione disciplinare. Il 1° giugno 2021, a dieci anni esatti dall'inizio dell'inchiesta, l'allora presidente della Figc Gabriele Gravina aveva concesso a Signori la grazia relativa alla sanzione della preclusione. Il provvedimento aveva eliminato l'ostacolo che gli impediva di tornare a svolgere attività nell'ambito federale.

La nomina nell'Under 20 rappresenta adesso un'applicazione concreta di quella possibilità. Signori affiancherà Nunziata e lo staff tecnico in una funzione di accompagnamento e rappresentanza, contribuendo alla gestione del gruppo e al rapporto dei giovani calciatori con la maglia della Nazionale.

Per l'ex attaccante si tratta di una responsabilità che unisce il patrimonio sportivo accumulato durante gli anni da professionista alla possibilità di lavorare con ragazzi prossimi al passaggio nel calcio maggiore. Malagò ha indicato proprio nella sua esperienza e nel percorso umano affrontato due aspetti che la Federazione considera significativi per la nuova collaborazione.

Signori torna così a indossare i colori dell'Italia non più per cercare il gol, ma per accompagnare una generazione di calciatori chiamata a costruire il proprio futuro. Il suo nuovo percorso federale riparte dalla Nazionale Under 20, oltre cinque anni dopo il provvedimento che gli aveva consentito di rientrare ufficialmente nel mondo del calcio.

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