Ucraina, droni rallentati dai limiti di Starshield: Musk indica il controllo degli Stati Uniti

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Le restrizioni alla connettività satellitare hanno interrotto diverse missioni dei droni ucraini, soprattutto oltre i 160 km/h. Zelensky chiede il ripristino del servizio, mentre Musk attribuisce agli Stati Uniti il controllo di Starshield.

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Le operazioni militari ucraine hanno subito interruzioni dopo l'introduzione di nuove limitazioni ai collegamenti satellitari utilizzati dai droni. Le restrizioni, entrate in vigore nella notte, hanno interessato soprattutto Starshield, la versione militare della tecnologia sviluppata da SpaceX, impedendo a diversi velivoli di mantenere una connessione stabile durante il volo. Alcune missioni sono state sospese, mentre altre non hanno potuto raggiungere gli obiettivi previsti.

Il problema riguarda in particolare i terminali installati sui droni che superano i 160 chilometri orari. Una soglia che, secondo le forze ucraine, non permette di svolgere regolarmente determinate operazioni a media e lunga distanza, nelle quali i velivoli devono accelerare rapidamente già durante il lancio. Sono state segnalate anche perdite temporanee del segnale a velocità inferiori, comprese tra 110 e 120 chilometri orari, con interruzioni della durata di circa 20 secondi.

Le prime difficoltà sono state registrate dalle unità impegnate nel settore di Huliaipole, nella regione di Zaporizhzhia. Un comandante ucraino ha trasmesso a Ukrainskaya Pravda un filmato che mostra due droni perdere progressivamente la connettività durante la salita, fino a non riuscire più a proseguire lungo la traiettoria stabilita. Per alcune piattaforme, un'interruzione superiore ai 10-20 secondi compromette la possibilità di completare la missione.

Le conseguenze non riguardano soltanto il mancato funzionamento dei collegamenti. Per conservare il segnale, gli operatori possono essere costretti a ridurre la velocità dei droni, esponendoli maggiormente ai sistemi di difesa russi. La limitazione assume quindi un peso operativo significativo per Kiev, che utilizza le comunicazioni satellitari anche per coordinare le attività delle proprie unità al fronte.

Il consigliere della presidenza Ucraina Sergiy Beskrestnov ha confermato che SpaceX ha introdotto durante la notte restrizioni alla velocità dei terminali Starlink in movimento. Secondo il funzionario, le forze armate non avevano ricevuto alcuna comunicazione preventiva e il cambiamento ha provocato l'interruzione di diverse operazioni. Beskrestnov ha inoltre espresso il sospetto che la decisione sia collegata all'attuale situazione politica.

Le difficoltà tecniche si sono manifestate dopo le ripetute richieste del presidente americano Donald Trump di sospendere gli attacchi contro le infrastrutture energetiche. Il rapporto temporale tra i due avvenimenti ha alimentato le preoccupazioni ucraine, ma non costituisce di per sé una conferma delle motivazioni che hanno portato all'introduzione dei nuovi limiti.

Sulla vicenda è intervenuto direttamente Volodymyr Zelensky. Durante un'intervista concessa al giornalista britannico Piers Morgan, il presidente ucraino ha auspicato che il malfunzionamento dipenda da un errore o da un problema tecnico di particolare gravità, chiedendo a Elon Musk di ripristinare il servizio.

Il fondatore di SpaceX ha successivamente affidato a un messaggio pubblicato su X una precisazione sulla gestione dei collegamenti satellitari, distinguendo Starlink da Starshield. Quest'ultimo, ha spiegato Musk, appartiene al governo degli Stati Uniti ed è sottoposto al suo controllo. Le eventuali restrizioni relative alla velocità e alle modalità di utilizzo vengono quindi stabilite dalle autorità militari americane e, in ultima istanza, dal presidente Donald Trump.

La spiegazione è arrivata in risposta a Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, che aveva ringraziato Musk per il ripristino della connettività Starlink fino alla velocità di 160 chilometri orari, sollecitando però la completa eliminazione dei vincoli previsti per Starshield. Una richiesta motivata dalla necessità di garantire alle forze ucraine collegamenti adeguati alle operazioni difensive.

Musk ha inoltre chiarito che Starlink, a differenza del sistema militare, rimane un servizio commerciale di proprietà e sotto il controllo della sua azienda. Il suo impiego, secondo quanto precisato dall'imprenditore, è consentito per attività civili o difensive, mentre non può essere esteso a operazioni militari offensive, considerate incompatibili con il ruolo di un'impresa commerciale.

Il parziale ripristino della connettività non risolve dunque tutte le difficoltà segnalate da Kiev. Per le unità che utilizzano droni ad alta velocità, il limite dei 160 chilometri orari continua a rappresentare un ostacolo operativo, mentre resta aperta la questione delle decisioni statunitensi sull'utilizzo di Starshield nel conflitto con la Russia.

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