Liliana Resinovich, Visintin non risponde in Procura: attesa per gli esiti su telefoni e GoPro
Nel caso Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin si è presentato in Procura il 2 ottobre senza rilasciare dichiarazioni. Restano non depositati gli accertamenti sui telefoni, sulla GoPro e gli approfondimenti su una testimonianza.
Le indagini sulla morte di Liliana Resinovich proseguono a Trieste con una serie di accertamenti i cui risultati non sono ancora stati messi a disposizione delle parti. Tra gli elementi attesi figurano le consulenze sui telefoni cellulari, le verifiche sulla videocamera GoPro e gli approfondimenti legati alla testimonianza dell'albergatrice Jasmina Zivkovic. La documentazione resta al momento nella disponibilità della Procura e sarà depositata alla conclusione delle indagini.
Nel frattempo, il marito della donna, Sebastiano Visintin, indagato per omicidio, è stato convocato per un interrogatorio lo scorso 2 ottobre. Davanti alla sostituta procuratrice Ilaria Iozzi, responsabile del fascicolo, l'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, alla presenza dei propri difensori. La notizia è stata riportata dal quotidiano Il Piccolo.
Per Visintin si tratta di una convocazione diversa rispetto alle precedenti occasioni in cui era stato ascoltato dagli investigatori. In passato aveva infatti fornito dichiarazioni nella veste di persona offesa, mentre nell'attuale fase dell'inchiesta la sua posizione processuale è quella di indagato.
Nel 2022 era stato sentito anche dall'allora pubblico ministero Maddalena Chergia, durante un incontro al quale aveva partecipato l'ex procuratore Antonio De Nicolo. Nell'interrogatorio del 2 ottobre, invece, Visintin ha scelto di esercitare una facoltà riconosciuta dalla legge, senza rispondere ai quesiti della magistrata.
Un altro passaggio riguarda il materiale investigativo ancora non depositato. Secondo quanto riferito da Il Piccolo, la Procura dispone di consulenze e approfondimenti relativi a diversi aspetti della vicenda, compresi i dispositivi elettronici e le dichiarazioni di Jasmina Zivkovic. Il contenuto complessivo degli atti non è stato ancora reso noto e non è quindi possibile stabilire quali indicazioni possano fornire alla ricostruzione dei fatti.
Le parti potranno esaminare la documentazione dopo il deposito previsto al termine delle indagini. Fino ad allora, gli esiti degli accertamenti rimangono riservati e non consentono di formulare valutazioni definitive sul loro eventuale peso investigativo.
La vicenda risale al 14 dicembre 2021, quando Liliana Resinovich scomparve dalla propria abitazione di Trieste. Le ricerche si conclusero il 5 gennaio 2022 con il ritrovamento del corpo in un'area boschiva dell'ex ospedale psichiatrico, a breve distanza dalla casa della donna.
A quasi cinque anni dalla scomparsa, gli inquirenti continuano a lavorare per chiarire le circostanze del decesso. Sebastiano Visintin resta indagato per omicidio e la sua posizione dovrà essere valutata alla luce degli elementi raccolti. Il deposito delle consulenze ancora riservate rappresenta uno dei prossimi passaggi dell'inchiesta.
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