Omicidio Mansouri a Rogoredo, per Cinturrino cade la premeditazione e cambia il processo

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Per l'omicidio di Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo, la Procura chiede il processo per l'ex agente Carmelo Cinturrino ma rinuncia alla premeditazione. Cambiano così le possibili conseguenze giudiziarie per l'imputato.

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Omicidio Mansouri a Rogoredo, per Cinturrino cade la premeditazione e cambia il processo
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Cambia il quadro delle accuse nei confronti di Carmelo Cinturrino, l'ex assistente capo della polizia di Stato coinvolto nell'inchiesta sulla morte di Abderrahim Mansouri, il 28enne conosciuto come Zack. Il 15 ottobre 2026 la Procura di Milano ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario, eliminando l'aggravante della premeditazione che figurava ancora negli atti di chiusura delle indagini.

La modifica ha conseguenze dirette sul percorso giudiziario dell'ex poliziotto, che potrà chiedere di essere giudicato con rito abbreviato e non rischia più la condanna all'ergastolo. Rimane invece contestata l'aggravante relativa alla violazione dei doveri connessi alla funzione pubblica. Sarà ora il giudice a valutare la richiesta di processo avanzata dai magistrati.

La vicenda risale al 26 gennaio 2026, quando Mansouri venne raggiunto alla testa da un proiettile durante un'operazione antidroga nel boschetto di Rogoredo, alla periferia meridionale di Milano. Secondo la ricostruzione investigativa, a esplodere il colpo sarebbe stato Cinturrino, allora in servizio presso il commissariato Mecenate, utilizzando la propria pistola d'ordinanza Beretta 9x19.

Nel ricostruire i rapporti precedenti all'episodio, gli inquirenti hanno raccolto anche elementi relativi a ripetute minacce che l'ex agente avrebbe rivolto al ventottenne. Alcune sarebbero state pronunciate direttamente, altre comunicate attraverso due persone presenti nell'ambiente dello spaccio di Rogoredo.

Tra le espressioni attribuite a Cinturrino compare la frase «O ti arresto o ti ammazzo». Agli atti figurano inoltre messaggi intimidatori che l'ex poliziotto avrebbe fatto arrivare alla vittima tramite intermediari, tra cui «Di' a Zack che se lo becco io lo uccido» e «Quando lo vedo lo ammazzo». Questi elementi restano nella ricostruzione dell'accusa, pur non essendo più contestata la premeditazione.

La posizione giudiziaria di Cinturrino non si esaurisce nell'indagine sull'omicidio. L'ex assistente capo, destituito dalla polizia di Stato dopo l'arresto, è coinvolto anche in un distinto filone investigativo riguardante presunti illeciti commessi durante il servizio insieme ad altri ex colleghi.

Le ulteriori ipotesi di reato comprendono, tra le altre, sequestro di persona, estorsione, concussione, spaccio di sostanze stupefacenti e arresto illegale. Si tratta di contestazioni oggetto di un procedimento separato, per le quali dovranno essere accertate le eventuali responsabilità individuali.

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Carmelo Cinturrino arrestato per l'omicidio di Mansouri a Rogoredo Carmelo Cinturrino è stato fermato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri perché la vittima non era armata.

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