Trump Mobile, dubbi sulle autorizzazioni FCC dopo il furto dei dati di 3.615 utenti
Dopo la diffusione dei dati personali di 3.615 utenti, Trump Mobile deve chiarire anche la propria posizione davanti alle autorità statunitensi. La senatrice Maggie Hassan segnala possibili irregolarità nelle autorizzazioni e nei controlli antifrode.
La senatrice democratica Maggie Hassan ha chiesto chiarimenti a Trump Mobile su una serie di possibili violazioni delle norme federali statunitensi riguardanti le telecomunicazioni. In una lettera dell'8 ottobre indirizzata all'amministratore delegato Patrick O'Brien, la parlamentare ha sollevato dubbi sulle autorizzazioni necessarie per le chiamate internazionali, sulle procedure contro le frodi telefoniche e sulla protezione delle informazioni personali degli abbonati.
L'iniziativa arriva dopo un attacco informatico nel quale, secondo le informazioni disponibili, sarebbero stati sottratti i dati di 3.615 persone. La società aveva già riconosciuto un precedente episodio di esposizione online di informazioni dei clienti, riconducibile a un fornitore esterno. Hassan vuole accertare quali misure siano state adottate per impedire nuovi incidenti e quali responsabilità spettino alle aziende coinvolte nella gestione del servizio.
Uno dei punti principali riguarda le chiamate verso l'estero. Trump Mobile pubblicizza la possibilità di telefonare in oltre 230 Paesi e territori, ma una ricerca negli archivi della Federal Communications Commission (FCC) non avrebbe individuato l'autorizzazione prevista dalla sezione 214 del Communications Act del 1934. Si tratta di un requisito che consente all'autorità federale di esaminare anche eventuali partecipazioni straniere e valutare i rischi per la sicurezza nazionale.
Secondo Hassan, gli obblighi non riguardano soltanto gli operatori proprietari delle infrastrutture telefoniche. Si applicano anche agli operatori mobili virtuali, conosciuti come MVNO, che commercializzano servizi utilizzando le reti di altre compagnie. Trump Mobile appartiene a questa categoria e opera attraverso un accordo di licenza per l'utilizzo del marchio e del nome della famiglia Trump.
Le verifiche richieste dalla senatrice coinvolgono direttamente Liberty Mobile Wireless, società con sede in Florida che fornisce un supporto essenziale alle attività di Trump Mobile. In alcune dichiarazioni rilasciate a febbraio a The Verge, i rappresentanti dell'operatore avevano descritto Liberty Mobile come la struttura sulla quale poggia il servizio, responsabile di numerose funzioni tecniche, legali e finanziarie.
Quelle dichiarazioni avevano inoltre lasciato intendere che le due società condividessero alcune figure dirigenziali. Hassan ha quindi chiesto di precisare se Trump Mobile possieda, gestisca o controlli Liberty Mobile, oltre a chiarire quali altri operatori partecipino alla fornitura dei servizi telefonici.
Un'altra questione riguarda la prevenzione delle chiamate automatiche illegali, utilizzate frequentemente per truffe e campagne telefoniche indesiderate. La normativa FCC prevede che gli operatori trasmettano informazioni sulle misure adottate per contrastare queste attività attraverso il Robocall Mitigation Database.
Le ricerche richiamate nella lettera non avrebbero individuato registrazioni riconducibili a Trump Mobile o alla sua denominazione operativa T1 Mobile LLC. Liberty Mobile Wireless avrebbe invece presentato la documentazione, senza però includere una descrizione completa delle procedure Know Your Customer (KYC), utilizzate per verificare l'identità dei clienti.
La mancanza di questi adempimenti può comportare sanzioni economiche, la cancellazione dal registro federale e, nei casi previsti, l'obbligo per gli altri operatori di bloccare il traffico telefonico proveniente dalla compagnia inadempiente. Si tratta comunque di possibili conseguenze regolamentari, non di provvedimenti già adottati contro Trump Mobile.
Secondo quanto riportato da Ars Technica, Hassan ha richiamato anche alcuni precedenti della FCC. Nel 2012 l'autorità aveva avvertito che l'assenza delle autorizzazioni per le telecomunicazioni internazionali poteva compromettere interessi legati alla sicurezza nazionale, alle indagini delle forze dell'ordine e alla politica estera. Nel 2021 era stata invece revocata l'autorizzazione a China Telecom Americas per i rischi collegati al controllo esercitato da un governo straniero.
La senatrice ha espresso preoccupazione anche per le modalità di attivazione delle utenze. Procedure di identificazione poco rigorose potrebbero infatti facilitare l'ottenimento di numeri telefonici statunitensi da parte di soggetti intenzionati a commettere frodi. Nella lettera viene inoltre citata l'affermazione attribuita a un gruppo responsabile di attacchi ransomware, secondo il quale Trump Mobile avrebbe dichiarato di non disporre di un team incaricato di gestire la segnalazione della violazione informatica.
Alle questioni sulla sicurezza si aggiungono quelle commerciali relative allo smartphone pubblicizzato dall'azienda. Presentato inizialmente come un dispositivo interamente prodotto negli Stati Uniti, il telefono ha subito ritardi nella distribuzione e un aumento del prezzo annunciato, passato da 499 a 749 dollari.
Hassan ha ricordato che il dispositivo sarebbe molto simile all'HTC U24 Pro, modello introdotto nel 2024 e fabbricato in Cina. La parlamentare ha quindi chiesto informazioni sui Paesi di provenienza dei componenti, sulle vendite e sulle effettive caratteristiche del prodotto, comprese le modalità della sua realizzazione.
Il presidente della FCC, Brendan Carr, ha proposto un rafforzamento delle regole per identificare gli utenti dei servizi telefonici. La sua vicinanza politica a Donald Trump, tuttavia, alimenta interrogativi sulla possibilità che l'autorità intervenga rapidamente nei confronti dell'operatore legato al marchio della famiglia presidenziale. Carr aveva già respinto richieste di intervento relative a una denuncia sull'utilizzo di fondi pubblici per messaggi pubblicitari favorevoli a Trump.
La lettera della senatrice comprende domande sulla struttura societaria, sui rapporti con Liberty Mobile, sulle procedure di verifica degli abbonati, sulle comunicazioni inviate alla FCC e sulla gestione delle violazioni informatiche. Hassan ha fissato al 29 ottobre 2026 il termine entro il quale Patrick O'Brien dovrà fornire le risposte richieste.
Al momento della pubblicazione della notizia, Ars Technica aveva contattato Trump Mobile, Liberty Mobile e la FCC senza aver ancora ricevuto dichiarazioni. Le presunte irregolarità indicate dalla senatrice restano quindi questioni da chiarire attraverso la documentazione delle società e gli eventuali accertamenti dell'autorità federale.
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