Caso Garlasco, gli eluiti furono smaltiti nel 2016 dopo la condanna definitiva di Stasi
Nel caso Garlasco torna il nodo della conservazione dei materiali analizzati dal Ris. Gli eluiti legati all’impronta 33 e alle unghie di Chiara Poggi furono smaltiti nel 2016, mesi dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi.
Le provette contenenti gli estratti ottenuti da alcuni reperti dell’omicidio di Chiara Poggi non risultano più conservate al Ris di Parma. Secondo la ricostruzione fornita dal reparto, lo smaltimento avvenne nella seconda metà di settembre 2016, quando erano trascorsi diversi mesi dalla sentenza della Cassazione che il 12 dicembre 2015 aveva reso definitiva la condanna a 16 anni di Alberto Stasi.
La questione riguarda soprattutto gli eluiti ricavati dai prelievi di intonaco indicati come “33dattilo” e “97F” e quelli provenienti dai frammenti delle unghie della vittima. Su questi materiali si sono concentrate le richieste di chiarimento avanzate nell’ambito dei nuovi approfondimenti sul delitto avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
In una relazione firmata dal colonnello Matteo Donghi viene ricostruito il percorso seguito dopo gli accertamenti. Gli eluiti furono conservati anche dopo la conclusione della relazione finale e, il 20 dicembre 2011, vennero collocati in un freezer dedicato all’interno di un locale con accesso protetto da sistemi biometrici.
Il successivo smaltimento, secondo quanto ricostruito, avvenne insieme a provette riferite ad altri procedimenti penali. Non fu redatto un verbale specifico perché quegli estratti erano considerati intermedi di lavorazione e non reperti giudiziari autonomi.
Non è stato individuato un giorno preciso per la distruzione delle provette, ma la documentazione fotografica consente di collocare l’operazione nella seconda metà di settembre 2016. Il freezer che le conteneva era in fase di rimozione il 15 settembre, mentre altre immagini realizzate il 20 e il 30 settembre mostrerebbero le successive operazioni di smaltimento.
Il dato ritenuto certo è quindi che gli eluiti riferibili all’omicidio di Chiara Poggi non siano più disponibili presso il reparto. Lo stesso freezer in cui erano stati conservati venne poi dichiarato fuori uso con un atto del 29 novembre 2022.
La ricostruzione affronta anche il tema dei materiali originari. I prelievi di intonaco effettuati sul muro della cantina sarebbero stati completamente utilizzati durante gli accertamenti, così come i frammenti delle unghie della vittima. La distinzione richiamata dal Ris riguarda proprio la natura dei materiali: il reperto mantiene una propria identità nel procedimento, mentre gli intermedi prodotti durante le analisi possono essere eliminati una volta conclusi gli accertamenti.
La difesa di Stasi ha richiamato anche una precedente indicazione del capitano Alberto Marino, secondo la quale gli eluiti delle tracce sarebbero stati conservati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria al termine delle analisi. Donghi ha precisato che quella formulazione non sarebbe stata da intendere come un obbligo di conservazione senza limiti temporali, ma come valido fino alla conclusione definitiva del procedimento.
Nella stessa ricostruzione viene ricordato che il 12 gennaio 2022 la Corte d’Assise d’Appello di Milano dispose la restituzione a Stasi di alcuni reperti, respingendo però la richiesta della difesa di conservare tutti gli altri materiali in vista di eventuali analisi future, considerate soltanto ipotetiche.
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