Vasco Rossi dottore honoris causa a Salerno, la promessa dopo il nuovo titolo
A Salerno Vasco Rossi trasforma oltre quarant’anni di canzoni in una lezione su musica e società. Il rocker riceve il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione e assicura che il nuovo titolo non lo allontanerà dai concerti.
Oltre quarant’anni di carriera musicale diventano oggetto di studio accademico. L’Università degli Studi di Salerno ha conferito a Vasco Rossi il dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione, riconoscendo nel suo percorso artistico anche una lunga esperienza nel racconto dei cambiamenti della società italiana.
Dopo la proclamazione, il rocker ha aperto la sua lectio magistralis con una battuta sulla sorpresa per il riconoscimento ricevuto. Il titolo, ha scherzato, potrebbe consentirgli anche di insegnare, ma non cambierà i suoi programmi: continuerà a salire sul palco e a fare concerti.
Nel suo intervento Vasco ha ripercorso il rapporto costruito negli anni con il pubblico, spiegando come le canzoni, una volta pubblicate, smettano in parte di appartenere soltanto a chi le ha scritte. Diventano patrimonio degli ascoltatori, entrano nelle loro esperienze e assumono significati diversi da quelli immaginati inizialmente dall’autore.
Da qui la riflessione su politica e comunicazione, due ambiti che Rossi ha detto di non avere appreso attraverso lo studio accademico, ma di avere incontrato direttamente nel corso della propria vita e della carriera. Per il cantante, essere Vasco Rossi significa prima di tutto restare fedele a se stesso senza modificarsi per ottenere l’approvazione degli altri.
La politica, nella sua lettura, non coincide soltanto con istituzioni, elezioni e programmi. Riguarda anche le scelte attraverso le quali una società stabilisce a chi dare ascolto, chi tutelare e chi rischia invece di rimanere ai margini. In questo spazio la musica può intercettare inquietudini e disagi e portarli nella discussione pubblica.
Rossi ha ricordato di avere scritto innanzitutto canzoni, scoprendo poi che quei brani potevano diventare persino materia per tesi universitarie. Una canzone, ha osservato, viaggia nelle case, nelle auto e nelle piazze e non trasmette soltanto informazioni: può attivare ricordi, emozioni e interrogativi.
Secondo il rocker, la musica non offre istruzioni su come vivere e non può prendere il posto della politica. Può però creare uno spazio nel quale le persone si riconoscono, discutono e trovano una voce per esprimere un disagio. È anche su questa capacità comunicativa che l’ateneo salernitano ha costruito le motivazioni del riconoscimento.
Poche ore prima della cerimonia, Vasco aveva annunciato con ironia l’appuntamento del 7 ottobre, definendo il dottorato il passaggio che lo avrebbe fatto diventare “professore”. Aveva inoltre ricordato il suo rapporto personale con Salerno, iniziato nel 1978, quando arrivò in città durante il servizio militare.
Quel soggiorno precede la lunga stagione che lo avrebbe trasformato in uno dei protagonisti della musica italiana dal vivo. A distanza di quasi mezzo secolo, Vasco Rossi è tornato a Salerno per ricevere un riconoscimento accademico legato non soltanto alla sua produzione musicale, ma anche all’impatto culturale e comunicativo costruito attraverso generazioni di ascoltatori.
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