Renzi alla Leopolda, unità nel centrosinistra e tre garanzie chieste a Conte
Matteo Renzi chiude la Leopolda puntando sull’unità del centrosinistra e avverte che una nuova vittoria della destra potrebbe aprire a Giorgia Meloni la strada del Quirinale. A Conte propone un accordo di programma con paletti condivisi.
Dal palco della Leopolda di Firenze, Matteo Renzi ha indicato nell’unità delle opposizioni la condizione decisiva per affrontare le prossime elezioni politiche. Il leader di Italia Viva sostiene che un centrosinistra compatto avrebbe la possibilità di battere il centrodestra, mentre una nuova divisione favorirebbe Giorgia Meloni.
Nel suo intervento conclusivo, Renzi ha legato la sfida elettorale anche alla successiva partita per il Quirinale. Secondo l’ex presidente del Consiglio, una conferma della destra a Palazzo Chigi potrebbe rafforzare la prospettiva di una candidatura di Meloni alla Presidenza della Repubblica. Per questo ha chiesto alla coalizione alternativa di superare le discussioni sugli incarichi e concentrarsi su un’intesa politica.
Uno dei nodi riguarda il rapporto con Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle. Renzi ha respinto l’idea di garanzie personali e ha proposto invece un programma dettagliato, sul modello di un contratto di coalizione. Allo stesso tempo ha formulato tre richieste politiche al leader M5S: nessun ritorno di Matteo Salvini al Viminale, nessun nuovo incarico di governo per Giancarlo Giorgetti e una linea internazionale distante da Donald Trump.
Renzi ha affrontato anche il ruolo di Elly Schlein, osservando che non potrebbe essere lei a garantire personalmente per Italia Viva nei rapporti con gli altri alleati. A suo giudizio, l’unico terreno realmente utile è quello di un accordo scritto sui contenuti e sulle priorità comuni.
Tra i temi che Italia Viva intende portare al tavolo del centrosinistra ci sono il garantismo e il sostegno all’Ucraina. Sulla guerra, Renzi ha ribadito la necessità di continuare ad aiutare Kiev, accompagnando però il sostegno militare con un’iniziativa diplomatica. Ha inoltre invitato a non utilizzare il conflitto come strumento di competizione elettorale.
Il leader di Italia Viva ha sostenuto che, nonostante le divergenze, Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e area riformista condividano più elementi di quanti ne separino. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una sintesi prima della sfida elettorale, evitando che i contrasti interni compromettano la costruzione della coalizione.
Un altro passaggio è stato dedicato al centro politico. Renzi ha confermato l’apertura di Casa Riformista a nuove adesioni, assicurando che non ci saranno veti per chi accetterà di partecipare su un piano di parità. L’invito è stato esteso anche ai riformisti di Forza Italia, chiamati a lasciare il centrodestra e a valutare un percorso con l’area centrista dell’opposizione.
Alla Leopolda è intervenuto anche Stefano Bonaccini, presidente del Partito democratico, che ha condiviso la necessità di lavorare sull’unità della coalizione. Per Bonaccini la priorità resta la definizione del programma, mentre la discussione sulle primarie e sulle relative regole dovrà essere affrontata successivamente insieme agli altri partiti.
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