Mosca chiude gli aeroporti per i droni, il jet usato da Putin devia su San Pietroburgo
Il rientro di Vladimir Putin dal Turkmenistan è stato complicato dall'allarme droni su Mosca. Tre aerei governativi hanno modificato la rotta e uno, già utilizzato dal presidente all'andata, è passato da San Pietroburgo.
Il velivolo presidenziale russo identificato dal numero di coda 96025 ha dovuto modificare il proprio itinerario venerdì 9 ottobre, durante il rientro dal Turkmenistan. L'aereo, sul quale Vladimir Putin era stato visto arrivare il giorno precedente a Turkmenbashi, ha raggiunto San Pietroburgo prima di proseguire verso Mosca. Non è tuttavia accertato che il presidente russo si trovasse a bordo anche durante il viaggio di ritorno.
A complicare le operazioni di volo è stato un attacco con droni ucraini che ha imposto la sospensione temporanea delle attività nei quattro aeroporti della capitale russa. Le restrizioni sono rimaste in vigore per diverse ore, proprio mentre alcuni velivoli governativi stavano riportando in patria Putin e i suoi collaboratori dopo un vertice tra gli Stati dell'ex Unione Sovietica.
La ricostruzione è stata pubblicata dal New York Times sulla base dei tracciati di FlightRadar24. I dati mostrano che tre aerei della flotta presidenziale erano partiti da Turkmenbashi nel pomeriggio di venerdì. Nello stesso periodo, l'agenzia di stampa statale russa Tass aveva comunicato la conclusione della visita di Putin e la sua partenza per la Russia.
I primi due velivoli, una volta raggiunta l'area di Mosca, hanno effettuato ripetute manovre circolari in attesa di poter completare l'avvicinamento. Il terzo, decollato successivamente, ha invece cambiato destinazione dirigendosi verso San Pietroburgo, dalla quale è poi ripartito alla volta della capitale.
Un elemento significativo riguarda proprio l'identificazione di quest'ultimo aereo. Nel filmato dell'arrivo di Putin in Turkmenistan, avvenuto giovedì sera nella città portuale affacciata sul Mar Caspio, sotto l'ala del velivolo dal quale era sceso il presidente risultava visibile il numero 96025. La stessa matricola compare nei dati di FlightRadar24 relativi all'aereo dirottato il giorno seguente.
Resta però impossibile stabilire con certezza quale dei tre voli trasportasse Putin al momento dell'allarme. Il presidente russo utilizza infatti diversi Il-96-300PU, aerei appositamente attrezzati che viaggiano accompagnati da esemplari identici per rendere più difficile individuare quello effettivamente occupato dal capo dello Stato.
Questi velivoli, conosciuti anche con il soprannome di Cremlino Volante, dispongono di sistemi avanzati di comunicazione e comando. Analogamente all'Air Force One statunitense, permettono al presidente di continuare a esercitare le proprie funzioni anche durante situazioni di emergenza estrema, compreso un eventuale conflitto nucleare.
L'incursione dei droni ha quindi interferito con il rientro della delegazione russa, imponendo modifiche alle rotte dei voli governativi. Il collegamento tra l'aereo 96025 e il viaggio di andata di Putin è documentato dalle immagini, ma non costituisce una conferma della sua presenza sul velivolo durante lo scalo imprevisto a San Pietroburgo.
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