Putin al Valdai, avverte sulla difesa di Kaliningrad e sull'uso di armi nucleari
Dal Valdai Club Vladimir Putin ha escluso piani russi di attacco nei prossimi decenni, ma ha avvertito che un'aggressione contro la Russia o Kaliningrad potrebbe portare Mosca a usare tutte le armi disponibili, comprese quelle nucleari.
Vladimir Putin ha legato un eventuale ricorso all’intero arsenale russo all’ipotesi di un attacco diretto contro il territorio della Federazione. Intervenendo il 1° ottobre alla sessione plenaria del Valdai Club, il presidente russo ha indicato esplicitamente anche Kaliningrad, l’exclave sul Baltico tra Polonia e Lituania.
Putin ha affermato che Mosca non avrebbe alcun progetto di attaccare altri Paesi «nel 2029, nel 2030 o nel 2050», aggiungendo però che la Russia reagirebbe in caso di aggressione. Nel suo intervento ha ricordato inoltre che Francia e Regno Unito dispongono di armi nucleari e ha sostenuto che le capacità militari russe restano superiori a quelle degli altri Paesi.
Una parte centrale del discorso ha riguardato le tensioni nel Baltico. Il presidente russo ha definito un’escalation le esercitazioni occidentali nell’area e le eventuali iniziative rivolte contro navi russe. Mosca aveva già avvertito la Nato della possibilità di una risposta anche nucleare nell’eventualità di un tentativo di isolare Kaliningrad; l’Alleanza Atlantica ha respinto le accuse russe, ribadendo il carattere difensivo delle proprie attività.
Putin ha poi allargato il ragionamento al rischio di un conflitto più ampio, osservando che le maggiori potenze dispongono di arsenali capaci di produrre conseguenze catastrofiche. Ha sostenuto che una successione di azioni e reazioni potrebbe spingere rapidamente la crisi verso un punto dal quale sarebbe difficile tornare indietro.
Sulla guerra in Ucraina, il presidente russo ha riproposto la posizione del Cremlino secondo cui Mosca sarebbe stata costretta a reagire a una minaccia proveniente da Kiev e dalla Nato. Ha attribuito all’Occidente la responsabilità di aver trasformato l’Ucraina in uno strumento contro la Russia e ha descritto il governo di Kiev come dipendente dall’esterno. Si tratta della ricostruzione sostenuta da Putin, mentre l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina resta il fatto da cui è iniziata la fase attuale del conflitto nel febbraio 2022.
Putin ha parlato anche degli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, riconoscendo che hanno provocato danni. Ha quindi sostenuto che le successive azioni militari di Mosca avrebbero colpito duramente il settore siderurgico ucraino e ha ribadito che, secondo la versione russa, le forze armate di Mosca non avrebbero deliberatamente preso di mira per prime infrastrutture civili. Le affermazioni rientrano nella narrazione presentata dal presidente russo durante il suo intervento al Valdai.
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