Carburanti, Eni abbassa il tetto del diesel a 2,19 euro: quanto costa fare rifornimento il 9 ottobre
Il gasolio registra un lieve calo nei distributori italiani dopo la nuova decisione di Eni, che riporta a 2,19 euro al litro il tetto massimo sul diesel. Il ribasso arriva mentre le quotazioni internazionali del petrolio tornano a salire.
La giornata del 9 ottobre si apre con una leggera diminuzione dei prezzi dei Carburanti sulla rete italiana. Il gasolio self service scende mediamente a 2,258 euro al litro, tre millesimi in meno rispetto alla rilevazione precedente, mentre la benzina si attesta a 2,035 euro al litro, con una riduzione di due millesimi. A incidere sull'andamento del diesel è anche la nuova revisione del limite di prezzo applicato da Eni.
La compagnia energetica ha riportato a 2,19 euro al litro il tetto massimo del gasolio introdotto il 28 settembre, tornando così alla soglia iniziale. La decisione arriva nonostante il recente aumento delle quotazioni petrolifere sui mercati internazionali e rappresenta un'ulteriore riduzione di due centesimi rispetto al prezzo consigliato di 2,21 euro stabilito nei giorni precedenti.
Il percorso del limite fissato da Eni ha seguito diverse modifiche in meno di due settimane. Dopo l'introduzione a 2,19 euro, il 6 ottobre la società aveva innalzato il tetto a 2,25 euro al litro per assorbire l'incremento dell'accisa sul gasolio. L'aumento fiscale di cinque centesimi, considerando anche l'Iva, aveva prodotto un rincaro complessivo di circa sei centesimi al litro.
Successivamente, il miglioramento delle quotazioni internazionali aveva consentito a Eni di ridurre il prezzo consigliato a 2,21 euro, lasciando però invariato il limite massimo di 2,25 euro. Con l'ultimo intervento anche il tetto torna a 2,19 euro, una scelta che contribuisce alla flessione della media nazionale del diesel.
La politica commerciale della compagnia rende più difficile il confronto sui prezzi per gli altri operatori. Sommando il valore della quotazione Cif Med del gasolio, le accise e l'Iva, il costo arriva infatti a 2,197 euro al litro. Si tratta di sette millesimi in più rispetto al nuovo tetto Eni, una differenza che non lascia praticamente spazio alla copertura dei costi di distribuzione e dei margini commerciali.
Per gli automobilisti, i dati aggiornati al 9 ottobre mostrano ribassi contenuti anche sulla rete autostradale. La benzina self service costa mediamente 2,046 euro al litro, due millesimi in meno rispetto al giorno precedente. Il gasolio scende invece a 2,281 euro al litro, con una diminuzione di sei millesimi.
Tra gli altri carburanti, il Gpl sulla rete stradale resta stabile a 0,768 euro al litro, mentre il metano sale di due millesimi, raggiungendo 1,916 euro al chilogrammo. In autostrada il Gpl si attesta a 0,893 euro al litro, in calo di un millesimo, mentre il metano raggiunge 1,864 euro al chilogrammo dopo un incremento di 26 millesimi.
Un quadro più dettagliato arriva dalle elaborazioni della Staffetta sui prezzi comunicati all'Osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy. La rilevazione, effettuata alle 8 dell'8 ottobre, comprende circa 20mila distributori della rete stradale nazionale e permette di confrontare i prezzi delle compagnie petrolifere con quelli delle pompe bianche.
Per la benzina self service, la media rilevata è di 2,026 euro al litro, con un valore di 2,006 euro presso gli impianti delle compagnie e di 2,093 euro nelle pompe bianche. Il gasolio self service presenta una media di 2,256 euro al litro, suddivisa tra 2,251 euro per le compagnie e 2,277 euro per i distributori indipendenti.
Il rifornimento con servizio dell'operatore continua a comportare una spesa maggiore. La benzina servita costa mediamente 2,165 euro al litro, con 2,182 euro negli impianti delle compagnie e 2,134 euro nelle pompe bianche. Per il diesel servito la media raggiunge 2,386 euro al litro, con prezzi rispettivamente di 2,417 e 2,318 euro.
Quanto ai carburanti alternativi, nella stessa rilevazione il Gpl servito presenta una media di 0,763 euro al litro, con 0,767 euro negli impianti delle compagnie e 0,762 euro nelle pompe bianche. Il metano registra 1,917 euro al chilogrammo come media generale, mentre i valori indicati per compagnie e indipendenti sono rispettivamente di 1,910 e 1,897 euro. Per il gas naturale liquefatto, Gnl, il prezzo medio è di 1,919 euro al chilogrammo, con 1,922 euro per le compagnie e 1,913 euro per le pompe bianche.
Le differenze tra i principali marchi risultano evidenti soprattutto sulla benzina. Nei dati dell'8 ottobre Eni presenta un prezzo medio self service di 1,991 euro al litro, mentre Q8 si colloca a 1,993 euro. IP registra 2,021 euro e Tamoil 2,026 euro. Passando alla modalità servita, i prezzi sono rispettivamente di 2,206 euro per Eni, 2,137 euro per Q8, 2,198 euro per IP e 2,075 euro per Tamoil.
Sul gasolio self service, sempre nella rilevazione precedente alla nuova modifica del tetto, Eni risulta a 2,226 euro al litro. Seguono Q8 con 2,252 euro, Tamoil con 2,267 euro e IP con 2,269 euro. Per il diesel servito, invece, Eni registra 2,443 euro al litro, IP 2,419 euro, Q8 2,400 euro e Tamoil 2,316 euro.
Questi ultimi valori fotografano la situazione dell'8 ottobre e non incorporano necessariamente gli effetti della successiva decisione di Eni. Il nuovo limite di 2,19 euro sul gasolio costituisce quindi il cambiamento principale della giornata, mentre le medie nazionali del 9 ottobre confermano per benzina e diesel una riduzione dei prezzi ancora contenuta nell'ordine di pochi millesimi al litro.
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