Btp Valore dal 19 ottobre, cedole fino al 4,70% o pagamento unico del 22,25% a scadenza

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Dal 19 ottobre i risparmiatori potranno scegliere tra due Btp quinquennali con gli stessi rendimenti a scadenza ma pagamenti diversi. Il Valore distribuisce cedole trimestrali crescenti, mentre Insieme versa gli interessi alla fine.

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Due modalità differenti per incassare gli interessi, a fronte di un rendimento finanziario equivalente per chi conserva i titoli fino alla scadenza. È questa la principale caratteristica della nuova emissione del Tesoro, che dal 19 al 23 ottobre 2026 proporrà ai piccoli risparmiatori due obbligazioni della durata di cinque anni: il tradizionale Btp Valore e il nuovo Btp Valore Insieme. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha comunicato i tassi minimi garantiti, consentendo agli investitori di valutare in anticipo le condizioni delle due alternative.

La differenza riguarda soprattutto la distribuzione degli interessi. Il Btp Valore tradizionale prevede pagamenti ogni tre mesi, con percentuali che aumentano progressivamente. Per i primi due anni il tasso annuo sarà del 3,70%, passerà al 4,10% nel terzo e quarto anno e raggiungerà il 4,70% nell'ultimo. Sommando le cedole previste nell'intero quinquennio, gli interessi lordi corrispondono al 20,30% del capitale nominale sottoscritto.

Il Btp Valore Insieme adotta invece una formula diversa: nessun pagamento periodico, ma una sola cedola alla conclusione dei cinque anni. Il Tesoro ha stabilito un tasso minimo complessivo del 22,25%, che sarà riconosciuto insieme al rimborso del capitale alla scadenza. Su un investimento nominale di 1.000 euro, questo significa ricevere 222,50 euro di interessi lordi in un'unica soluzione, oltre ai 1.000 euro inizialmente investiti.

Per la versione tradizionale, considerando lo stesso capitale di 1.000 euro, le cedole complessive ammontano invece a 203 euro lordi, distribuiti nel corso dei cinque anni secondo il calendario trimestrale. La differenza tra i due importi dipende dalla diversa tempistica dei pagamenti: le condizioni di emissione sono infatti definite in modo da assicurare ai due strumenti il medesimo rendimento finanziario a scadenza, tenendo conto del valore temporale dei flussi di denaro.

I tassi annunciati rappresentano una soglia minima garantita. Al termine del periodo di sottoscrizione, il Ministero potrà confermarli oppure modificarli esclusivamente al rialzo. Il collocamento partirà lunedì 19 ottobre e terminerà venerdì 23 ottobre alle ore 13, salvo eventuale chiusura anticipata.

Non sarà necessario scegliere obbligatoriamente tra le due formule. Ogni risparmiatore potrà acquistare soltanto il Btp Valore, sottoscrivere esclusivamente il Btp Valore Insieme oppure ripartire il proprio investimento tra entrambi. La soglia minima di accesso è fissata a 1.000 euro per ciascun titolo, con emissione alla pari, ossia a un prezzo corrispondente al 100% del valore nominale.

Per aderire sarà possibile rivolgersi alla propria banca, utilizzare un ufficio postale abilitato oppure procedere attraverso i servizi di home banking che consentono di operare sui titoli di Stato. Al momento della sottoscrizione occorrerà specificare l'importo destinato a ciascuna obbligazione e indicare il relativo codice ISIN, differente per i due strumenti.

L'operazione rappresenta la terza emissione del 2026 riservata dal Tesoro al mercato retail e prosegue il percorso avviato nel 2023 per ampliare la partecipazione diretta delle famiglie italiane al finanziamento del debito pubblico. Attraverso i precedenti collocamenti di Btp Valore e Btp Italia sono stati raccolti complessivamente oltre 121 miliardi di euro.

La nuova proposta arriva inoltre in una fase caratterizzata dal rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea per contrastare le pressioni inflazionistiche. Tra i fattori che hanno contribuito all'aumento dei prezzi figurano le tensioni energetiche legate al conflitto in Iran e al blocco dello stretto di Hormuz, con conseguenze sulle quotazioni internazionali di petrolio e gas e, successivamente, sui costi dei carburanti.

Con il doppio collocamento, il Tesoro offre quindi due soluzioni rivolte a esigenze differenti: una destinata a chi preferisce ricevere entrate periodiche durante l'investimento, l'altra a chi intende concentrare la riscossione degli interessi alla scadenza quinquennale. Per entrambe, il rimborso del capitale nominale è previsto al termine della durata del titolo.

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