Giovanni Allevi dedica la nuova sinfonia alla sorella Stella: il rimpianto dopo la malattia
Alla vigilia della prima esecuzione milanese della sua nuova sinfonia, Giovanni Allevi racconta il legame con la sorella Stella, scomparsa poco dopo la diagnosi di mieloma, e il rimpianto per quelle parole d'affetto mai pronunciate.
Un'opera nata da tre anni di sofferenza, ricordi familiari e un lutto che ha segnato profondamente la sua vita. Giovanni Allevi presenterà il 14 ottobre alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano la «Lost Time Symphony» (LTS), Sinfonia del Tempo Perduto, dedicata alla sorella Stella, scomparsa improvvisamente nel 2022, a 57 anni. Il compositore ha raccontato al Corriere della Sera come la scrittura musicale gli abbia permesso di dare finalmente espressione a un dolore rimasto a lungo senza lacrime.
La perdita di Stella arrivò in un momento particolarmente difficile. Allevi aveva appena scoperto di essere affetto da mieloma, una malattia con la quale continua a convivere. Tutto era cominciato il 2 giugno 2022, quando, al termine di un concerto a Vienna, aveva avvertito dolori molto intensi. Gli accertamenti medici portarono alla diagnosi e, pochi giorni più tardi, giunse anche la notizia della morte della sorella.
Tra Giovanni e Stella, più grande di quattro anni, esisteva un rapporto strettissimo. Si sentivano quotidianamente e condividevano la passione per la musica. Il pianista la descrive come una donna bellissima, una musicista di talento e una presenza fondamentale nella propria formazione affettiva e intellettuale. Ha preferito non approfondire le circostanze della sua scomparsa, soffermandosi invece sul ricordo del loro ultimo scambio.
Allevi aveva fatto in tempo a comunicarle la diagnosi. Stella gli aveva risposto con poche parole, «Facciamoci forza», diventate per lui un riferimento durante il percorso della malattia. A distanza di anni, tuttavia, resta un rimpianto preciso: non essere riuscito a dirle apertamente «ti voglio bene».
Nei giorni successivi al lutto, il compositore cercò di affrontare quanto accaduto mantenendo apparentemente il controllo delle proprie emozioni. Fu una psichiatra dell'Istituto dei Tumori, dove era già seguito, a comprendere la gravità della sua condizione psicologica. Durante un colloquio, nonostante le ripetute rassicurazioni di Allevi, la specialista gli fece capire di riconoscere i segnali di una sofferenza che rischiava di trascinarlo in una crisi profonda.
Per molto tempo il dolore non trovò una manifestazione immediata. Allevi racconta di non aver pianto né per la diagnosi né per la morte di Stella. Soltanto attraverso la composizione della nuova sinfonia è riuscito a liberare ciò che aveva trattenuto per tre anni, trasformando in musica emozioni che non era stato capace di esprimere diversamente.
La «Lost Time Symphony» attraversa idealmente diverse stagioni della sua esistenza. Le atmosfere legate all'infanzia e ai momenti felici vissuti insieme alla sorella lasciano spazio alla consapevolezza della perdita, alla malattia e a una percezione della vita profondamente cambiata. La musica è diventata così il mezzo attraverso il quale recuperare i ricordi e affrontare un'assenza ancora dolorosa.
Il compositore immagina anche quale potrebbe essere oggi la reazione di Stella, che aveva seguito da vicino il suo percorso artistico. Pensarla felice di sapere che una prestigiosa orchestra tedesca esegue la sua sinfonia rappresenta per lui un modo di mantenere vivo il legame con lei.
La malattia, intanto, continua a comportare difficoltà quotidiane. Allevi convive con il dolore fisico cronico e con l'incertezza legata al futuro, ma racconta di aver sviluppato una sensibilità diversa verso la sofferenza altrui. L'esperienza vissuta lo ha reso più compassionevole, pur senza offrirgli una spiegazione alla perdita della sorella. Oggi dice di aver ritrovato un sentimento di amore per la vita più intenso di quello provato prima della diagnosi.
La presentazione della sinfonia assume inoltre un significato particolare per il rapporto tra Allevi e il mondo accademico. Il concerto del 14 ottobre, organizzato con la Società dei Concerti di Milano, segna il suo ritorno alla Sala Verdi del Conservatorio, luogo legato agli inizi della sua formazione e della sua carriera.
In passato il compositore aveva dovuto confrontarsi con le critiche di una parte dell'ambiente accademico, che considerava la sua produzione troppo vicina al linguaggio pop e distante dalla tradizione classica. Allevi non interpreta però questo appuntamento come un'occasione per ottenere una rivincita. La sofferenza degli ultimi anni, spiega, ha attenuato la componente più combattiva del suo carattere, lasciando spazio a un desiderio di serenità.
Rivedere la propria musica accolta nel Conservatorio di Milano è dunque soprattutto motivo di commozione. Con la Sinfonia del Tempo Perduto, Allevi torna nel luogo in cui ha costruito parte della propria identità artistica, portando sul palco un'opera che custodisce il ricordo di Stella e il percorso personale affrontato dopo la sua scomparsa.
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