Andrea Mountbatten-Windsor contro la polizia, in tribunale i mandati legati al caso Epstein
Il ricorso di Andrea Mountbatten-Windsor porta davanti ai giudici britannici i mandati utilizzati per perquisire due residenze reali. L'ex duca di York contesta la legittimità delle operazioni condotte dopo il caso Epstein.
La High Court britannica è chiamata a esaminare giovedì 8 ottobre il ricorso presentato da Andrea Mountbatten-Windsor contro i provvedimenti utilizzati dalla polizia per perquisire due immobili a lui legati. Il fratello di re Carlo III intende ottenere una revisione giudiziaria dei mandati nell'ambito dell'indagine avviata sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein.
Secondo quanto riferito dal Telegraph, l'ex duca di York ha chiesto ai magistrati di valutare la legittimità dell'operato della Thames Valley Police. La contestazione riguarda in particolare le autorizzazioni che hanno consentito agli investigatori di effettuare controlli nella sua abitazione all'interno della tenuta di Sandringham e nella precedente residenza di Royal Lodge, a Windsor. L'udienza si svolge a porte chiuse.
La vicenda giudiziaria risale al febbraio 2026, quando Andrea venne arrestato nel giorno del suo 66° compleanno. Gli investigatori sospettano una possibile condotta illecita nell'esercizio di una funzione pubblica, sulla base di informazioni contenute nei documenti relativi al caso Epstein. Dopo un interrogatorio durato circa 12 ore, Mountbatten-Windsor fu rilasciato senza contestazioni formali di reato, mentre le indagini sono proseguite.
Al centro degli accertamenti ci sono presunti passaggi di informazioni riservate al finanziere statunitense Jeffrey Epstein durante il periodo in cui Andrea ricopriva l'incarico di rappresentante commerciale del Regno Unito. Gli investigatori stanno verificando se l'ex membro della famiglia reale abbia condiviso materiale sensibile ottenuto attraverso le proprie funzioni istituzionali. Andrea ha sempre respinto le accuse di comportamenti illeciti.
I rapporti tra il fratello di Carlo III ed Epstein erano già finiti sotto esame molti anni prima dell'arresto. Nel 2014 il nome di Andrea era comparso nelle accuse formulate da Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici del finanziere, morta nell'aprile 2025. La donna sosteneva di essere stata vittima di abusi sessuali e aveva coinvolto anche l'allora duca di York nelle proprie dichiarazioni.
Nel 2021 Giuffre avviò una causa civile contro Andrea negli Stati Uniti. Il procedimento si concluse nel 2022 con un accordo extragiudiziale che prevedeva un'intesa economica e una donazione a un'organizzazione impegnata nella tutela delle vittime. L'accordo non comportò un'ammissione di responsabilità da parte dell'ex principe, che ha continuato a negare le accuse.
Le controversie legate a Epstein hanno avuto conseguenze anche sulla posizione di Andrea nella monarchia britannica. Nel gennaio 2022 la regina Elisabetta II gli revocò gli incarichi militari onorifici e i patrocini reali, stabilendo inoltre che non avrebbe più utilizzato il trattamento di Sua Altezza Reale nelle attività ufficiali. Nel 2025 re Carlo III intervenne nuovamente, privando il fratello dei titoli e delle onorificenze reali rimasti e disponendo il suo trasferimento da Royal Lodge.
Il nuovo procedimento riguarda la regolarità delle attività investigative e non costituisce un giudizio sulla fondatezza delle accuse. L'eventuale annullamento dei mandati potrebbe avere conseguenze sul materiale acquisito durante le perquisizioni, ma non determinerebbe automaticamente la chiusura dell'indagine.
Il confronto giudiziario rappresenta un episodio particolarmente raro nella storia della monarchia britannica. Per trovare un precedente storico di un membro della famiglia reale coinvolto in una contestazione giudiziaria di procedimenti penali occorre risalire al processo per alto tradimento contro Carlo I, celebrato nel 1649. Nel caso di Andrea, tuttavia, si tratta di un ricorso sulla legittimità delle perquisizioni, mentre l'inchiesta penale rimane aperta.
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