Wanna Marchi e Stefania Nobile, polemiche sul premio in Campidoglio e replica sui social
La premiazione di Wanna Marchi e Stefania Nobile nella Protomoteca del Campidoglio accende le polemiche sui social. Le critiche riguardano il loro passato giudiziario, il richiamo alla cultura e la scelta di una sede istituzionale romana.
È soprattutto l'accostamento tra i nomi di Wanna Marchi e Stefania Nobile, un premio dedicato alla cultura e una sede simbolica come il Campidoglio ad aver acceso le contestazioni. Le immagini della cerimonia del 23 settembre, rilanciate sui social, hanno provocato commenti critici e ironici sulla scelta di premiare madre e figlia nella Sala della Protomoteca.
Una parte delle reazioni richiama direttamente il passato giudiziario delle due donne, tornato inevitabilmente nella discussione dopo la consegna dei riconoscimenti. Nel 2009 la Cassazione rese definitive le condanne legate alla vicenda delle televendite: 9 anni e 6 mesi per Wanna Marchi e 9 anni e 4 mesi per Stefania Nobile.
Le contestazioni hanno riguardato anche il luogo scelto per la manifestazione. La cerimonia si è infatti tenuta in Campidoglio, ma il riconoscimento non è stato assegnato da Roma Capitale. Il P.I.C. – Premio Internazionale della Cultura è un'iniziativa privata ideata dall'editore Alessandro Gian Maria Ferri insieme al presidente Silvestro Mucillo.
La distinzione non ha spento le polemiche. Tra i commenti pubblicati online c'è chi ha criticato apertamente l'accostamento tra le vicende passate di Marchi e Nobile e un riconoscimento culturale, mentre altri utenti hanno chiamato in causa le istituzioni per lo svolgimento della manifestazione in una sala capitolina.
Stefania Nobile ha risposto alle contestazioni direttamente sui social. «Ma quanto rosicate», ha scritto rivolgendosi a chi criticava il premio. Nella replica ha poi contestato le ragioni della polemica, chiedendo se alla base delle reazioni ci fossero il mancato invito alla cerimonia o il desiderio di ricevere un riconoscimento analogo.
Nobile era stata premiata per il libro Vendere… cara la pelle, nel quale racconta la propria esperienza e il rapporto con la madre. Wanna Marchi ha invece ricevuto un riconoscimento per il ricettario La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l'unica misura è l'amore, pubblicato nel 2026.
Anche Marchi ha affidato ai social il suo commento sulla serata, mettendo a confronto il periodo trascorso in carcere con l'accoglienza ricevuta in Campidoglio. Ha ricordato gli applausi, i complimenti e gli abbracci della cerimonia, descrivendo come singolare il percorso che l'ha portata fino alla premiazione.
Un ulteriore elemento della discussione riguarda il rapporto tra l'evento privato e la sede istituzionale. Alla manifestazione ha partecipato il consigliere comunale Dario Nanni, intervenuto per un saluto in apertura. La sua presenza non rende tuttavia il premio un riconoscimento ufficiale di Roma Capitale, che non risulta tra gli organizzatori né come ente patrocinante.
La vicenda ha così assunto una dimensione più ampia rispetto ai due premi assegnati. Nel dibattito online si confrontano soprattutto due elementi distinti: da una parte la natura privata dell'iniziativa, dall'altra la scelta di ospitarla nella Protomoteca del Campidoglio, che ha contribuito a dare particolare visibilità alla premiazione di Marchi e Nobile.
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