Reddito di restanza in Campania, fino a mille euro al mese per i progetti nei piccoli comuni

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Restare nei piccoli comuni campani potrebbe diventare una scelta sostenuta dalla Regione. Una proposta prevede fino a 24 mesi di contributi per giovani tra 18 e 45 anni che realizzano progetti locali o avviano un'attività.

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Un contributo mensile per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri della Campania, sostenendo chi decide di costruire il proprio futuro nel territorio d'origine o di tornarvi per avviare un progetto. È quanto prevede la proposta di legge regionale numero 78, presentata il 12 ottobre 2026 dal consigliere Raffaele Aveta del Movimento 5 Stelle. La misura, denominata reddito di restanza, si rivolge ai giovani tra i 18 e i 45 anni e introduce due differenti forme di sostegno economico, legate rispettivamente alle attività di utilità collettiva e alle iniziative imprenditoriali.

Il primo percorso prevede un contributo di mille euro mensili per un massimo di 24 mesi, senza possibilità di rinnovo. Per ottenerlo, i beneficiari dovranno realizzare autonomamente progetti capaci di rispondere alle esigenze delle comunità locali. Le iniziative potranno riguardare attività sociali, culturali, educative, ambientali e di valorizzazione del territorio, anche attraverso l'impiego di strumenti e soluzioni digitali. L'importo rimarrà invariato per l'intera durata del beneficio.

Una seconda possibilità è destinata a chi intende aprire un'attività economica oppure rilevarne una già esistente. In questo caso, la proposta stabilisce un sostegno personale di 800 euro al mese, erogabile per un periodo massimo di 18 mesi e non rinnovabile. Gli eventuali guadagni prodotti dall'impresa non determineranno una diminuzione o l'interruzione del contributo.

Per favorire concretamente l'avvio delle iniziative imprenditoriali è previsto anche un finanziamento aggiuntivo, fino a 25mila euro per ciascun progetto ammesso. Le somme saranno destinate alle spese necessarie per iniziare l'attività o subentrare nella sua gestione, nei limiti delle risorse disponibili. Spetterà alla Giunta regionale definire criteri e modalità per quantificare il contributo in relazione ai costi sostenuti.

Non tutti i territori campani potranno accedere alla misura. Il provvedimento individua come destinatari i comuni con meno di 2mila abitanti che presentino almeno una delle caratteristiche indicate dalla proposta. Rientrano tra questi i centri compresi nelle aree progetto della Strategia nazionale per le aree interne, quelli classificati come periferici o ultraperiferici, inclusi i comuni costieri, e i territori riconosciuti montani dalla normativa statale. Sono inoltre contemplati i comuni appartenenti a Comunità montane o Unioni di comuni montani.

La Giunta potrà individuare ulteriori territori beneficiari valutando specifici indicatori demografici e sociali, sulla base dei dati Istat più recenti. Tra gli elementi considerati figurano la diminuzione della popolazione residente, l'allontanamento delle nuove generazioni, l'invecchiamento degli abitanti e le difficoltà nell'accesso ai servizi essenziali.

La proposta nasce con l'obiettivo di intervenire sulle condizioni che spingono molti giovani a lasciare i centri minori, collegando il sostegno al reddito a un impegno concreto sul territorio. Non si tratta quindi di un contributo riconosciuto per il semplice mantenimento della residenza, ma di un incentivo subordinato alla realizzazione di progetti capaci di produrre attività, servizi e opportunità economiche a beneficio della popolazione locale.

Il nome scelto per la misura richiama il concetto di restanza, termine che descrive la decisione di continuare a vivere nella propria terra nonostante le difficoltà, accompagnando questa scelta con iniziative di cambiamento e rinnovamento. L'Accademia della Crusca ne ricostruisce l'origine linguistica, individuando una delle prime attestazioni nel lavoro dell'antropologo calabrese Vito Teti, autore del saggio "Pietre di pane. Un'antropologia del restare".

La parola presenta anche un possibile collegamento etimologico con il francese "restance", associato al pensiero del filosofo Jacques Derrida. Nel 2017 il termine è entrato nel Dizionario dei neologismi Treccani, per poi diffondersi ulteriormente negli anni successivi come espressione di una scelta alternativa alla partenza. Nella proposta campana questo principio assume una dimensione economica, attraverso strumenti destinati a sostenere chi investe tempo e lavoro nelle comunità più esposte al declino demografico.

Il reddito di restanza resta, al momento, una proposta legislativa e non un beneficio già operativo. L'eventuale introduzione dei contributi dipenderà dall'approvazione del provvedimento regionale e dalla successiva definizione delle modalità attuative.

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