Garlasco, la nuova stima sui tempi della morte di Chiara Poggi incide sulla ricostruzione

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Nuovi accertamenti medico-legali sul delitto di Garlasco stimano che Chiara Poggi possa essere sopravvissuta tra 15 e 60 minuti dopo le prime lesioni. Per la Procura, il dato incide sulla ricostruzione temporale del 13 agosto 2007.

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La durata della sopravvivenza di Chiara Poggi dopo l’inizio dell’aggressione è uno degli elementi affrontati nei nuovi accertamenti acquisiti dalla Procura di Pavia nell’inchiesta sull’omicidio avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Le conclusioni medico-legali sono state depositate nell’ambito della chiusura delle indagini su Andrea Sempio.

Secondo le valutazioni dei consulenti Cristina Cattaneo e Biagio Eugenio Leone, le prime lesioni non sarebbero state immediatamente precedenti alla morte. L’intervallo viene collocato orientativamente in almeno 15-30 minuti, senza escludere una sopravvivenza complessiva più lunga, fino a circa 60 minuti. Gli stessi esperti precisano che non è possibile stabilire una scansione più precisa con sufficiente affidabilità scientifica.

Il nuovo dato viene considerato dagli inquirenti insieme agli altri elementi medico-legali per riesaminare la sequenza temporale del delitto. Nella ricostruzione alla base della condanna definitiva di Alberto Stasi, l’omicidio era stato collocato in una finestra compresa tra le 9.12 e le 9.36. La Procura ritiene che le nuove valutazioni debbano essere confrontate con quella scansione.

Gli accertamenti descrivono inoltre una dinamica non necessariamente concentrata in pochi istanti. Una parte delle lesioni sarebbe compatibile con una colluttazione o con un’azione aggressiva protratta, durante la quale Chiara avrebbe compiuto gesti di difesa almeno passiva, proteggendo il corpo e opponendosi ai colpi. Non viene esclusa anche una componente di difesa attiva.

La relazione affronta anche gli spostamenti della vittima all’interno dell’abitazione e mette in relazione il quadro delle ferite con la ricostruzione complessiva della scena. Il colpo mortale viene individuato nella lesione alla regione occipitale, mentre gli altri traumi vengono valutati come parte di una sequenza precedente.

Tra gli ulteriori elementi esaminati figura la traccia lasciata da una scarpa indicata come numero 42. Le verifiche più recenti hanno ritenuto le dimensioni di quel modello compatibili con le misure del piede di Andrea Sempio. Si tratta tuttavia di un elemento tecnico inserito nel complesso degli accertamenti e non sufficiente, da solo, ad attribuire l’impronta all’indagato.

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