Garlasco, i genitori di Chiara Poggi ricordano la figlia e criticano il circo mediatico

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Rita e Giuseppe Poggi tornano a parlare dopo la chiusura delle nuove indagini su Andrea Sempio. A Verissimo ricordano Chiara e criticano l’esposizione mediatica che, a loro giudizio, ha finito per oscurare la figura della figlia.

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Rita Preda e Giuseppe Poggi hanno scelto di raccontare soprattutto la loro figlia Chiara nell’intervista concessa a Silvia Toffanin a Verissimo, dopo mesi in cui il caso Garlasco è tornato con forza nel dibattito pubblico per le nuove indagini su Andrea Sempio.

I genitori della giovane uccisa nel 2007 hanno descritto l’ultimo anno e mezzo come un periodo segnato da una pressione mediatica ancora più pesante rispetto a quella vissuta durante la prima inchiesta. Secondo Rita Poggi, l’attenzione si sarebbe concentrata quasi esclusivamente sugli sviluppi giudiziari, lasciando in secondo piano il ricordo della figlia.

La madre ha raccontato di seguire solo in parte le numerose trasmissioni dedicate alla vicenda, spiegando di essere ormai stanca della continua esposizione. Giuseppe Poggi, invece, continua a informarsi sugli aggiornamenti. La famiglia ha ricordato anche le difficoltà provocate dalla presenza costante di giornalisti e curiosi nei pressi della loro abitazione a Garlasco.

Sulle nuove accuse nei confronti di Andrea Sempio, i genitori di Chiara mantengono una posizione legata agli esiti giudiziari. Giuseppe Poggi ha ribadito che, allo stato attuale, per loro resta valida la condanna definitiva di Alberto Stasi. Qualora la giustizia arrivasse in futuro a individuare e accertare responsabilità diverse, la famiglia ne prenderebbe atto.

Nell’intervista, Rita e Giuseppe Poggi hanno voluto riportare l’attenzione sulla personalità della figlia. Chiara viene descritta come una ragazza riservata, autonoma e molto determinata negli studi. Era stata la prima della famiglia Poggi a conseguire una laurea e aveva l’ambizione di costruirsi una carriera da manager.

Il padre ha ricordato anche la sua forte esigenza di ottenere risultati all’altezza delle proprie aspettative. Se un voto universitario non la soddisfaceva, Chiara preferiva ripetere l’esame piuttosto che accettare un risultato che riteneva inferiore alle proprie capacità.

Rita e Giuseppe hanno parlato anche del rapporto con Alberto Stasi, allora fidanzato della figlia. Hanno spiegato di aver voluto conoscerlo, pur senza avere con lui una frequentazione particolarmente assidua.

Un altro passaggio dell’intervista ha riguardato i mesi successivi alla morte di Chiara. La casa di famiglia rimase sotto sequestro per circa otto mesi e i genitori furono ospitati dai parenti di Rita. Nonostante il dolore, entrambi sentirono il bisogno di tornare nella loro abitazione e di riprendere gradualmente la vita quotidiana.

Giuseppe Poggi ha raccontato che quel ritorno rappresentava anche un modo per restare legato alla presenza della figlia e ai luoghi della loro vita familiare. Per i genitori, ricordare Chiara significa oggi sottrarre almeno una parte della sua storia alla continua successione di indagini, ipotesi e confronti televisivi che da anni accompagnano il caso di Garlasco.

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