Andrea Di Risio morto nella cantina di Scerni, la laurea vicina e l'inchiesta sull'impianto
Andrea Di Risio lavorava come stagionale nella cantina San Panfilo di Scerni mentre si avvicinava alla laurea in Scienze motorie. Il giovane è morto durante un intervento su un impianto di vinificazione, ora sotto sequestro.
Avrebbe compiuto 22 anni a novembre e stava per concludere il percorso universitario in Scienze motorie. Andrea Di Risio, giovane di Scerni, in provincia di Chieti, affiancava agli studi un impiego stagionale presso la cantina sociale San Panfilo. Proprio all'interno dello stabilimento, nelle prime ore di giovedì 15 ottobre, ha perso la vita in un incidente sul lavoro.
La Procura di Vasto ha avviato un'inchiesta per ricostruire le circostanze dell'accaduto. Il pubblico ministero Silvia Di Nunzio ha disposto il sequestro della vasca coinvolta nell'incidente, così da consentire gli accertamenti sul macchinario e sulle condizioni nelle quali il giovane stava operando.
Stando alle prime ricostruzioni, Andrea era impegnato in un controllo su un impianto utilizzato nelle fasi iniziali della vinificazione, destinato anche alla separazione dei materiali di scarto. Durante l'operazione sarebbe stato raggiunto alla testa dall'elica del macchinario e successivamente trascinato in una canalina. La dinamica resta oggetto delle verifiche degli investigatori. Tra le ipotesi considerate inizialmente figurava anche una possibile intossicazione provocata dalle esalazioni di anidride carbonica.
Alla cantina sono arrivati i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Atessa. I soccorsi non hanno potuto salvare il giovane. Gli accertamenti dovranno chiarire la sequenza dell'incidente e gli eventuali fattori che hanno contribuito a determinarlo.
La morte di Andrea ha colpito la comunità di Scerni, dove il ragazzo viveva e lavorava durante il periodo della vendemmia. Il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, ha espresso la propria vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi della vittima, manifestando il cordoglio dell'amministrazione provinciale.
Menna ha inoltre richiamato istituzioni, aziende e parti sociali alla necessità di rafforzare le misure per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel suo intervento ha ribadito che la protezione della vita e della dignità dei lavoratori deve rappresentare una priorità irrinunciabile, aggiungendo che «non possiamo rassegnarci a perdere vite umane mentre si lavora».
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