Torino, trapianto di fegato in 12 ore per una studentessa greca: dimessa dopo tre mesi
Una studentessa greca colpita da una grave insufficienza epatica è stata trasferita d'urgenza da Atene a Torino per un trapianto. Operata alle Molinette dopo appena 12 ore dall'arrivo, è stata dimessa dopo tre mesi di cure.
Dodici ore tra l'arrivo in ospedale e l'ingresso in sala operatoria, seguite da tre mesi di ricovero per superare le complicanze. È il percorso che ha permesso a Eirini, giovane greca nata nel 1998 e studentessa nei Paesi Bassi, di sopravvivere a una gravissima insufficienza epatica grazie a un trapianto eseguito all'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. La ragazza è stata dimessa e sta recuperando progressivamente le proprie condizioni psicofisiche, con la prospettiva di tornare presto in patria.
La giovane soffre del morbo di Wilson, una rara patologia genetica che provoca un accumulo anomalo di rame nell'organismo, con conseguenze particolarmente gravi per il fegato. Durante un soggiorno in Grecia, la malattia ha causato un'insufficienza epatica fulminante, rapidamente degenerata in un quadro di compromissione multiorgano. Ricoverata all'Hippokration General Hospital di Atene, Eirini si è trovata in condizioni tali da rendere indispensabile un trapianto immediato.
La richiesta di intervento partita dalla Grecia ha raggiunto il Centro nazionale trapianti di Roma, diretto da Giuseppe Feltrin, che ha attivato il protocollo di cooperazione tra i due Paesi per il trapianto di organi. All'appello ha risposto Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianto Fegato di Torino e coordinatore regionale dei trapianti per Piemonte e Valle d'Aosta, dando disponibilità ad accogliere la paziente.
Il trasferimento è stato predisposto dal Centro regionale trapianti del Piemonte, guidato da Federico Genzano. Un aereo medicalizzato ha accompagnato la ragazza fino all'aeroporto di Torino Caselle, da dove è stata condotta alle Molinette. Al momento del ricovero era priva di coscienza, intubata e sottoposta a ventilazione meccanica, con una situazione clinica considerata estremamente critica.
La valutazione effettuata da Silvia Martini, direttrice della Terapia Intensiva Epatologica, ha consentito di inserire Eirini in pochi minuti nella lista nazionale per il trapianto di fegato in regime di superurgenza. Nell'attesa di un organo compatibile, i medici hanno avviato tutte le procedure necessarie per mantenerla in vita e contenere il peggioramento delle sue condizioni.
La Rianimazione Centrale del Dipartimento di Anestesia, diretto da Maurizio Berardino, ha garantito il supporto delle funzioni vitali. Contemporaneamente, la Banca del Sangue, sotto la direzione di Tiziana Francisci, ha attivato una procedura urgente di plasmaferesi. Il trattamento aveva lo scopo di eliminare parte delle elevate quantità di rame presenti nel sangue, liberate dalla necrosi massiva del fegato, e rallentare la progressione dell'insufficienza multiorgano.
La possibilità di procedere al trapianto si è concretizzata nel giro di poche ore, quando è risultato disponibile il fegato compatibile di un donatore deceduto in una regione vicina. A sole 12 ore dall'arrivo alle Molinette, Eirini è stata accompagnata in sala operatoria per un intervento durato circa dieci ore. L'operazione ha rappresentato il trapianto di fegato numero 4.470 nella storia del centro torinese.
Superata la fase chirurgica, il percorso clinico è rimasto impegnativo. Le condizioni iniziali della paziente hanno reso necessario affrontare diverse complicanze mediche e chirurgiche, prolungando la degenza per circa tre mesi. Alla sua assistenza hanno contribuito numerose équipe specialistiche, dalla chirurgia dei trapianti all'anestesia, dalla rianimazione all'epatologia.
Al trattamento hanno partecipato anche la Nefrologia diretta da Luigi Biancone, l'Infettivologia guidata da Francesco De Rosa, la Radiologia diagnostica di Paolo Fonio e la Radiologia interventistica diretta da Andrea Doriguzzi. Il lavoro coordinato dei diversi reparti ha consentito di trattare le complicanze e accompagnare la giovane fino alle dimissioni.
Ora Eirini sta tornando gradualmente alla vita quotidiana. Nel ringraziare i professionisti e tutte le persone coinvolte nel suo percorso, ha ricordato di essere stata salvata in quello che ha definito il suo «ultimo giorno» di vita.
Il direttore generale della Città della Salute, Livio Tranchida, ha definito il risultato «un vero miracolo della vita», richiamando il valore della collaborazione tra Italia e Grecia, della donazione degli organi e delle competenze multidisciplinari impiegate. Ha inoltre evidenziato la complessità dell'intervento, l'impegno del personale sanitario e il contributo delle tecnologie avanzate utilizzate alle Molinette, descrivendo la struttura come qualcosa di più di un ospedale.
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