Bollette luce e gas, fino a 157 euro di differenza sul riscaldamento: cosa controllare prima dell'inverno

Notizia in breve

Con l'arrivo dei mesi freddi, la scadenza del prezzo fisso può incidere sulla spesa per luce e gas più della sola tariffa pubblicizzata. Le simulazioni sui consumi mostrano risparmi diversi tra famiglie che riscaldano casa e chi usa poca energia.

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Bollette luce e gas, fino a 157 euro di differenza sul riscaldamento: cosa controllare prima dell'inverno
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Per una famiglia che utilizza il gas anche per riscaldare l'abitazione, scegliere una tariffa adatta ai propri consumi può significare spendere oltre 150 euro in meno all'anno. Il vantaggio, però, non è uguale per tutti. Chi consuma poca energia potrebbe trovare più conveniente mantenere le condizioni attuali, mentre per le utenze con fabbisogni elevati un'offerta a prezzo fisso può rappresentare un'alternativa interessante in vista dell'inverno.

È quanto indicano le elaborazioni dell'Osservatorio Segugio.it, aggiornate al 5 ottobre 2026, che confrontano le condizioni dei servizi regolati con le migliori proposte a prezzo fisso individuate sul mercato libero. L'analisi arriva mentre i costi energetici tornano a crescere. Dal 1° ottobre, infatti, Arera ha disposto un aumento del 37,3% della bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile servito in Maggior Tutela, valido per il trimestre ottobre-dicembre.

Uno degli aspetti da verificare prima di accendere stabilmente i termosifoni riguarda la durata delle condizioni economiche del proprio contratto. Nelle Bollette di luce e gas questa informazione compare sul frontespizio e nel Box dell'offerta, insieme alla data dalla quale viene applicata la tariffa. Non bisogna confonderla con la durata contrattuale, che può essere anche a tempo indeterminato.

La distinzione è particolarmente rilevante per chi ha sottoscritto un prezzo fisso. Se le condizioni economiche terminano durante l'inverno, il costo della fornitura potrebbe cambiare proprio quando il consumo di gas raggiunge i livelli più elevati. Controllare in anticipo la scadenza permette di valutare eventuali alternative senza dover attendere l'arrivo di una bolletta più cara.

Quando il fornitore intende proporre nuove condizioni economiche alla scadenza dell'offerta, deve comunicarlo per iscritto con almeno tre mesi di preavviso. L'avviso può arrivare tramite posta elettronica, lettera o altro supporto durevole concordato con il cliente e non necessariamente come allegato alla fattura periodica.

La comunicazione deve riportare gli elementi necessari per valutare il rinnovo, tra cui la scadenza delle condizioni precedenti, i nuovi prezzi, la relativa durata, il codice identificativo dell'offerta e una stima della spesa annuale. Devono inoltre essere indicate le modalità per non accettare la proposta e recedere dal contratto.

Il confronto può essere effettuato anche ricorrendo agli strumenti di analisi delle bollette. Segugio.it, ad esempio, mette a disposizione un sistema che utilizza anche l'intelligenza artificiale per esaminare consumi e condizioni tariffarie a partire dall'ultima fattura caricata, confrontandoli con le offerte disponibili. Il risultato segnala l'eventuale margine di risparmio oppure conferma quando la tariffa già sottoscritta risulta competitiva.

Secondo i dati raccolti dal comparatore, otto utenti su dieci non dispongono della soluzione economicamente più vantaggiosa. Il risparmio potenziale mediano è stimato intorno a 140 euro all'anno per punto di fornitura. L'elaborazione si basa su oltre 15mila bollette esaminate mensilmente.

Le simulazioni sul gas mostrano quanto possa incidere il profilo di consumo. Considerando una famiglia residente a Milano che utilizza 900 Smc all'anno, compreso il riscaldamento domestico, la spesa annuale stimata nel Servizio di tutela della vulnerabilità raggiunge 1.399,76 euro. Con la migliore proposta a prezzo fisso del mercato libero rilevata dall'Osservatorio, il costo scende a 1.242,37 euro. La differenza è di 157,39 euro, corrispondente a un risparmio dell'11,2%.

Il risultato cambia per un'abitazione nella quale il gas viene utilizzato senza riscaldamento, con consumi limitati a 220 Smc annui. In questo caso la tutela comporta una spesa stimata di 400,67 euro, mentre la migliore offerta fissa arriva a 402,36 euro. Il servizio regolato risulta quindi leggermente più economico, con uno scarto di appena 1,69 euro.

Occorre considerare anche la diversa evoluzione delle tariffe. Nel servizio gas riservato ai clienti vulnerabili, la componente relativa alla materia prima viene aggiornata mensilmente in base all'andamento del mercato all'ingrosso. Gli importi utilizzati nelle simulazioni non rappresentano quindi una garanzia sulla spesa effettiva dei prossimi mesi, che dipenderà anche dalle quotazioni invernali.

Per l'elettricità, invece, il prezzo della Maggior Tutela destinata ai vulnerabili viene aggiornato ogni trimestre. Dal 1° ottobre 2026 il riferimento stabilito da Arera è salito a 43,43 centesimi per kWh, imposte comprese. Le condizioni resteranno valide fino alla fine di dicembre, prima del successivo aggiornamento relativo al periodo gennaio-marzo 2027.

Anche per la luce, tuttavia, la convenienza del mercato libero dipende dalla quantità di energia utilizzata. Con un consumo annuale di 1.200 kWh, Segugio.it stima una spesa di 471,03 euro in Maggior Tutela e di 473,25 euro con la migliore tariffa fissa considerata. La differenza è contenuta in 2,22 euro a favore del servizio regolato.

Per un'utenza che raggiunge invece 2.700 kWh annui, il confronto premia il prezzo fisso. La spesa stimata passa dagli 896,13 euro della Maggior Tutela agli 825,77 euro dell'offerta del mercato libero, con un vantaggio economico di 70,36 euro, pari al 7,9%.

Una valutazione specifica riguarda inoltre i clienti domestici non vulnerabili ancora inseriti nel Servizio a Tutele Graduali. In questo regime la componente collegata all'energia consumata segue mensilmente l'andamento del mercato, mentre Arera indica una quota fissa annua negativa di 73,5737 euro. Si tratta di una caratteristica potenzialmente favorevole soprattutto per le utenze con consumi ridotti.

Per questi clienti, scegliere una nuova tariffa considerando esclusivamente il costo del singolo kWh potrebbe portare a una valutazione incompleta. Le migliori offerte fisse del mercato libero prese in esame prevedono infatti quote fisse comprese tra 6 e 12 euro mensili per fornitura. Una componente che, nel caso di consumi molto bassi, può ridurre o annullare il vantaggio di un prezzo dell'energia apparentemente più conveniente.

Il confronto deve quindi comprendere sia la quota applicata ai consumi sia quella indipendente dall'energia utilizzata, tenendo conto della spesa annuale complessiva. Per chi decide di cambiare operatore elettrico, Arera ha inoltre previsto una procedura che riduce a 24 ore di un giorno lavorativo il passaggio tecnico per i clienti domestici non morosi, mantenendo entro tre settimane il completamento complessivo del cambio.

Paolo Benazzi, managing director Utilities di Segugio.it, richiama l'attenzione sul peso delle scelte tariffarie nei bilanci familiari. Secondo il manager, la scarsa conoscenza delle condizioni sottoscritte o la mancata revisione della propria offerta possono comportare una maggiore spesa anche di 120 euro all'anno. I dati raccolti dal comparatore indicano inoltre che una larga parte dei consumatori potrebbe beneficiare di condizioni economiche migliori.

Benazzi osserva che chi ha scelto nei mesi precedenti una proposta fissa particolarmente competitiva può affrontare l'inverno mantenendo il prezzo della materia prima già concordato, senza subire direttamente le successive oscillazioni delle quotazioni. Per chi dispone ancora di una tariffa variabile, soprattutto in presenza di consumi elevati, suggerisce invece di verificare tempestivamente le alternative disponibili.

Il manager segnala infine che diversi operatori del mercato libero continuano a proporre contratti a prezzo fisso nonostante l'incertezza delle quotazioni energetiche, assumendosi in alcuni casi un rischio finanziario significativo. La possibilità di bloccare il costo della materia prima va quindi esaminata insieme alle altre componenti contrattuali, alla durata delle condizioni offerte e alle effettive esigenze di consumo della famiglia.

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