Nicola Frena trovato morto a Grosseto, l'amica cerca testimoni e chiede notizie degli effetti personali

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Nicola Frena, 54 anni, è stato trovato senza vita nei pressi dell'ospedale di Grosseto. Una ferita all'addome e diversi interrogativi ancora aperti spingono un'amica a cercare sui social eventuali testimonianze sulle sue ultime ore.

Grosseto
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Una richiesta di testimonianze pubblicata su Facebook potrebbe contribuire a chiarire le ultime ore di Nicola Frena, l'uomo originario di Colle Santa Lucia, in provincia di Belluno, trovato senza vita venerdì pomeriggio nei pressi dell'ospedale Misericordia di Grosseto. A rivolgere l'appello è Sara Pallabazzer, sua amica, che ha condiviso alcuni interrogativi sulle circostanze del ritrovamento e chiesto informazioni a chiunque possa averlo incontrato prima della morte.

Il corpo del 54enne, nato nel 1972, è stato individuato intorno alle 17.30 su un prato situato all'interno di un'area particolarmente frequentata del complesso ospedaliero, nelle vicinanze del passaggio delle ambulanze e della piazzola utilizzata dall'elisoccorso regionale. Dopo la segnalazione sono intervenuti gli agenti della polizia, affiancati dal personale della scientifica per gli accertamenti sul luogo del ritrovamento.

Secondo le prime informazioni, Nicola presentava una ferita da arma da taglio all'addome. La natura della lesione e le circostanze del decesso sono oggetto di approfondimento. Gli investigatori, che mantengono il riserbo sugli accertamenti, non hanno escluso né l'ipotesi di un omicidio né quella di un gesto volontario. Saranno gli esami medico-legali e gli ulteriori riscontri investigativi a fornire elementi utili per ricostruire quanto accaduto.

Tra le persone che attendono risposte c'è Sara Pallabazzer. Dopo aver riflettuto sull'opportunità di rendere pubblica una vicenda tanto delicata, la donna ha deciso di utilizzare Facebook per raggiungere eventuali testimoni. Nel messaggio esprime perplessità sull'ipotesi del suicidio, richiamando alcune statistiche relative alla scarsa frequenza delle ferite autoinflitte all'addome. Si tratta di considerazioni personali che, da sole, non consentono di stabilire la dinamica della morte.

L'amica chiede soprattutto di ricostruire gli spostamenti di Nicola e di rintracciare alcuni oggetti che l'uomo portava abitualmente con sé. Nel suo appello domanda dove si trovi la sua automobile e segnala che indossava spesso un orologio Tissot con quadrante di grandi dimensioni. Descrive inoltre una borsa di pelle rossa con tracolla lunga, nella quale custodiva gli effetti personali, e cita uno smartphone Galaxy Fold che dovrebbe figurare tra i suoi oggetti.

Un altro interrogativo riguarda la presenza dell'uomo nei pressi dell'ospedale grossetano. Stando a quanto riferito dall'amica, Nicola conviveva con una malattia che in alcuni momenti lo debilitava gravemente, rendendogli difficile persino alzarsi dal letto. Sara vorrebbe quindi comprendere perché si trovasse in quella zona e se qualcuno lo abbia visto nelle ore precedenti al ritrovamento.

La morte ha colpito anche le persone che lo conoscevano nel Bellunese, dove Nicola aveva trascorso l'infanzia crescendo con la nonna. A Colle Santa Lucia vivono ancora alcuni suoi familiari. Chi conserva un ricordo di quegli anni lo descrive come una persona generosa, segnata da un passato difficile e desiderosa di costruirsi una vita diversa.

Intorno ai vent'anni aveva lasciato il paese d'origine, trasferendosi successivamente a Erba, in provincia di Como, dove aveva formato una famiglia. Per molto tempo aveva lavorato nella ristorazione, maturando esperienza come pasticcere. Negli ultimi anni aveva cambiato attività e si era stabilito in Toscana, dove lavorava come autista per Flixbus.

Intanto proseguono gli approfondimenti per chiarire le cause del decesso e ricostruire gli ultimi movimenti del 54enne. Tra gli elementi da esaminare figurano i riscontri telefonici e gli esiti dell'autopsia. L'appello diffuso dall'amica punta a raccogliere eventuali informazioni sull'automobile, sugli effetti personali e sulla presenza di Nicola nei pressi dell'ospedale, senza anticipare conclusioni su una vicenda la cui dinamica resta ancora da accertare.

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