Addio a Bonizza Giordani Aragno, la storica che ha salvaguardato gli archivi della moda italiana
Dagli archivi delle Sorelle Fontana alle mostre internazionali, Bonizza Giordani Aragno ha dedicato oltre mezzo secolo alla memoria della moda italiana. La storica è morta a Roma a 89 anni; lunedì 12 ottobre l'ultimo saluto.
Una parte significativa della memoria dell'Alta Moda italiana porta la firma di Bonizza Giordani Aragno, studiosa e curatrice che per oltre cinquant'anni ha lavorato alla conservazione degli archivi dei grandi stilisti e alla diffusione della cultura del costume. È morta venerdì 9 ottobre a Roma, all'età di 89 anni, dopo una lunga malattia. Si è spenta nella propria abitazione alla Balduina, lasciando un patrimonio di studi, pubblicazioni e progetti espositivi.
La notizia della scomparsa è stata comunicata sabato 10 ottobre dalla figlia Lara Aragno attraverso un messaggio sui social. «Ciao Mamma. Non lo so come potrò vivere la tua assenza. Sei nel mio cuore e nei miei sogni con il tuo sorriso rassicurante. Nei ricordi le nostre ultime risate», ha scritto ricordando la madre. I funerali si svolgeranno lunedì 12 ottobre alle ore 11 nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, conosciuta come Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo a Roma.
Nata nella Capitale l'11 marzo 1937, era figlia di Igino Giordani, scrittore, esponente politico e componente dell'Assemblea Costituente. Dal matrimonio con lo scenografo Giorgio Aragno, morto nel 2004, erano nate le figlie Lara e Simona.
Il suo percorso professionale si è sviluppato soprattutto attorno alla necessità di riconoscere alla moda un valore storico e documentario. Uno dei contributi più rilevanti riguarda il lavoro svolto per il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Csac) dell'Università di Parma, dove ha seguito l'acquisizione e la tutela di importanti raccolte legate alla creatività italiana del Novecento.
Tra i patrimoni documentari di cui si è occupata figurano quelli delle Sorelle Fontana, di Federico Schuberth, Irene Galitzine, Walter Albini e della sartoria Farani. Materiali fondamentali per ricostruire l'evoluzione dell'abbigliamento, delle tecniche sartoriali e dei linguaggi stilistici che hanno accompagnato l'affermazione internazionale della moda italiana.
Nel corso della carriera Giordani Aragno ha collaborato con numerose istituzioni culturali. È stata curatrice e consulente per la moda del Museo Boncompagni Ludovisi di Roma, direttrice scientifica della Fondazione Micol Fontana e caporedattrice della rivista Audrey. Ha inoltre fatto parte della Commissione Nazionale per il Coordinamento delle Politiche di Tutela e Valorizzazione delle Arti Decorative della Moda e del Costume.
La sua attività espositiva, avviata nel 1982, ha contribuito a portare la storia dello stile italiano anche fuori dai confini nazionali. Ha ideato mostre, coordinato progetti culturali e curato cataloghi presentati in città come New York, Tokyo, Osaka e Kyoto, oltre che in Italia.
Tra i lavori più rappresentativi si ricordano 'Il disegno dell'Alta Moda Italiana 1940-70', 'La Moda Italiana 1920-1980', '40 Years of Italian Fashion 1940-1980', 'Cinquant'anni di Moda' e 'Sarli - Cinquant'anni di stile italiano 1952-2002'. Ha partecipato anche a iniziative dedicate alle relazioni tra linguaggi artistici e abbigliamento, fra cui 'Artejeans' e 'Donne fra Brividi ed Emozioni'.
Accanto alla ricerca archivistica ha coltivato un'intensa attività televisiva e divulgativa. Nel 1982 realizzò 'Storia della Moda' per il Dipartimento Tv Scuola Educazione della Rai, mentre nel 1990 curò per Rai Uno 'Le grandi Mostre - Valentino - Trent'anni di magia', un progetto dedicato alla carriera di Valentino Garavani.
La dimensione internazionale del suo lavoro trovò un'ulteriore espressione nel 2002, quando intervenne a New York alla conferenza 'Italian Fashion: Identities, Transformation, Production'. In quell'occasione presentò la relazione 'Alta Moda: When Did It All Start?', dedicata alle origini dell'Alta Moda.
Numerosi anche i suoi contributi editoriali, tra cui i saggi 'La signora dello stile: Mila Schön', 'Lo spettacolo della moda. Emilio Federico Schuberth' e 'Callaghan: la nascita del prêt-à-porter italiano'. Alla produzione scientifica ha affiancato l'insegnamento presso lo Ied - Istituto Europeo di Design e l'Accademia di Costume e di Moda di Roma, trasmettendo le proprie conoscenze agli studenti destinati a operare nel settore.
Con la morte di Bonizza Giordani Aragno, il panorama culturale italiano perde una studiosa che ha contribuito a trasformare abiti, bozzetti, documenti e collezioni in testimonianze accessibili della storia del Paese. Il lavoro svolto negli archivi, nei musei e nelle istituzioni formative rimane parte della documentazione attraverso cui è possibile conoscere e studiare l'evoluzione della moda italiana.
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