Ucraina, Trump valuta il vertice con Putin e Xi e chiede un altro negoziatore per Kiev
Donald Trump valuta un incontro con Putin e Xi Jinping in Cina per discutere anche della guerra in Ucraina, mentre critica Zelensky e propone che sia un'altra figura a condurre i negoziati per conto di Kiev. Il vertice resta un'ipotesi.
La possibilità di affrontare il futuro dell'Ucraina in un incontro ristretto tra Stati Uniti, Russia e Cina prende forma in vista del prossimo appuntamento internazionale a Shenzhen. Donald Trump si è dichiarato disponibile a sedersi allo stesso tavolo con Vladimir Putin e Xi Jinping, senza subordinare il colloquio alla partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Per il momento, tuttavia, non esiste alcun accordo formale sull'organizzazione del vertice.
L'occasione potrebbe essere la riunione dei leader della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC), prevista nella città cinese il 18 e 19 novembre 2026. Rispondendo ai giornalisti alla Casa Bianca, Trump ha spiegato che accetterebbe un trilaterale qualora i presidenti russo e cinese fossero interessati. Il viaggio in Cina, ha aggiunto, dovrebbe consentirgli di affrontare anche il tema della denuclearizzazione, un obiettivo che considera di grande rilevanza internazionale.
La disponibilità americana arriva mentre il rapporto tra Washington e Kiev attraversa una fase particolarmente difficile. Trump continua infatti ad attribuire a Zelensky una parte della responsabilità per il mancato raggiungimento di un'intesa con Mosca. Secondo il presidente statunitense, il leader ucraino avrebbe potuto ottenere condizioni migliori seguendo in passato le sue indicazioni.
La novità più significativa riguarda però la rappresentanza ucraina negli eventuali negoziati. Trump ritiene che sia arrivato il momento di affidare le trattative a una persona diversa da Zelensky, tornando così a mettere in discussione il ruolo dell'attuale presidente di Kiev. Nelle ultime settimane aveva già sollecitato ripetutamente lo svolgimento di elezioni in Ucraina, prospettando un possibile cambiamento alla guida del Paese.
Il presidente americano ha comunque precisato di essere disposto a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per ottenere la conclusione della guerra, indipendentemente dai partecipanti ai colloqui. Ha inoltre ribadito che il dialogo diretto con Putin proseguirà, sostenendo di voler evitare ulteriori perdite di vite umane.
Da Mosca è arrivata una prima reazione attraverso il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. L'ipotesi di una riunione tra i tre leader, ha chiarito, è stata menzionata considerando la loro possibile presenza al vertice cinese. Non sono però state formulate proposte concrete, né raggiunte intese sullo svolgimento dell'incontro o sugli argomenti da affrontare. Peskov ha anche espresso apprezzamento per gli sforzi di mediazione portati avanti dall'amministrazione americana.
Il confronto tra Trump e Putin, intanto, comprende questioni che vanno oltre il conflitto ucraino. Washington ha congelato nuove sanzioni nei confronti della Russia, mentre sul piano energetico sono state raggiunte intese per forniture russe agli Stati Uniti. Il presidente americano ha inoltre riferito di essere impegnato nelle trattative per ottenere la liberazione di un ostaggio statunitense trattenuto in Russia, lasciando intendere che la vicenda potrebbe trovare una soluzione a breve.
Tra i punti di attrito con Kiev figura anche il funzionamento della rete satellitare Starlink, utilizzata dalle forze ucraine per le comunicazioni e le attività militari. Interpellato sulle accuse relative a presunte disposizioni per limitarne le prestazioni, Trump ha negato di conoscere il responsabile di eventuali interventi e ha dichiarato di voler fare chiarezza. Ha inoltre sostenuto che gli Stati Uniti hanno fornito un sostegno considerevole all'Ucraina attraverso armamenti e informazioni di intelligence, la cui condivisione, secondo quanto affermato dal presidente, non sarebbe mai stata interrotta.
Alle critiche rivoltegli da Zelensky, che lo ha accusato di trovarsi dalla parte sbagliata della storia, Trump ha replicato respingendo le valutazioni del leader ucraino. Ha poi confermato di voler mantenere aperto il canale diplomatico con Mosca proprio perché sono ancora in corso negoziati sulla guerra.
La prosecuzione dei colloqui, ha precisato, non rappresenta comunque un impegno incondizionato. Trump sostiene di poter interrompere le trattative con effetto immediato qualora gli sviluppi non corrispondessero alle sue aspettative. Resta dunque aperta la possibilità di un confronto a tre in Cina, mentre non è stata ancora definita alcuna formula diplomatica condivisa per affrontare la questione ucraina.
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