Strage di Paupisi, ergastolo a Salvatore Ocone e otto mesi di isolamento diurno
A un anno esatto dalla strage di Paupisi, la Corte d’Assise di Benevento ha condannato Salvatore Ocone all’ergastolo per l’uccisione della moglie Elisa Polcino e del figlio Cosimo. Previsti anche otto mesi di isolamento diurno.
La sentenza è arrivata il 30 settembre 2026, esattamente dodici mesi dopo il duplice omicidio avvenuto nell’abitazione di famiglia a Paupisi, in provincia di Benevento. Salvatore Ocone, 59 anni, è stato condannato dalla Corte d’Assise di Benevento al carcere a vita.
I giudici hanno accolto la richiesta formulata dall’accusa, disponendo anche otto mesi di isolamento diurno e le ulteriori pene accessorie previste dalla legge. Il procedimento riguardava la morte della moglie Elisa Polcino, 49 anni, e del figlio Cosimo, che aveva 15 anni.
I due furono colpiti con una grossa pietra il 30 settembre 2025. Nella stessa vicenda rimase gravemente ferita anche Antonia, l’altra figlia adolescente di Ocone, che riuscì a sopravvivere dopo essere stata a lungo in pericolo di vita.
Dopo l’aggressione Ocone lasciò Paupisi in automobile con i due figli e venne fermato alcune ore più tardi nell’area di Campobasso. La ragazza fu trasferita al Neuromed di Pozzilli, dove venne sottoposta a interventi chirurgici e a un lungo percorso di cura e riabilitazione.
Antonia è rientrata a casa nel marzo 2026, dopo diversi mesi trascorsi tra ospedale e recupero. Con la decisione pronunciata a Benevento si chiude il primo grado del processo per la strage familiare avvenuta un anno fa nel Sannio.
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