Allarme bomba via email nelle scuole, evacuazioni in quattro province e verifiche negative

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Una serie di email con minacce di bomba ha interrotto le lezioni in scuole di Frosinone, Arezzo, Verona e Padova. Evacuati numerosi istituti, con famiglie chiamate a ritirare i figli e controlli avviati dalle forze dell'ordine.

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Lezioni sospese, studenti accompagnati fuori dagli edifici e interventi delle forze dell'ordine in diverse province italiane. Nella mattinata di lunedì 19 ottobre 2026, una serie di messaggi di posta elettronica contenenti minacce sulla presenza di ordigni ha fatto scattare le procedure di emergenza in numerosi istituti scolastici. Le segnalazioni hanno interessato, tra le altre, le province di Frosinone, Arezzo, Verona e Padova. Le verifiche effettuate nelle strutture per le quali sono disponibili i primi esiti non hanno individuato esplosivi.

Particolarmente estesa l'operazione nel Veronese, dove il provvedimento precauzionale disposto dal magistrato di turno ha coinvolto complessivamente 27 plessi scolastici nelle località di Castel d'Azzano e Bosco Chiesanuova. Le comunicazioni ricevute dagli istituti sarebbero state scritte, almeno in parte, in lingua araba. Lo sgombero ha riguardato scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado.

Gli alunni sono stati inizialmente trasferiti nelle palestre, mentre le segreterie avvisavano le famiglie della necessità di interrompere anticipatamente la giornata scolastica. I genitori hanno quindi provveduto a riportare i figli a casa. Per controllare gli edifici sono intervenute anche le unità cinofile, impegnate nelle operazioni di bonifica.

In provincia di Padova, invece, l'allerta ha interessato tre strutture: la scuola Rodari del capoluogo, l'istituto Newton di Camposampiero e la Vivaldi di Montegrotto Terme. La Questura ha confermato che le segnalazioni si inseriscono in un fenomeno riscontrato anche in altre zone del territorio nazionale. Gli studenti sono stati allontanati per consentire l'intervento dei nuclei antisabotaggio della Polizia e dei Carabinieri del Comando provinciale.

In tutti e tre gli istituti padovani le ispezioni hanno dato esito negativo. La Digos ha avviato accertamenti per individuare chi abbia trasmesso i messaggi e ricostruirne la provenienza.

Ad Arezzo l'emergenza è scattata poco prima delle 11 all'istituto Vasari di via Emilia. Come riferisce La Nazione, circa 600 studenti della primaria e della secondaria sono usciti dalla struttura seguendo le procedure previste dal piano di evacuazione. La dirigente scolastica ha contattato con urgenza i genitori, che hanno raggiunto i figli dopo la sospensione delle attività didattiche.

Il messaggio anonimo arrivato alla scuola annunciava la presenza di una bomba all'interno dell'edificio. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco e forze dell'ordine per mettere in sicurezza l'area ed effettuare gli accertamenti. Le prime verifiche non hanno rilevato la presenza di ordigni.

Una situazione analoga si è verificata nel Frusinate. Le comunicazioni hanno raggiunto gli istituti di Morolo, Supino e Patrica, appartenenti allo stesso polo scolastico. Circa 200 studenti, insieme a insegnanti e collaboratori, sono stati evacuati a titolo precauzionale.

Il sindaco Lucio Fiordaliso ha comunicato che una prima ispezione degli ambienti scolastici si è conclusa senza riscontrare elementi sospetti. Il primo cittadino ha inoltre precisato di essere in contatto costante con la Prefettura, in attesa di indicazioni sulle eventuali ulteriori misure da adottare.

Resta da chiarire l'identità di chi ha inviato le email e se le comunicazioni ricevute nelle diverse province siano riconducibili a un unico responsabile. Le procedure di sicurezza sono state attivate indipendentemente dall'esito delle successive verifiche, con l'obiettivo di consentire i controlli negli edifici prima di qualsiasi ripresa delle attività scolastiche.

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