Riccardo Minghetti, il liceo Cannizzaro istituisce una giornata del ricordo e gli dedica il diploma
Il liceo Cannizzaro di Roma ricorderà ogni 2 febbraio Riccardo Minghetti e gli ex studenti scomparsi. Durante la serata per i 60 anni dell'istituto, il padre Massimo ha raccontato quanto la vicinanza ricevuta sostenga la famiglia.
Una giornata commemorativa ogni 2 febbraio e un diploma postumo da consegnare alla famiglia alla conclusione dell'anno scolastico. Sono le iniziative annunciate dal liceo Cannizzaro di Roma per ricordare Riccardo Minghetti, lo studente morto nell'incendio di Crans-Montana. Il diploma sarà consegnato ai genitori quando i compagni della classe frequentata dal ragazzo termineranno il proprio percorso di studi.
L'annuncio è arrivato durante la celebrazione per i 60 anni dell'istituto, organizzata a Spazio 900 e condotta da Pierluigi Diaco. All'incontro hanno partecipato studenti, ex alunni e insegnanti. Tra gli interventi, quello di Massimo Minghetti, padre di Riccardo, che ha condiviso alcuni ricordi del figlio e raccontato il sostegno ricevuto dalla famiglia dopo la tragedia.
«Nessuno è preparato per affrontare la perdita di un figlio», ha spiegato Minghetti, descrivendo un dolore che ha cambiato profondamente la quotidianità familiare. «Per noi Riccardo ancora c'è, c'è in un altro modo», ha aggiunto. Per raccontare il percorso affrontato dopo la sua scomparsa, il padre ha utilizzato l'immagine di Ulisse, costretto a misurarsi continuamente con nuove prove e difficoltà.
Nel suo intervento ha trovato spazio soprattutto il Riccardo di tutti i giorni, un giovane che amava sorridere e trasmettere entusiasmo alle persone che incontrava. Aveva già immaginato il proprio futuro professionale e desiderava diventare avvocato penalista. Convinto delle sue capacità dialettiche, scherzava con il padre dicendo che grazie alla propria parlantina avrebbe vinto tutte le cause.
Un altro legame importante tra padre e figlio era la musica. Nonostante la differenza generazionale, i due condividevano ascolti, opinioni e concerti. Massimo Minghetti ha ricordato quei momenti come occasioni di confronto e complicità, parte di un rapporto costruito anche attraverso le passioni comuni.
La serata del Cannizzaro ha avuto per la famiglia un significato particolare. Il padre ha apprezzato soprattutto il modo in cui i ragazzi hanno scelto di mantenere viva la presenza del compagno, dando spazio alla sua personalità e ai ricordi condivisi anziché identificarlo soltanto con la tragedia nella quale ha perso la vita. Un atteggiamento che Minghetti ha definito meraviglioso.
La vicinanza non è mancata neppure nei giorni immediatamente successivi all'incendio. Il padre di Riccardo ha ricordato l'assistenza ricevuta a Crans-Montana, ringraziando lo Stato italiano e le autorità per il sostegno prestato fin dall'inizio. A questo si sono aggiunti numerosi messaggi e manifestazioni di affetto che continuano ad accompagnare la famiglia. «Riceviamo continuamente attestazioni, messaggi, che ci aiutano a guardare avanti», ha raccontato.
Rivolgendosi direttamente agli studenti presenti, Minghetti ha infine voluto lasciare un messaggio ispirato al carattere del figlio, invitandoli a non rinunciare ai propri progetti e a vivere pienamente le loro passioni. «Continuate a sorridere come faceva Riccardo, continuate a sognare, continuate a coltivare le vostre passioni perché siete il futuro del mondo. Questa è la via».
Il ricordo di Riccardo entrerà così anche nel calendario del liceo Cannizzaro. Il 2 febbraio sarà dedicato ogni anno alla sua memoria e a quella degli altri ex studenti scomparsi, mentre il diploma postumo rappresenterà un riconoscimento del percorso scolastico del ragazzo, condiviso simbolicamente con i compagni fino alla conclusione degli studi.
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