Teatro Valle, Mollicone contesta gli inviti di Gualtieri e richiama i fondi per il restauro

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La riapertura del Teatro Valle a Roma accende lo scontro istituzionale. Federico Mollicone contesta l'assenza di rappresentanti del governo e della Regione Lazio alla presentazione e rivendica il contributo pubblico al recupero dello storico stabile.

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La presentazione della riapertura del Teatro Valle diventa motivo di polemica politica a Roma. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile nazionale Cultura e Innovazione di Fratelli d'Italia, critica le scelte dell'amministrazione guidata da Roberto Gualtieri, accusandola di aver escluso dalla conferenza stampa alcune delle istituzioni che hanno contribuito al recupero e al finanziamento dello storico edificio.

La contestazione riguarda soprattutto il mancato coinvolgimento del ministro Alessandro Giuli, del sottosegretario Cannella, di Mazzi, della Regione Lazio e delle Commissioni parlamentari competenti sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo. Mollicone ricorda che queste istituzioni sono rappresentate in maggioranza nel Consiglio d'amministrazione e considera la loro assenza una «grave scorrettezza istituzionale».

Il deputato richiama anche le risorse economiche impiegate per restituire il teatro alla città. Secondo quanto precisato nella sua dichiarazione, il ministero della Cultura ha contribuito al restauro attraverso 10 milioni di euro provenienti dal Pnrr, dei quali 1,5 milioni destinati specificamente a un accordo di valorizzazione. A questi si aggiungono oltre 2 milioni assegnati al Teatro di Roma mediante il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo. La Regione Lazio, inoltre, ha finanziato la programmazione con 2 milioni e 350mila euro.

Per Mollicone, dunque, l'intervento non può essere presentato come un risultato ottenuto esclusivamente grazie alle risorse comunali. Il parlamentare rivendica il contributo delle amministrazioni centrali e regionali, ricordando anche il ruolo dei finanziamenti del programma Pnrr Caput Mundi.

Un ulteriore punto di contrasto riguarda il riferimento all'occupazione del Teatro Valle inserito nel progetto di ristrutturazione. L'esponente di Fratelli d'Italia contesta la scelta di rendere omaggio a quell'esperienza e critica la ricostruzione proposta dal sindaco Gualtieri. A suo giudizio, l'occupazione provocò gravi danni a un immobile pubblico sottoposto a tutela, contribuendo alla successiva chiusura pluriennale e all'aumento dei costi necessari per recuperarlo.

Mollicone richiama inoltre l'inchiesta giudiziaria legata alla vicenda, successivamente archiviata, e respinge la narrazione secondo cui l'occupazione sarebbe nata per impedire la chiusura del teatro e una sua presunta trasformazione in supermercato. A sostegno della propria posizione cita la programmazione della stagione 2010-2011, sostenendo che lo stabile fosse regolarmente attivo prima dell'occupazione.

Il presidente della Commissione Cultura ricorda anche il proprio precedente incarico in Campidoglio e afferma che, grazie al lavoro dell'allora assessore alla Cultura Gasperini, erano già stati stanziati 800mila euro per garantire la stagione teatrale successiva. Secondo la sua ricostruzione, l'occupazione fu un'iniziativa organizzata che produsse conseguenze economiche protratte nel tempo, senza che venissero accertate responsabilità individuali definitive.

Le critiche si estendono quindi al Partito democratico e alla sinistra, accusati da Mollicone di mantenere un atteggiamento indulgente nei confronti dei protagonisti di quell'esperienza. Il deputato sostiene che la riapertura non debba trasformarsi in una celebrazione dell'occupazione, ma rappresentare il ritorno dello stabile alla sua funzione culturale nel rispetto della legalità.

Accanto alla polemica istituzionale, Mollicone riconosce il valore della restituzione del Teatro Valle al pubblico. Ricorda che proprio su quel palcoscenico debuttò «Sei personaggi in cerca d'autore» di Luigi Pirandello e richiama il legame dello storico edificio con Franca Valeri, alla quale è stato dedicato il foyer e che la Camera dei deputati aveva omaggiato nel luglio precedente.

La riapertura, conclude il parlamentare, restituisce a Roma e all'intero Paese un luogo fondamentale per la drammaturgia italiana, destinato alla formazione di artisti e spettatori. Per Mollicone, tuttavia, il recupero dello stabile deve essere ricordato come una vittoria della legalità, senza modificare la ricostruzione delle vicende che ne hanno segnato la storia recente.

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