Jenna Ortega a Roma con Klara e il sole: 'L'IA rende più difficili i rapporti umani
Alla Festa del cinema di Roma, Jenna Ortega presenta un film su un’amica artificiale e riflette su quanto social e intelligenza artificiale possano complicare i rapporti tra le persone, soprattutto per i più giovani nella vita quotidiana.
L'intelligenza artificiale può aiutare nelle attività quotidiane, ma il suo utilizzo crescente rischia di rendere ancora più complicate le relazioni personali. Ne è convinta Jenna Ortega, arrivata alla Festa del cinema di Roma insieme al regista Taika Waititi per presentare Klara e il sole, adattamento cinematografico del romanzo omonimo del premio Nobel Kazuo Ishiguro, in uscita nelle sale il 22 ottobre.
L'attrice, nata nel 2002 e diventata uno dei volti più riconoscibili della sua generazione, interpreta Klara, un'androide progettata per offrire compagnia agli esseri umani. Il personaggio attende di essere acquistato per poter finalmente assolvere alla propria funzione. Nel cast figurano anche Amy Adams, Mia Tharia, Aran Murphy, Steve Buscemi e Natasha Lyonne.
Proprio il rapporto tra tecnologia e sentimenti rappresenta uno degli aspetti che Ortega apprezza maggiormente della storia. Klara, pur non riuscendo a comprendere completamente la realtà che la circonda, possiede una particolare sensibilità nei confronti dell'amore. Riesce a riconoscerlo negli altri e ad accompagnare le persone verso legami più profondi. Per l'attrice, il cuore del racconto non è dunque la relazione con una macchina, ma la capacità degli esseri umani di ritrovarsi attraverso di essa.
Durante la presentazione romana, Ortega ha collegato i temi del film alle abitudini della società contemporanea. A suo giudizio, affidarsi all'IA persino per comporre una semplice email e privilegiare le conversazioni attraverso uno schermo sono comportamenti che possono accentuare le difficoltà nei rapporti diretti. L'attrice osserva come molti adolescenti manifestino oggi una maggiore ansia sociale e ritiene che la diffusione dell'intelligenza artificiale possa contribuire a complicare ulteriormente questa situazione.
Il confronto con le aspettative degli altri è un argomento che Ortega conosce anche per esperienza professionale. Ha iniziato a recitare a undici anni, lavorando inizialmente in produzioni televisive destinate ai bambini. Già allora, racconta, percepiva una forte pressione sul modo di parlare, comportarsi e comunicare con il pubblico. Con il passaggio a personaggi più maturi sono cambiate le opportunità artistiche, ma non il peso delle aspettative esterne.
Secondo l'attrice, i social network hanno reso queste dinamiche ancora più impegnative, soprattutto per le donne. La crescente popolarità le ha permesso di attraversare fasi molto diverse della carriera, alcune delle quali vissute con un senso di smarrimento e di distanza dalla realtà circostante. Essere costantemente osservata e sapere che chiunque può esprimere pubblicamente un giudizio sulla sua persona sono aspetti con cui ha dovuto imparare a convivere.
Ortega ha però chiarito di non voler subordinare le proprie scelte al desiderio di ottenere l'approvazione generale. Ritiene impossibile soddisfare le aspettative di tutti e preferisce concentrarsi sulla crescita personale, sull'apprendimento e sul rispetto delle persone che incontra. Una consapevolezza che riporta anche al messaggio del film presentato a Roma: al di là della tecnologia e della notorietà, per lei il riferimento più importante rimane il legame con le persone che ama.
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