Garlasco, Sempio spera di fermarsi all'udienza preliminare e contesta impronta e scarpa

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Andrea Sempio punta a chiudere la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco senza affrontare un processo. Dopo la conclusione delle indagini, contesta le valutazioni sull'impronta 33 e sulla scarpa e attende il confronto davanti al giudice.

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La possibilità di chiarire la propria posizione davanti a un giudice senza affrontare tutti i gradi di un processo è l'obiettivo dichiarato da Andrea Sempio, 38 anni, indagato dalla Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi. Intervistato da SkyTg24, Sempio ha parlato della conclusione delle nuove indagini e delle contestazioni che la sua difesa intende affrontare, a partire dagli elementi raccolti sulla scena del delitto.

La chiusura dell'inchiesta, coordinata dal procuratore Fabio Napoleone, viene accolta dall'indagato come un passaggio che consentirà finalmente di discutere nel merito gli accertamenti. Sempio considera prevedibile una richiesta di rinvio a giudizio, ma auspica che il procedimento possa concludersi già nella fase preliminare, evitando un percorso giudiziario destinato potenzialmente a protrarsi per altri tre anni.

«Mi auguro di non arrivare al vero e proprio processo», ha dichiarato, spiegando di voler affrontare quanto prima il confronto in aula. Secondo Sempio, l'udienza preliminare rappresenterebbe l'occasione per esaminare complessivamente le risultanze investigative e presentare le spiegazioni della difesa. I suoi avvocati ritengono che gli elementi raccolti non siano sufficientemente solidi per sostenere l'accusa in giudizio.

Una parte rilevante della strategia difensiva riguarda l'impronta palmare numero 33, individuata sulla parete delle scale della villetta di Garlasco. Sempio ne contesta l'attribuzione, sostenendo che non vi siano caratteristiche identificative sufficienti per ricondurla con certezza alla sua mano o a quella di un'altra persona.

Il 38enne richiama inoltre la posizione della traccia, rilevata su una porzione di muro utilizzata come appoggio da chi scendeva le scale. A suo giudizio, anche un'eventuale attribuzione dell'impronta non basterebbe, da sola, a dimostrare un coinvolgimento nell'omicidio. La difesa intende contestare anche la presenza originaria di sangue sulla traccia, sostenendo di poter presentare elementi tecnici a sostegno della propria ricostruzione.

Un altro punto controverso riguarda l'impronta di scarpa esaminata nell'ambito delle nuove indagini. Sempio ribadisce di aver sempre indossato calzature numero 44 fin dall'età di 17-18 anni. Per approfondire la questione, i suoi legali hanno incaricato un tecnico calzaturiero di effettuare verifiche sul modello associato all'impronta rinvenuta nella villetta.

Alla valutazione è stato affiancato anche un professionista proveniente da un diverso settore specialistico. Stando al racconto dell'indagato, i due esperti avrebbero condotto gli accertamenti separatamente, senza conoscere le rispettive conclusioni, ottenendo risultati coincidenti. Sempio considera queste verifiche uno degli elementi più significativi a disposizione della difesa.

Le ultime consulenze dei legali dovrebbero essere depositate il 16 ottobre, prima della scadenza dei termini fissata per il 18 ottobre. Si tratta di documenti destinati a entrare nel confronto sulle risultanze dell'inchiesta e sulle valutazioni tecniche formulate dagli investigatori.

Durante l'intervista a SkyTg24, Sempio ha affrontato anche il capitolo relativo alla presunta corruzione collegata all'archiviazione della sua posizione nel 2017. Ha spiegato di non sapere se risulti personalmente iscritto nel registro degli indagati per questa vicenda e di essere ancora in attesa di una risposta alla richiesta di chiarimenti presentata dai suoi legali.

Il fascicolo riguarda gli accertamenti avviati sull'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, inizialmente accusato di aver ricevuto denaro per favorire l'archiviazione di Sempio. Dopo l'archiviazione delle accuse nei confronti dell'ex magistrato a Brescia, gli atti sono stati trasmessi alla Procura pavese. Nell'indagine risulta ancora coinvolto, in qualità di indagato, Giuseppe Sempio, padre di Andrea.

Rispondendo a una domanda sui contatti ricevuti nel 2017, il 38enne ha riferito di averne informato immediatamente il proprio avvocato, trasferendogli il riferimento ricevuto. Da quel momento, secondo il suo racconto, non avrebbe avuto ulteriori notizie della questione.

Infine, Sempio si è espresso sulle verifiche relative all'operato dei carabinieri del Ris di Parma nelle indagini condotte nel 2007. Ritiene corretto approfondire eventuali errori o irregolarità, soprattutto qualora possano aver inciso sulla condanna per l'omicidio di Chiara Poggi. Quanto alla nuova inchiesta, afferma di non aver individuato finora errori, precisando tuttavia che la difesa è pronta a segnalarli se dovessero essere riscontrati nel corso del procedimento.

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