Garlasco, Sempio rinuncia ai diari e teme che l'inchiesta pesi sul suo futuro
Andrea Sempio racconta di aver smesso di scrivere diari per timore di nuove perquisizioni. Mentre i suoi legali chiedono di recuperare 81 intercettazioni, il 38enne parla delle difficoltà di immaginare una famiglia dopo l'inchiesta.
La possibilità di costruire una famiglia, il timore di essere arrestato e la difficoltà di tornare a una vita normale anche nell'eventualità di un proscioglimento. Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia nella nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, ha raccontato come il procedimento giudiziario abbia modificato le sue abitudini e le prospettive personali.
Intervistato dal programma «Dentro la notizia» su Canale 5, il 38enne ha spiegato di aver interrotto una consuetudine che aveva mantenuto nel tempo: scrivere diari. La scelta è legata alle due perquisizioni già subite e al fatto che alcuni suoi scritti, sequestrati durante le indagini, siano stati utilizzati dagli investigatori come elementi a suo carico. Sempio teme che una nuova perquisizione possa portare all'acquisizione di ulteriori annotazioni personali.
Tra i desideri per il futuro resta quello di avere una famiglia, ma l'indagato fatica attualmente a immaginare anche una semplice frequentazione sentimentale. A pesare, secondo quanto raccontato, è soprattutto la convinzione che un eventuale proscioglimento non sarebbe sufficiente a cancellare i sospetti di una parte dell'opinione pubblica. Sempio teme che qualcuno continuerebbe comunque a considerarlo responsabile del delitto.
Parlando dell'eventualità di affrontare un processo, ha ammesso che la notte precedente alla prima udienza sarebbe probabilmente segnata dall'insonnia. Ha però distinto questa preoccupazione dal peso di una coscienza colpevole, che respinge. Anche il rischio di un arresto, ha precisato, è un pensiero con cui convive fin dall'inizio della nuova indagine.
Sempio è tornato inoltre sulla questione dell'impronta di scarpa rilevata nella villetta di Garlasco. Ha dichiarato che già a 17-18 anni calzava il numero 44, mentre la difesa contesta che la traccia possa corrispondere a quella misura. Secondo la ricostruzione sostenuta dai suoi legali, l'impronta sarebbe compatibile con una calzatura inferiore al 42.
Intanto, sul piano giudiziario, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno presentato un'istanza per ottenere l'inserimento nel fascicolo di 81 intercettazioni considerate non rilevanti dalla Procura di Pavia. La richiesta è arrivata dopo che Taccia si è recata al Palazzo di Giustizia per ascoltare le registrazioni escluse dagli atti.
Per i difensori, quei colloqui potrebbero contribuire a interpretare correttamente alcuni soliloqui di Sempio. Cataliotti ha spiegato che si tratterebbe di riflessioni pronunciate dall'indagato quando era solo, dopo aver seguito podcast o trasmissioni televisive. La difesa ritiene quindi necessario recuperare le registrazioni per consentire una valutazione più completa del contenuto e del contesto in cui quelle parole furono pronunciate.
ESCLUSIVO: Andrea Sempio: "Ho sempre avuto un 44, abbiamo verificato l'impronta da diverse angolazioni".#Dentrolanotizia https://t.co/6XpStUBT2D
— Dentro la Notizia (@dentronotiziatv) October 19, 2026
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