Milan, Amorim prepara sette gare in venti giorni: più spazio a Camarda e attacco da migliorare
Il Milan riparte dalla trasferta con il Sassuolo e affronta sette partite in venti giorni, con quattro delle prime cinque lontano da casa. Amorim chiede più presenza in area e prepara rotazioni, mentre Saelemaekers resta fuori per infortunio.
La lunga pausa per le nazionali lascia spazio a un calendario particolarmente impegnativo per il Milan. Dalla trasferta contro il Sassuolo fino al derby con l'Inter di Halloween, i rossoneri dovranno affrontare sette incontri nell'arco di venti giorni. Ruben Amorim si prepara a gestire le energie della rosa, ma alla vigilia della sfida contro la formazione allenata da Alberto Aquilani indica soprattutto un obiettivo: aumentare la produzione offensiva e rendere la squadra più pericolosa negli ultimi metri.
Come riportato da Gazzetta.it, il tecnico portoghese ha affrontato diversi temi durante la conferenza stampa a Milanello, alla quale ha assistito anche Gerry Cardinale. Il numero uno di RedBird si è presentato con un cappellino rosso recante la scritta "Make Milan Great Again", seguendo l'incontro con i giornalisti prima di intervenire brevemente sulle operazioni di mercato.
Amorim considera il prossimo ciclo di partite un passaggio significativo della stagione. La squadra arriva da tre settimane senza impegni ufficiali, un intervallo che ha consentito di lavorare individualmente con alcuni giocatori e recuperare energie, mentre gran parte della rosa era impegnata con le rispettive rappresentative nazionali. L'allenatore non ritiene che una sosta così lunga sia necessariamente vantaggiosa o dannosa: molto dipende dalle condizioni dei calciatori e dal momento attraversato dal gruppo.
Il bilancio del rientro presenta aspetti incoraggianti, nonostante l'infortunio di Saelemaekers. Jashari ha trovato continuità da titolare con la Svizzera, Gonçalo Ramos ha realizzato tre reti con il Portogallo e Moreira ha raccolto minuti importanti con il Belgio. Diversa la situazione di De Winter, rimasto senza presenze durante gli impegni internazionali e quindi privo del ritmo partita. Tra i giocatori rimasti a Milanello, Hutchinson ha invece potuto seguire un programma mirato, mentre Pulisic ha approfittato del periodo per migliorare la propria condizione fisica dopo l'infortunio.
La principale richiesta dell'allenatore riguarda però il rendimento in attacco. I dieci gol realizzati finora in campionato, con una media di due a partita, non sono sufficienti a soddisfarlo. Amorim vuole una squadra capace di occupare più stabilmente l'area avversaria, aumentare i tocchi nelle zone decisive e cercare con maggiore frequenza il confronto individuale. Secondo il tecnico, il Milan deve costruire più occasioni, indipendentemente dai numeri già ottenuti nelle prime giornate.
Il discorso coinvolge anche Gonçalo Ramos, tornato dagli impegni con il Portogallo dopo aver segnato tre volte. Amorim non intende modificare il lavoro collettivo esclusivamente per favorire il centravanti. Può prendere spunto dalle situazioni nelle quali il giocatore rende meglio in nazionale, ma la priorità resta trovare soluzioni offensive utili a tutti e aumentare le possibilità di vittoria della squadra.
Una delle novità tattiche riguarda il passaggio dalla difesa a tre a quella a quattro, già sperimentato contro il Lecce. L'idea è maturata dopo la partita con il Benfica, nella quale Amorim aveva riscontrato una mobilità insufficiente, soprattutto durante la prima costruzione. Il nuovo assetto ha garantito maggiore libertà nelle posizioni e facilitato la circolazione del pallone. Non si tratta comunque di una scelta definitiva: il portoghese vuole calciatori capaci di interpretare entrambi i sistemi e adattarsi anche durante la stessa gara.
Per la trasferta contro il Sassuolo, l'allenatore ha già individuato la soluzione da adottare, ma preferisce non anticiparla. L'intenzione è conservare un margine di imprevedibilità nei confronti di Aquilani, al quale riconosce capacità di lettura tattica e una proposta di gioco moderna.
Amorim ricorda il suo avversario ai tempi dello Sporting, quando Aquilani lavorò con Jorge Jesus, allenatore che aveva guidato anche il portoghese per sette anni. Lo considera un ex centrocampista particolarmente intelligente, capace di trasferire in panchina le conoscenze maturate durante la carriera. Nel Sassuolo riconosce inoltre alcune caratteristiche riconducibili al calcio di Roberto De Zerbi, specialmente nell'impiego dei difensori centrali e degli esterni offensivi.
Tra le principali attenzioni tattiche ci saranno Berardi e Laurienté, giocatori capaci di creare pericoli sulle fasce. Amorim apprezza anche la capacità dei neroverdi di alternare una pressione avanzata a un blocco medio, cambiando atteggiamento in funzione delle situazioni. A suo giudizio, Aquilani possiede le qualità per costruire una carriera importante da allenatore.
Un altro osservato speciale sarà Nemanja Matic, che Amorim conosce personalmente dai trascorsi calcistici. Il tecnico ne sottolinea l'esperienza e l'intelligenza nella gestione del pallone: pur avendo perso parte della velocità degli anni migliori, il centrocampista conserva la capacità di dettare i tempi, proteggere il possesso e trovare passaggi verticali. Il suo contributo è considerato particolarmente prezioso nella costruzione a tre del Sassuolo. Amorim conta di salutarlo con affetto al termine dell'incontro, possibilmente dopo una vittoria rossonera.
Il calendario ravvicinato imporrà anche una distribuzione differente del minutaggio. Tra i calciatori destinati a trovare maggiori opportunità figura Francesco Camarda, dal quale l'allenatore si aspetta un contributo significativo. Finora il numero limitato di appuntamenti aveva ridotto la necessità di ricorrere frequentemente alle rotazioni, ma nelle prossime settimane servirà il coinvolgimento dell'intero organico.
Durante la sosta, lo staff ha sfruttato gli allenamenti e l'amichevole contro il Padova per valutare ulteriori alternative. Diawara ha lavorato con maggiore continuità, mentre Tomori ha sperimentato alcuni movimenti richiesti abitualmente a Gila, in modo da poter rappresentare una soluzione aggiuntiva nel ruolo. Amorim ha parlato anche di Cisse, utilizzabile all'occorrenza da centravanti pur senza possedere le caratteristiche di una prima punta tradizionale. Il tecnico ha apprezzato la sua prestazione con la maglia numero nove dell'Under 21.
Particolare attenzione viene riservata a Moreira. L'impiego con il Belgio su entrambe le corsie ha confermato la versatilità dell'esterno, che a destra tende a cercare maggiormente le combinazioni con i compagni e l'uno contro uno, mentre a sinistra attacca in maniera più diretta. Amorim ne apprezza velocità e disponibilità nel lavoro senza pallone, ma ritiene che debba ancora migliorare nelle scelte offensive. Anche al Milan sarà utilizzato su entrambe le fasce.
Tra le altre opzioni menzionate compare Athekame, sul quale l'allenatore mantiene aperte le valutazioni per il futuro. Il giocatore viene seguito con attenzione durante il suo percorso con Fonseca, mentre il Milan continua a cercare soluzioni funzionali alle caratteristiche richieste sulla corsia destra.
La presenza di Cardinale ha offerto anche l'occasione per una parentesi sul mercato. Interpellato su Endrick, Amorim ha risposto scherzosamente invitando i giornalisti a rivolgersi direttamente al dirigente seduto in fondo alla sala. Cardinale, senza anticipare eventuali operazioni, ha ricordato di aver investito personalmente 50 milioni di euro durante l'estate per Moreira, dichiarandosi soddisfatto della scelta.
Il tecnico preferisce comunque concentrarsi sugli impegni immediati. Gennaio è ancora lontano e, prima della prossima finestra di mercato, il Milan dovrà affrontare numerose partite. La gestione della rosa e la ricerca di risultati rappresentano quindi le sue priorità, senza lasciarsi condizionare dalle indiscrezioni sui possibili acquisti.
Amorim ha dedicato un passaggio anche alla propria esperienza italiana, spiegando perché continui a utilizzare una lingua diversa dall'italiano nelle conferenze stampa. Pur dispiaciuto per questa scelta, ritiene necessario esprimersi con precisione, soprattutto quando affronta questioni tattiche o parla pubblicamente con figure come Fabio Capello. Il timore è che una conoscenza ancora incompleta della lingua possa provocare equivoci o interpretazioni lontane dalle sue intenzioni.
Sul piano sportivo, invece, il messaggio è netto. Amorim vuole conquistare trofei e non considera accettabile, per una società come il Milan, programmare le vittorie soltanto tra due o tre anni. Riconosce che costruire una squadra vincente richiede un percorso, ma insiste sulla necessità di ottenere risultati già nel presente.
Il portoghese ha infine espresso apprezzamento per la Serie A, descrivendola come un campionato competitivo, caratterizzato da ritmi elevati, maggiore intensità e squadre sempre più propense a pressare in avanti. Ha citato anche il Venezia, ultimo in classifica, come esempio di formazione che non rinuncia a un atteggiamento aggressivo. Si dice felice della propria esperienza rossonera e convinto che il calcio italiano meriti maggiore considerazione. Prima, però, c'è il Sassuolo: il Milan deve tornare a giocare e trasformare il lavoro delle ultime settimane in risultati.
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