Sciopero ex Ilva, distributori a secco in Puglia e rifornimenti limitati negli aeroporti

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La protesta dei lavoratori dell'ex Ilva blocca l'accesso alla raffineria Eni di Taranto e riduce le scorte di carburante nei distributori pugliesi. Disagi anche per le imprese, mentre gli aeroporti adottano misure precauzionali.

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Le scorte di benzina e gasolio si stanno esaurendo in numerose stazioni di servizio della Puglia, con automobilisti costretti a cercare distributori ancora operativi e lunghe code per effettuare il pieno. La carenza di carburante, che interessa soprattutto Taranto e diverse altre province pugliesi, comincia a produrre conseguenze anche sulle attività economiche e sui collegamenti con le regioni vicine.

All'origine delle difficoltà c'è il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, coinvolta nei presidi organizzati dai lavoratori dell'ex Ilva. L'impianto rappresenta uno snodo fondamentale per la distribuzione dei carburanti in una vasta area del Mezzogiorno. L'interruzione del normale transito delle autocisterne sta compromettendo i rifornimenti, con ripercussioni segnalate anche in Calabria.

La mobilitazione dei dipendenti dell'acciaieria è arrivata giovedì 15 ottobre alla quarta giornata consecutiva. Lo sciopero, cominciato lunedì, prosegue lungo le principali arterie stradali della zona industriale. Una delegazione di operai e rappresentanti sindacali, partita a bordo di una decina di pullman, si è diretta a Bari per incontrare il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e discutere delle prospettive occupazionali e produttive dello stabilimento.

Secondo quanto riportato dal Quotidiano di Puglia, Taranto è rimasta l'unica realtà dell'ex Ilva ancora interessata dallo sciopero, dopo la conclusione della protesta nello stabilimento di Genova nella serata di mercoledì.

Le difficoltà nella distribuzione hanno coinvolto anche il trasporto aereo. Negli aeroporti di Bari e Brindisi sono state adottate misure precauzionali per gestire la disponibilità di carburante destinato agli aeromobili. Al momento della segnalazione non risultavano cancellazioni di voli legate alla situazione, che resta comunque sottoposta a monitoraggio.

Come riferisce ancora il Quotidiano di Puglia, lo scalo barese dispone di due società incaricate del rifornimento, mentre a Brindisi ne opera una sola. Questa differenza garantisce a Bari una maggiore autonomia nella gestione delle scorte. Aeroporti di Puglia ha inoltre prorogato fino alle 10 di venerdì 16 ottobre i Notam, gli avvisi aeronautici attraverso i quali le compagnie vengono informate delle limitazioni e possono organizzare diversamente il rifornimento dei propri velivoli.

Intanto, a Taranto cresce la preoccupazione per gli effetti della carenza di carburante sulle attività quotidiane. Confartigianato Taranto segnala che quasi tutte le stazioni di servizio cittadine avrebbero ormai terminato le riserve di benzina e gasolio. Una condizione che non riguarda soltanto gli spostamenti privati, ma rischia di impedire a numerose aziende di proseguire regolarmente il lavoro.

Tra le categorie maggiormente esposte figurano artigiani, commercianti, venditori ambulanti, autotrasportatori e tassisti. Alla difficoltà di reperire carburante si aggiunge il peso dei rincari, che aveva già aumentato le spese operative di molte imprese.

L'associazione di categoria chiede quindi una soluzione che permetta di ripristinare almeno i rifornimenti essenziali senza interrompere la mobilitazione sindacale. «Non chiediamo di sospendere la protesta, ma di trovare insieme una soluzione. Siamo tutti sulla stessa barca. Taranto è una», è l'appello rivolto ai lavoratori e alle istituzioni.

Confartigianato propone un intervento della Prefettura per riunire attorno allo stesso tavolo organizzazioni sindacali, Eni e operatori della distribuzione. L'obiettivo è individuare modalità concordate che consentano alle autocisterne di attraversare i presidi in condizioni di sicurezza, garantendo una ripresa regolare delle consegne ai distributori.

Un primo esempio di accordo è arrivato mercoledì mattina, quando i manifestanti hanno consentito il passaggio dei mezzi necessari a rifornire di gasolio gli autobus di Kyma Mobilità, permettendo la continuità del servizio di trasporto pubblico urbano.

Pur confermando la propria solidarietà ai dipendenti dell'acciaieria e dell'indotto, Confartigianato richiama l'attenzione sulla necessità di salvaguardare anche le altre realtà produttive della città. «Essere solidali con questi lavoratori significa anche preoccuparsi di tutelare il lavoro nelle altre imprese della città», osserva l'associazione.

La richiesta si rivolge infine al Governo, chiamato a fornire risposte concrete sul futuro industriale e occupazionale dell'ex Ilva. Confartigianato precisa che non spetta agli operai trovare soluzioni a problemi di competenza istituzionale e ribadisce la necessità di evitare ulteriori conseguenze per l'economia locale. «Taranto ha già perso troppo lavoro. Non possiamo permetterci di fermare anche quello che ancora resiste».

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