Drone ucraino in Lituania, Kiev si scusa e ipotizza una deviazione elettronica russa

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Un drone ucraino ha raggiunto la Lituania e danneggiato un'auto in transito. Kiev si scusa e ipotizza un'interferenza elettronica russa, mentre due Eurofighter italiani sono decollati per controllare lo spazio aereo della zona.

Lituania
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L'Ucraina ha riconosciuto la provenienza del velivolo senza pilota che domenica 18 ottobre ha violato lo spazio aereo lituano, raggiungendo la regione settentrionale di Pasvalys e provocando danni a un'automobile in movimento. Il portavoce del ministero degli Esteri di Kiev, Heorhii Tykhyi, ha presentato pubblicamente le scuse del proprio Paese, indicando tra le possibili cause dell'incidente un'azione di guerra elettronica condotta dalla Russia.

Secondo la ricostruzione ucraina, il drone era impegnato in un'operazione diretta contro obiettivi militari sul territorio russo e potrebbe essere stato deviato dalla rotta prevista attraverso interferenze elettroniche attribuite a Mosca. Si tratta di un'ipotesi avanzata da Kiev, non di una responsabilità accertata.

Nelle prime ore della giornata, le autorità lituane avevano già invitato gli abitanti di due contee settentrionali, vicine al confine con la Lettonia, a trovare riparo per il rischio di incursioni aeree. L'allerta aveva comportato anche l'intervento della difesa NATO, con il decollo immediato di due caccia Eurofighter italiani impegnati nella sorveglianza dello spazio aereo baltico.

L'incidente si inserisce in una nuova fase di intensificazione degli attacchi tra Russia e Ucraina, accompagnata dalle tensioni diplomatiche sulla tregua relativa alle infrastrutture energetiche annunciata una settimana fa dal presidente americano Donald Trump.

Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di aver violato ripetutamente l'intesa. In un messaggio pubblicato su X, il presidente ucraino ha riferito che, nei sette giorni successivi all'annuncio americano, le forze russe avrebbero effettuato 76 attacchi deliberati contro impianti elettrici, petroliferi e del gas dell'Ucraina.

Durante gli ultimi bombardamenti sono state colpite sottostazioni elettriche nelle regioni di Vinnytsia, Zhytomyr, Khmelnytskyi e Odessa. Secondo Zelensky, decine di migliaia di famiglie sono rimaste senza corrente, mentre tecnici e squadre di emergenza stanno lavorando senza sosta per ripristinare il servizio.

Il bilancio comunicato dal presidente comprende anche due persone uccise e 12 feriti, tra i quali due bambini, in seguito agli attacchi contro edifici residenziali. Nella regione di Volyn è stata inoltre danneggiata un'azienda agricola, dove sono intervenuti i soccorritori.

Anche il territorio russo è stato raggiunto da un'estesa offensiva aerea. Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre, diversi droni hanno colpito San Pietroburgo, provocando incendi in strutture industriali e petrolifere. Le autorità locali hanno segnalato una persona morta e almeno cinque feriti.

Le fiamme hanno interessato il terminal petrolifero cittadino e altri impianti di stoccaggio. Il canale Telegram "Astra" ha riferito inoltre di un incendio presso il deposito petrolifero di Strumki, nel distretto Krasnogvardeysky.

Sul piano diplomatico, Washington ha intanto ripristinato la condivisione delle informazioni di intelligence con Kiev, interrotta per alcuni giorni. La conferma è arrivata direttamente da Zelensky durante un'intervista al programma "Meet the press" della Nbc. Il presidente ucraino ha auspicato nuovi colloqui con gli Stati Uniti già nel corso della settimana, avvertendo che un eventuale sostegno americano alle posizioni di Vladimir Putin rappresenterebbe, a suo giudizio, un errore storico.

Resta aperta anche la questione delle misure economiche contro Mosca. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha chiarito che l'esenzione concessa da Trump alla Russia rispetto alle nuove sanzioni previste dal Graham Act avrà una durata di 60 giorni. La sospensione servirà all'amministrazione statunitense per valutare le conseguenze dell'applicazione di sanzioni e dazi sull'economia internazionale, compresa quella degli stessi Stati Uniti.

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