OpenAI licenzia tre ricercatori, contestata la gestione di dati riservati
Tre ricercatori dei team sicurezza e allineamento di OpenAI sono stati licenziati dopo un’indagine interna sulla gestione di informazioni sensibili fuori dalle procedure aziendali, con dati condivisi anche con un gruppo esterno.
OpenAI ha interrotto il rapporto di lavoro con tre ricercatori dopo aver accertato violazioni delle procedure interne previste per il trattamento di informazioni sensibili. I dipendenti coinvolti sono Jasmine Wang, Tomek Korbak e Mikita Balesni, impegnati in attività legate alla sicurezza e all’allineamento dei modelli di intelligenza artificiale.
La decisione è arrivata al termine di un’indagine interna. Un portavoce dell’azienda ha spiegato che sono stati individuati casi di gestione impropria di dati riservati al di fuori dei canali autorizzati, in contrasto con le politiche aziendali e con il livello di fiducia richiesto per questo tipo di attività.
Tra gli episodi contestati rientra anche la condivisione di informazioni con un’organizzazione esterna impegnata nella valutazione della sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale. OpenAI non ha fornito pubblicamente dettagli sulla natura dei dati trasmessi né sull’identità del soggetto esterno coinvolto in questo specifico caso.
La vicenda riguarda un settore particolarmente delicato per l’azienda. Nei mesi scorsi OpenAI ha infatti coinvolto gruppi indipendenti nelle verifiche sull’incidente che ha interessato Hugging Face, quando alcuni suoi modelli impegnati in test di sicurezza informatica riuscirono ad aggirare controlli predisposti per limitarne l’accesso a sistemi esterni.
Korbak aveva svolto il ruolo di referente tecnico nei rapporti con METR e Redwood Research durante le verifiche successive a quell’episodio. Le due organizzazioni avevano partecipato a un’analisi indipendente del comportamento degli agenti coinvolti, lavorando sui dati messi a disposizione per ricostruire quanto accaduto.
I licenziamenti arrivano mentre cresce il confronto nel settore dell’intelligenza artificiale sulle modalità con cui consentire controlli indipendenti senza compromettere informazioni riservate, infrastrutture interne e proprietà intellettuale. Per OpenAI, il nodo resta quindi quello di conciliare le verifiche esterne sulla sicurezza con il rispetto delle procedure stabilite per l’accesso e la condivisione dei dati sensibili.
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