Sabrina Impacciatore, il malore sul set di The White Lotus e i 4,86 euro sul conto
Dal provino di 125 ciak per The White Lotus a una scena sulle Dolomiti finita con un'emergenza fisica, Sabrina Impacciatore ripercorre la sua carriera. L'attrice racconta anche gli anni senza lavoro e le esperienze con gli allucinogeni.
Prima di conquistare il pubblico americano, Sabrina Impacciatore ha attraversato una fase professionale difficile, arrivando a mettere in discussione il proprio futuro nella recitazione. Oggi, dopo il successo internazionale, l'attrice romana ripercorre alcuni momenti della sua vita in un'intervista a Tintoria Prime, il nuovo formato del podcast condotto da Daniele Tinti e Stefano Rapone, disponibile su Prime Video.
Nel primo dei quattro episodi esclusivi realizzati per la piattaforma, Impacciatore racconta il percorso che l'ha portata a Hollywood, soffermandosi su un episodio particolarmente rischioso durante le riprese di The White Lotus. Non mancano ricordi personali, aneddoti insoliti e riflessioni sugli anni in cui le opportunità di lavoro sembravano essersi esaurite.
Uno dei passaggi più delicati riguarda proprio il periodo precedente alla popolarità internazionale. L'attrice ricorda di essersi ritrovata praticamente senza denaro e senza proposte professionali. «Nessuno mi chiamava, si erano completamente dimenticati di me, avevo 4,86 euro sul conto in banca, mi trascinavo per casa, dicevo che avrei dovuto smettere di sognare», confessa ai due conduttori.
La possibilità di interpretare Valentina in The White Lotus ha cambiato il suo percorso. Il provino, organizzato mentre erano ancora in vigore le restrizioni legate alla pandemia, si è però trasformato in una prova estenuante. Non avendo qualcuno disponibile per darle le battute, Impacciatore ha chiesto aiuto a una vicina di casa, anche lei attrice.
La registrazione del self tape è andata avanti per circa dodici ore, da mezzogiorno fino a mezzanotte e mezza, con ben 125 ciak. Al termine della giornata, mentre a Los Angeles attendevano ancora il materiale, l'attrice ha avuto un attacco di panico. Doveva scegliere e inviare rapidamente la registrazione al proprio agente, incaricato di trasmetterla alla produzione americana.
Ottenuta la parte, Impacciatore desiderava conoscere personalmente Mike White, creatore della serie, al punto da arrivare a minacciare di non presentarsi alle riprese senza aver prima avuto un confronto con lui. L'esperienza sul set si sarebbe poi rivelata particolarmente impegnativa, anche dal punto di vista fisico.
L'attrice ricorda soprattutto una sequenza realizzata sulle Dolomiti, durante la quale avrebbe corso un serio pericolo a causa del freddo. Secondo il suo racconto, la costumista aveva dimenticato di farle indossare una tuta termica sotto gli abiti di scena. Con il passare del tempo, Impacciatore aveva progressivamente perso sensibilità alle braccia e alle gambe.
La situazione è peggiorata fino a quando un aiuto regista, accorgendosi delle sue condizioni, ha gridato che era diventata viola. «Mi hanno portato in albergo, mi hanno fatto il massaggio cardiaco, mi hanno messo davanti al camino», racconta. Un episodio che l'attrice riassume ricordando di aver dato tutta se stessa durante le riprese e di aver rischiato la vita.
Nel corso della conversazione con Tinti e Rapone trova spazio anche il rapporto con gli ambienti dello spettacolo negli Stati Uniti. Impacciatore contesta l'immagine di una Hollywood dominata dagli eccessi, spiegando di aver incontrato situazioni molto diverse da quelle che spesso vengono associate alle feste delle celebrità. «Non ho visto droga ad Hollywood, ne ho vista più in Italia», afferma, aggiungendo di aver trovato persone generalmente molto attente a mantenere il controllo.
Parlando delle proprie esperienze, l'attrice rivela inoltre di aver provato i funghi allucinogeni, descrivendo una serie di visioni durate complessivamente nove ore. Tra le immagini ricordate ci sono una foresta di sangue, Jim Morrison intento a camminare sull'acqua, Biancaneve accompagnata dai sette nani e un'amica che, nella sua percezione alterata, veniva inghiottita da una sedia.
Il riferimento al cantante dei Doors non è casuale. Impacciatore racconta infatti di aver vissuto per anni con la convinzione di essere la reincarnazione di Pam, la compagna di Jim Morrison, sentendo una particolare vicinanza con il musicista e la sua storia.
Il racconto torna infine al significato che il successo di The White Lotus ha assunto nella sua vita. Dopo un lungo periodo di incertezze, l'attrice descrive la sensazione di aver finalmente trovato una dimensione professionale nella quale riconoscersi. «Per tutta la vita ho avuto la sensazione che non avrei trovato la mia forma e adesso è come se avessi trovato un'adesione», spiega.
La notorietà raggiunta negli Stati Uniti continua a sorprenderla, ma Impacciatore considera anche le difficoltà precedenti parte del percorso che l'ha condotta fino a Hollywood. La consapevolezza maturata negli anni riguarda soprattutto la propria identità artistica, che oggi sente indipendente dalle occasioni di lavoro e dai risultati ottenuti: «Io sono un'attrice, perché io vivo da attrice. Una volta che ce l'hai non te la toglie più nessuno».
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