Giovanna Mezzogiorno a Le Iene, il no a 19 anni e il premio vinto da un'altra attrice
A 19 anni Giovanna Mezzogiorno rinunciò a un film dopo essersi sentita a disagio con un regista durante un provino. A Le Iene l'attrice ha ricordato quella scelta, il premio vinto dalla collega e il significato che attribuisce oggi ai rifiuti.
Giovanna Mezzogiorno ha scelto il monologo de Le Iene, trasmesso giovedì sera, per raccontare quanto alcune decisioni prese all'inizio della carriera abbiano influenzato il suo percorso personale e professionale. Tra i ricordi condivisi, quello di un'occasione cinematografica alla quale rinunciò quando aveva appena 19 anni, dopo un incontro con un regista che l'aveva messa a disagio.
L'attrice ha spiegato che il comportamento dell'uomo, da lei percepito come malizioso, aveva condizionato il clima del provino. Accortosi del suo imbarazzo, il regista le domandò se fosse davvero interessata a partecipare al film. Mezzogiorno rispose negativamente, preferendo rinunciare alla possibilità di ottenere la parte piuttosto che accettare una situazione nella quale non si sentiva tranquilla.
Quel ruolo venne successivamente interpretato da un'altra attrice, che grazie alla sua interpretazione conquistò un riconoscimento di grande prestigio. La notizia spinse inizialmente Mezzogiorno a interrogarsi sulla propria decisione. Con il passare degli anni, però, il suo giudizio su quell'episodio è cambiato. «Quando per quel ruolo una collega vinse un premio importantissimo subito pensai che non ero stata troppo furba, ma oggi sono felice di averlo fatto», ha dichiarato.
Durante l'intervento televisivo, Giovanna Mezzogiorno ha ripercorso anche gli esordi nel teatro, ricordando la lunga selezione che la portò a lavorare con Peter Brook. Per oltre un anno partecipò a un percorso di provini nel quale gli interpreti si alternavano nei personaggi dell'Amleto. Alla fine fu scelta per interpretare Ofelia, un'opportunità significativa per una giovane attrice agli inizi della professione.
Quell'esperienza avrebbe potuto far immaginare un percorso artistico privo di particolari ostacoli. La realtà, invece, si rivelò diversa. Mezzogiorno ha raccontato di essersi confrontata ripetutamente con selezioni non superate e occasioni sfumate, anche quando si trattava di produzioni importanti. I rifiuti sono diventati così una componente ricorrente della sua esperienza lavorativa.
Proprio la differenza tra i no ricevuti e quelli pronunciati personalmente è stata uno dei passaggi principali del monologo. «Ho conosciuto il costo dei “No” ricevuti, ma anche di quelli pronunciati già a 19 anni», ha spiegato, collegando il ricordo del provino alla consapevolezza acquisita nel tempo.
L'attrice ha poi invitato a distinguere il giudizio espresso durante una selezione dal valore della persona che vi partecipa. «Quando riceviamo un “No” spesso questo ha più a che fare con le aspettative degli altri che con il nostro valore», ha osservato, facendo riferimento a una paura che può condizionare le scelte anche al di fuori del mondo dello spettacolo.
Nel finale, Mezzogiorno ha affidato al pubblico una riflessione sulla necessità di accettare la possibilità di essere respinti senza rinunciare a mettersi alla prova. «Per questo non bisogna avere paura dei rifiuti: evitarli può farci sentire al sicuro, ma è una sensazione illusoria, che ci imprigiona, perché valiamo molto di più della somma dei giudizi degli altri su di noi».
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— Zazoom Social News (@zazoom.bsky.social) 9 ottobre 2026 alle ore 13:12
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