Assegno unico ottobre 2026, accrediti il 21 e 22: chi riceverà il pagamento più tardi

Notizia in breve

Per l’assegno unico di ottobre 2026 sono previsti due turni di pagamento. Le famiglie senza variazioni riceveranno la mensilità il 21 e 22 ottobre, mentre per nuove pratiche e importi modificati l'attesa si prolunga a fine mese.

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Assegno unico ottobre 2026, accrediti il 21 e 22: chi riceverà il pagamento più tardi
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Il calendario INPS distingue anche a ottobre due gruppi di beneficiari dell'assegno unico e universale. Le famiglie con una domanda già accolta e senza modifiche alla prestazione riceveranno il versamento mercoledì 21 o giovedì 22 ottobre. Per le posizioni che richiedono una nuova elaborazione, invece, i tempi saranno più lunghi.

Secondo quanto riportato da Sky TG24, chi ha presentato una nuova richiesta o ha registrato una variazione dell'importo può attendersi l'accredito indicativamente tra il 27 e il 31 ottobre. Nella parte conclusiva del mese vengono inoltre liquidati gli eventuali conguagli derivanti dai ricalcoli effettuati dall'Istituto.

Una tempistica differente riguarda le famiglie che accedono alla misura per la prima volta. In questi casi, la prima rata viene normalmente corrisposta nell'ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda.

Chi percepisce già il contributo non deve inoltrare una nuova richiesta ogni anno, purché la pratica precedente risulti ancora accolta e valida. Rimane invece necessario comunicare gli aggiornamenti che incidono sul diritto o sulla composizione del nucleo familiare. La nascita di un altro figlio, per esempio, richiede l'inserimento di una nuova scheda, mentre il raggiungimento della maggiore età comporta la verifica delle condizioni previste per proseguire il beneficio.

Per il 2026 gli importi dell'assegno unico sono stati rivalutati dell'1,4%, come stabilito dalla circolare INPS n. 7 del 30 gennaio. La somma riconosciuta varia principalmente in funzione dell'ISEE, dell'età e del numero dei figli, oltre che delle eventuali maggiorazioni spettanti.

La quota mensile ordinaria per ciascun figlio minorenne raggiunge 203,80 euro quando l'ISEE familiare non supera 17.468,51 euro. Scende progressivamente fino a 58,30 euro per i nuclei con un indicatore pari o superiore a 46.582,71 euro oppure privi di un ISEE valido.

Alle somme di base possono aggiungersi diversi incrementi. Per i bambini che non hanno ancora compiuto un anno è prevista una maggiorazione del 50%. La stessa percentuale viene riconosciuta per ciascun figlio tra uno e tre anni nelle famiglie con almeno tre figli e ISEE entro la soglia massima prevista per il beneficio.

I nuclei con almeno quattro figli ricevono inoltre una maggiorazione forfettaria di 150 euro mensili. Ulteriori integrazioni sono previste in presenza di figli con disabilità, per le madri di età inferiore a 21 anni e nei casi in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro.

Il compimento dei 18 anni non determina necessariamente la conclusione dell'assegno. La prestazione può continuare fino ai 21 anni se il figlio frequenta un percorso scolastico, professionale o universitario, oppure svolge un tirocinio o un'attività lavorativa con reddito complessivo annuo inferiore a 8.000 euro.

Il diritto viene mantenuto anche quando il giovane risulta registrato come disoccupato presso i servizi pubblici per l'impiego oppure partecipa al servizio civile universale. Per i figli con disabilità, invece, la normativa non stabilisce alcun limite anagrafico.

Un altro aspetto riguarda le verifiche sulle dichiarazioni economiche delle famiglie. Sky TG24 riferisce che l'INPS ha individuato circa 4.000 Dichiarazioni sostitutive uniche (DSU) contenenti possibili omissioni o incongruenze relative ad anagrafica, redditi e patrimonio.

Le posizioni segnalate saranno sottoposte ad accertamenti. La presenza di un'anomalia nella dichiarazione non equivale, da sola, alla prova di una percezione indebita dell'assegno.

Nel calendario di ottobre compare anche l'assegno di inclusione (ADI), una prestazione distinta dall'assegno unico. Secondo le date riportate da InformazioneFiscale, giovedì 15 ottobre è prevista la prima erogazione sulla Carta di inclusione per i beneficiari che hanno sottoscritto il Patto di attivazione digitale a settembre. Nella stessa data viene corrisposta anche la prima mensilità successiva al rinnovo, ridotta del 50%.

Per i nuclei che già percepiscono l'ADI e continuano a soddisfare i requisiti, la successiva ricarica ordinaria è fissata a martedì 27 ottobre.

Le due prestazioni seguono procedure autonome. L'accesso all'assegno di inclusione non comporta infatti il riconoscimento automatico dell'assegno unico, diversamente da quanto avveniva con il reddito di cittadinanza. Per ottenere il sostegno destinato ai figli è necessario presentare un'apposita domanda all'INPS.

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