Gasperini, la Roma può anticipare lo scudetto: il legame con Bergamo e la casa mai venduta
Gian Piero Gasperini guarda allo scudetto con la Roma senza nascondere l'ambizione di anticipare il progetto triennale. Il tecnico racconta anche il legame ancora forte con Bergamo, dove ha conservato la casa dopo l'addio all'Atalanta.
Il progetto della Roma prevedeva tre anni per arrivare a competere per lo scudetto, ma Gian Piero Gasperini non esclude di raggiungere il traguardo prima del previsto. Con i giallorossi in testa alla classifica, l'allenatore di 68 anni guarda alle possibilità della squadra senza perdere di vista le difficoltà che il campionato potrebbe riservare. La crescita dovrà essere accompagnata dalla capacità di affrontare anche i momenti meno favorevoli.
Ne ha parlato in un'intervista al Corriere della Sera, realizzata in Piemonte durante una pausa dagli impegni calcistici. L'occasione è stata la presentazione di una bottiglia di vino a tiratura limitata, nata dalla collaborazione con il figlio Davide, titolare della Cascina Gilli a Castelnuovo Don Bosco. Il prodotto si chiama Freisa 343, richiama il celebre modulo tattico dell'allenatore e sarà commercializzato per beneficenza.
Il riferimento al 3-4-3 offre a Gasperini l'opportunità di spiegare alcuni principi del proprio calcio. Lo schema, conosciuto durante le esperienze all'estero e sviluppato soprattutto sulla panchina dell'Atalanta, rappresenta un punto fermo della sua carriera. Per il tecnico, però, la disposizione dei giocatori conta meno della capacità di lavorare insieme, con attaccanti coinvolti nella fase difensiva e difensori pronti a partecipare alla costruzione del gioco.
La scelta della Freisa ha anche un significato personale. È un vino legato ai ricordi familiari dell'allenatore, che racconta come il padre e il nonno fossero abituati a imbottigliarlo. Gasperini lo accosta alla propria esperienza bergamasca: un prodotto di qualità, pur senza la notorietà di Barolo e Barbaresco, capace di rappresentare l'idea di una crescita costruita gradualmente.
Il pensiero torna così ai nove anni trascorsi all'Atalanta, segnati dalla qualificazione costante alle competizioni europee e dalla conquista dell'Europa League. Gasperini riconosce quanto sia stata determinante la fiducia ricevuta dalla società, soprattutto dopo le difficoltà attraversate in carriera. Tra i ricordi più complicati rimane l'esonero dall'Inter, un episodio che aveva messo alla prova anche le sue convinzioni professionali.
L'addio a Bergamo non ha cancellato il rapporto con la città. L'allenatore ammette di sentirne ancora la mancanza e descrive quell'esperienza come la più lunga e intensa della propria vita nel calcio. Non rimpiange la decisione di cambiare squadra, ma conserva un forte attaccamento alla comunità nella quale si era inserito. Continua a tornarci e ha mantenuto la proprietà della sua abitazione bergamasca, senza escludere categoricamente un futuro ritorno.
A Roma, intanto, Gasperini sta conoscendo una realtà differente, anche nelle abitudini quotidiane. Nell'intervista scherza sulla cucina della Capitale e sulle difficoltà di resistere alla carbonara, confessando di dover prestare maggiore attenzione al peso.
Quando il discorso torna al campionato, il tono diventa più prudente. La possibilità di anticipare l'obiettivo scudetto è una prospettiva gradita, non una promessa. Gasperini sa che il percorso della Roma non sarà necessariamente regolare e che risultati positivi e passaggi difficili potranno alternarsi. La gestione di queste fasi sarà decisiva per capire fino a dove potrà arrivare la squadra giallorossa.
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