Garlasco, i legali dei Poggi chiedono alla Corte d'Appello di chiudere la vicenda
Rita Poggi sceglie ancora il silenzio dopo la nuova chiusura delle indagini su Andrea Sempio. I legali della famiglia chiedono ora un passaggio rapido in Corte d’Appello e sostengono che su Alberto Stasi non siano emersi elementi nuovi.
La nuova chiusura delle indagini su Andrea Sempio non cambia la posizione della famiglia di Chiara Poggi. La madre della giovane, Rita Preda, contattata telefonicamente dall’ANSA, ha preferito non entrare nel merito degli ultimi sviluppi: «Non mi sento di dire niente, non ho informazioni...». Una scelta in linea con il riserbo mantenuto negli ultimi mesi.
A intervenire sono invece gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna. Dopo il comunicato con cui la Procura di Pavia ha illustrato gli ulteriori accertamenti compiuti nell’inchiesta su Sempio, i legali hanno sostenuto che non sarebbero comparsi elementi realmente nuovi rispetto a quelli già affrontati nel procedimento che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Secondo Tizzoni e Compagna, i dati richiamati dagli inquirenti riproporrebbero questioni già esaminate nel contraddittorio processuale, comprese quelle di carattere genetico e medico-legale. La posizione della famiglia Poggi è quindi che gli ulteriori approfondimenti non modifichino il quadro già valutato nei precedenti gradi di giudizio.
Tra gli aspetti affrontati c’è anche la consulenza sulle scarpe. Gli accertamenti hanno riguardato la compatibilità tra le dimensioni del piede di Andrea Sempio e un modello Frau numero 42, collegato alla traccia di una suola a pallini rilevata nella villetta di Garlasco. I legali dei Poggi contestano il peso attribuito a questa possibilità e richiamano il «comune buon senso» nella valutazione del dato.
La richiesta degli avvocati è ora che gli atti arrivino quanto prima davanti alla Corte d’Appello competente, chiamata a valutare l’effettiva portata degli elementi raccolti. Tizzoni e Compagna auspicano che possa essere accertata l’assenza di novità sostanziali e che venga così messa fine, nelle loro parole, alla «ricerca di un colpevole alternativo» rispetto ad Alberto Stasi.
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