Inter, Di Canio dopo il 4-3 col Bruges: 'Giocatori forti, ma nessun fenomeno

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Il 4-3 subito dal Bruges lascia l'Inter senza punti dopo due gare di Champions League. Paolo Di Canio indica nella tenuta difensiva e nel rendimento dei giocatori rispetto alle passate stagioni i limiti della squadra in Europa.

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Due sconfitte nelle prime due giornate di Champions League e una squadra che, secondo Paolo Di Canio, non riesce più a esprimere in Europa il livello mostrato nelle stagioni delle due finali. L'ex attaccante della Lazio ha analizzato il momento dell'Inter dopo il 4-3 incassato contro il Bruges a San Siro, soffermandosi soprattutto sulla qualità della rosa e sulle difficoltà incontrate dai nerazzurri nelle competizioni internazionali.

Intervenuto nel dopopartita a SkySport, Di Canio ha distinto il valore dei singoli dalla capacità di incidere ai massimi livelli. A suo giudizio, l'Inter dispone ancora di elementi di notevole qualità, alcuni dei quali protagonisti di risultati importanti, ma non può contare su autentici fuoriclasse capaci di cambiare da soli il corso delle partite.

Il confronto con il recente passato riguarda anche la composizione dell'organico. Secondo Di Canio, diversi calciatori che avevano contribuito a portare l'Inter fino alle finali di Champions non garantiscono più il rendimento di allora. Allo stesso tempo, i nuovi arrivati sono chiamati ad assumere responsabilità differenti rispetto a quelle ricoperte nelle precedenti esperienze.

Tra gli esempi citati figura Manuel Akanji, che al Manchester City non rappresentava una delle colonne principali della squadra e che ora, nell'Inter, deve invece ricoprire un ruolo di maggiore centralità. Una situazione che, nell'analisi dell'ex calciatore, contribuisce a spiegare le difficoltà dei nerazzurri nel ritrovare gli equilibri delle passate stagioni.

Un altro aspetto riguarda l'organizzazione collettiva, a cominciare dalla fase difensiva. Di Canio ritiene necessari alcuni interventi sia nei meccanismi della retroguardia sia nel comportamento generale della squadra, distinguendo però le problematiche tecniche da quelle legate al diverso livello delle competizioni.

Il rendimento in Serie A, infatti, non può essere utilizzato come parametro per valutare automaticamente le possibilità dell'Inter in Champions League. In campionato i nerazzurri possono anche recuperare due reti di svantaggio e ribaltare una partita con ampio margine, mentre contro le avversarie europee gli stessi errori diventano molto più difficili da compensare.

Di Canio ha infine espresso un giudizio netto sui risultati internazionali della squadra, sostenendo che le sconfitte siano state complessivamente meritate. Pur riconoscendo che alcuni episodi avrebbero potuto modificare l'andamento delle gare, l'ex attaccante non ritiene che l'Inter abbia mostrato prestazioni sufficienti per ottenere risultati differenti.

Il dato più significativo, nella sua lettura, è il cambiamento rispetto al percorso che aveva consentito ai nerazzurri di raggiungere due finali di Champions League. Il ko contro il Bruges conferma questa inversione di rendimento e lascia la formazione milanese ferma a zero punti dopo la seconda giornata della competizione.

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