Bollo auto 2027, l'esenzione segue la vettura meno potente e la data del pagamento
Nel 2027 l'esenzione dal bollo auto riguarderà un solo veicolo per persona e dipenderà anche dal mese in cui va effettuato il pagamento. Le 25 risposte dell'Aci chiariscono cosa accade con più auto in famiglia, moto e ibride.
Possedere un'automobile con una potenza non superiore a 80 kW, equivalenti a circa 109 CV, potrebbe consentire di evitare il pagamento del bollo nel 2027. L'agevolazione è prevista dal decreto legge 162/2026, che introduce una sospensione temporanea del tributo per determinate categorie di veicoli. Le condizioni, tuttavia, cambiano in base ai mezzi posseduti e alla scadenza ordinaria del versamento. Per aiutare gli automobilisti a orientarsi, l'Aci ha pubblicato 25 FAQ dedicate ai principali dubbi applicativi.
Il primo elemento da controllare è la potenza dell'automobile. La misura comprende le vetture a benzina e diesel, incluse quelle ibride e a doppia alimentazione benzina/GPL o benzina/metano, purché non superino gli 80 kW. Non sono richiesti particolari requisiti relativi all'anzianità del mezzo, alla classe ambientale Euro o all'acquisto di una nuova automobile. Non sono previsti neppure limiti di reddito, soglie ISEE o distinzioni legate all'età del proprietario.
L'esenzione può riguardare anche i veicoli utilizzati attraverso contratti di leasing o noleggio a lungo termine, oltre a quelli di proprietà. Resta indispensabile la regolarità della copertura assicurativa. Le automobili esclusivamente elettriche non rientrano invece nella nuova disposizione, continuando a beneficiare delle eventuali agevolazioni già stabilite dalle normative territoriali.
Una delle precisazioni più rilevanti riguarda chi possiede diversi mezzi. Il contribuente non può decidere liberamente su quale automobile applicare il beneficio: il decreto individua obbligatoriamente quella con la potenza inferiore. Nel caso di tre vetture da 51, 66 e 74 kW, ad esempio, sarà esentata esclusivamente la prima. Se due automobili hanno identica potenza, il vantaggio viene assegnato a quella per cui sarebbe previsto il bollo di importo minore.
La presenza di una motocicletta non modifica questa precedenza. Un automobilista che possiede due vetture da 60 e 75 kW e una moto da 35 kW non pagherà il bollo sull'auto da 60 kW. Il criterio, quindi, non consiste semplicemente nell'individuare il mezzo meno potente tra tutti quelli disponibili, ma nell'applicare prima le condizioni stabilite per le autovetture.
Un altro aspetto decisivo è il calendario. L'esenzione riguarda soltanto i pagamenti il cui termine ordinario cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Chi ha il bollo in scadenza a novembre 2026, con rinnovo da effettuare entro dicembre, dovrà comunque pagare l'intero importo, anche quando la nuova annualità comprende diversi mesi del 2027. Diversa la situazione di chi ha una scadenza a dicembre 2026 e deve effettuare il versamento a gennaio dell'anno successivo: in questo caso l'agevolazione può essere applicata.
Non è possibile chiedere la restituzione della quota riferita ai mesi del 2027 eventualmente già pagati. Allo stesso modo, rinviare volontariamente un versamento dovuto nel 2026 non permette di accedere al beneficio. La disposizione non cancella i debiti precedenti e non introduce alcuna sanatoria per interessi o sanzioni derivanti da ritardi.
Per verificare se un'automobile rispetta il limite previsto, il dato da consultare è quello riportato alla voce P.2 della carta di circolazione. Il chiarimento è particolarmente utile per le ibride, perché ai fini del bollo viene considerata la potenza del motore termico e non quella complessiva ottenuta sommando anche il contributo elettrico. Una vettura pubblicizzata con una potenza combinata di 130 CV, pertanto, non è necessariamente esclusa.
Il beneficio viene riconosciuto individualmente e non una sola volta per famiglia. Due coniugi intestatari di altrettante automobili idonee possono ottenere entrambi l'esenzione. Se invece i due veicoli risultano intestati alla stessa persona, il provvedimento ne agevola soltanto uno. Le società restano escluse e l'utilizzo di un'automobile aziendale da parte di un dipendente non attribuisce automaticamente alcun diritto personale. La titolarità di una partita Iva, invece, non impedisce di accedere alla misura quando il contribuente opera come persona fisica.
Per motocicli e ciclomotori valgono disposizioni specifiche. A differenza delle automobili, per le moto non è stabilito un limite massimo di 80 kW. Chi possiede una vettura che supera tale soglia può dunque beneficiare dell'esenzione sulla motocicletta, a condizione che non risulti tenuto al pagamento del bollo per un'altra automobile agevolabile.
Quando una persona possiede più motocicli, viene individuato quello con la potenza inferiore. Nel caso di più ciclomotori, invece, il criterio di selezione considera l'anzianità di immatricolazione, dando precedenza al mezzo immatricolato per primo.
Rimangono da definire alcuni aspetti operativi. Il decreto non indica una procedura specifica per richiedere l'esenzione né chiarisce completamente le modalità del suo eventuale riconoscimento automatico. Gli interessati dovranno quindi consultare le indicazioni della Regione o Provincia autonoma competente e i servizi messi a disposizione dall'Aci. Per i territori a statuto speciale e le Province autonome, inoltre, l'applicazione richiede un apposito accordo.
Prima della scadenza sarà utile verificare la posizione del proprio veicolo, tenendo disponibili targa, carta di circolazione, informazioni assicurative e termine ordinario del pagamento. Il decreto legge, entrato in vigore il 18 settembre 2026, dovrà inoltre completare il percorso di conversione parlamentare, durante il quale potrebbero intervenire modifiche.
La sospensione del bollo resta, per il momento, circoscritta al 2027 e non equivale all'abolizione definitiva della tassa automobilistica. Il governo punta a rendere stabile l'intervento attraverso una successiva manovra finanziaria, ma un'estensione limitata al biennio 2028-2029 richiederebbe già risorse stimate in circa 5 miliardi di euro. Senza ulteriori disposizioni legislative, l'agevolazione terminerà con i versamenti previsti per il 2027.
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