Singapore, il Botox permette a Daryl di ruttare dopo 52 anni e allevia i disturbi

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Per 52 anni Daryl non era mai riuscito a ruttare. A Singapore, dopo anni di gonfiore, dolore e tentativi di trovare una causa, un'iniezione di Botox nel muscolo cricofaringeo gli ha permesso di liberare finalmente l'aria.

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Per gran parte della sua vita Daryl aveva considerato l'impossibilità di ruttare poco più di una particolarità. Il dirigente cinquantenne che lavora nel settore della cybersecurity, identificato soltanto con il nome di battesimo, ha raccontato a The Straits Times che la situazione è diventata difficile soprattutto dopo i 40 anni.

Gonfiore addominale, aria intrappolata, dolore e stitichezza avevano iniziato a presentarsi con frequenza crescente. Bevande gassate e alcuni alimenti peggioravano i sintomi, fino a provocargli una forte sensazione di pressione. Per trovare sollievo Daryl arrivava a indursi il vomito, una pratica che aveva creato momenti imbarazzanti anche sul lavoro perché i colleghi potevano sentirne i conati dal bagno.

Per un periodo aveva pensato che la causa potesse essere un'intolleranza al lattosio. Aveva quindi modificato anche alcune abitudini quotidiane, sostituendo le bevande con latte con il kopi-o kosong, il tradizionale caffè nero di Singapore senza zucchero.

Dal 2018 aveva iniziato a rivolgersi a medici di base e specialisti, passando sia da strutture pubbliche sia private. Endoscopie, colonscopie e altri accertamenti non avevano individuato problemi gravi. Tra le spiegazioni proposte figuravano il reflusso gastroesofageo e la sindrome dell'intestino irritabile, ma le terapie prescritte non risolvevano i disturbi.

La possibile risposta è arrivata alcuni anni dopo attraverso le ricerche fatte dallo stesso Daryl. Online aveva scoperto la retrograde cricopharyngeus dysfunction, indicata con la sigla RCPD e conosciuta anche come sindrome del non rutto. Dopo un primo consulto senza risultati, aveva trovato uno studio firmato da Zhou Hao Leong, specialista in otorinolaringoiatria del Singapore General Hospital.

La RCPD impedisce al muscolo cricofaringeo, nella parte superiore dell'esofago, di rilassarsi correttamente quando l'aria deve risalire. Normalmente il gas ingerito mangiando, bevendo o parlando può essere espulso con un rutto. Quando questo meccanismo non funziona, l'aria resta intrappolata e può causare pressione, gonfiore, rumori nella zona del collo o del torace e maggiore flatulenza.

Dopo la diagnosi, i medici hanno scelto di trattare il problema con un'iniezione di tossina botulinica nel muscolo interessato. Prima dell'intervento Daryl è stato sottoposto a un'endoscopia per escludere la presenza di ostruzioni nell'esofago. La procedura, eseguita a marzo in anestesia generale, ha rilassato temporaneamente lo sfintere esofageo superiore consentendo all'aria di risalire.

A sei mesi dal trattamento, Daryl continua a riuscire a ruttare e riferisce che dolore e gonfiore sono praticamente scomparsi. Ha potuto anche reintrodurre nella dieta prodotti che in precedenza evitava, compreso il latte nel caffè. Tra le nuove sensazioni ha raccontato di avere scoperto perfino di poter percepire, attraverso il gas espulso, l'odore del cibo mangiato ore prima.

Il beneficio del Botox non è necessariamente definitivo per tutti i pazienti. L'azione della tossina sul muscolo è temporanea e in alcuni casi può essere necessaria una nuova infiltrazione. Gli studi sul trattamento indicano inoltre tra gli effetti indesiderati più frequenti una difficoltà transitoria nella deglutizione. Nel caso di Daryl, però, la capacità di ruttare è rimasta presente anche molti mesi dopo la procedura.

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