Alessandro Benetton ricorda Schumacher: la svolta in Formula 1 e la lezione sul lavoro di squadra

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Dalla diffidenza iniziale nel paddock ai titoli mondiali con Michael Schumacher, Alessandro Benetton racconta a High Performance le scelte che cambiarono la sua squadra di Formula 1 e il ricordo del difficile weekend di Imola del 1994.

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Quando Michael Schumacher conquistò il suo primo titolo mondiale con Benetton Formula, Alessandro Benetton si congratulò con lui riconoscendogli il merito del successo. Il pilota tedesco, però, lo corresse immediatamente: «No, ce l'abbiamo fatta». Un episodio che l'imprenditore ha ricordato durante la sua partecipazione a High Performance, raccontando quanto il contributo di ogni componente della scuderia fosse stato determinante per raggiungere il vertice della Formula 1.

Presidente di Edizione e Mundys ed ex Presidente di Benetton Formula, Benetton è stato ospite del podcast britannico condotto da Jake Humphrey e Damian Hughes, dedicato alle esperienze personali e professionali di protagonisti dello sport, dell'imprenditoria e dello spettacolo. Il programma conta oltre 800mila iscritti su YouTube e circa 656mila follower su Instagram. Tra gli ospiti delle precedenti puntate figurano Matthew McConaughey, Tom Hanks, Gordon Ramsay, Usain Bolt, Carlos Sainz, Jean Todt e Oscar Piastri.

Nel corso della conversazione, Benetton ha ripercorso gli anni in cui una realtà conosciuta principalmente per la propria attività nell'abbigliamento decise di misurarsi con una delle competizioni automobilistiche più impegnative al mondo. L'ingresso nel paddock non fu accolto con particolare fiducia dagli addetti ai lavori. «All'inizio nel circus la gente rideva di noi perché non avevamo alcuna esperienza né un passato nel settore. Venivamo dall'abbigliamento. Cosa potevamo saperne di ingegneria e motori?», ha ricordato.

Proprio l'assenza di una tradizione consolidata nel motorsport, secondo l'imprenditore, contribuì a sviluppare una mentalità differente. Anziché adattarsi completamente ai modelli già esistenti, la squadra cercò nuove soluzioni e costruì progressivamente una propria identità competitiva. «A volte, se vuoi trovare il tuo spazio, devi in qualche modo riscrivere le regole», ha spiegato Benetton, osservando che seguire percorsi già stabiliti significa spesso ritrovarsi a inseguire chi li ha intrapresi prima.

Una delle decisioni fondamentali di quella esperienza fu la scelta di puntare su Michael Schumacher. Benetton ha ricordato di essere rimasto colpito non soltanto dalle qualità di guida del giovane tedesco, ma soprattutto dalla sua sicurezza e dalla capacità di confrontarsi senza timori con avversari molto più esperti. L'età e la limitata esperienza non rappresentavano per lui un ostacolo psicologico.

Schumacher portò inoltre nella scuderia un metodo di lavoro particolarmente esigente. Non si limitava a cercare il massimo dalle proprie prestazioni, ma chiedeva a ingegneri, tecnici e collaboratori lo stesso livello di dedizione. «Settava lo standard. Dava il massimo. E ti diceva: “Mi aspetto che anche tu faccia lo stesso”», ha raccontato Benetton. Una mentalità che contribuì alla crescita collettiva della squadra e accompagnò il pilota verso i titoli mondiali del 1994 e del 1995.

L'intervista ha affrontato anche uno dei momenti più dolorosi nella storia della Formula 1: il Gran Premio di San Marino del 1994. Durante quel fine settimana, sul circuito di Imola, persero la vita Roland Ratzenberger e Ayrton Senna. Benetton ha ricordato quanto quelle tragedie lo avessero portato a interrogarsi sul significato stesso della competizione automobilistica. «Ho pensato: che cosa stiamo facendo qui? Dovrebbe essere uno sport. Non dovrebbe essere un luogo in cui le persone muoiono».

Ripercorrendo successi e difficoltà di quegli anni, l'imprenditore è tornato infine sul rapporto con Schumacher e sulla concezione del successo maturata all'interno della scuderia. La risposta del campione tedesco dopo il primo Mondiale, con quel passaggio dal risultato individuale alla vittoria condivisa, rappresenta per Benetton uno dei ricordi più significativi dell'intera esperienza in Formula 1.

Schumacher, Senna The Team That CHANGED F1 Alessandro Benetton

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