Garlasco, i nuovi atti su Sempio possono riaprire il fronte della revisione per Stasi
La chiusura delle nuove indagini su Andrea Sempio apre un possibile fronte anche per Alberto Stasi. Il penalista Daniele Bocciolini spiega che gli atti raccolti a Pavia potrebbero essere valutati in una futura richiesta di revisione.
La nuova chiusura delle indagini della Procura di Pavia su Andrea Sempio potrebbe avere conseguenze anche sul percorso giudiziario di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi. Il secondo avviso di conclusione delle indagini, previsto dall'articolo 415 bis, è stato notificato alla difesa di Sempio.
Tra gli elementi richiamati dagli inquirenti figura l'impronta 33, rinvenuta sul muro della scala della villetta di Garlasco e attribuita dalla Procura a Sempio. Secondo gli accertamenti, non sarebbe inoltre possibile escludere che chi lasciò quella traccia avesse le mani sporche di sangue.
Gli approfondimenti hanno riguardato anche una scarpa Frau taglia 42. I consulenti della Procura hanno indicato una compatibilità tra le dimensioni del modello esaminato e quelle del piede di Sempio, in relazione all'impronta di calzatura rilevata nella casa dove Chiara Poggi fu uccisa il 13 agosto 2007.
Un altro passaggio riguarda la bicicletta di Alberto Stasi. Secondo quanto ricostruito dalla Procura pavese, sui pedali non sarebbe stato rilevato il Dna di Chiara Poggi e l'esito negativo sarebbe stato disponibile già all'epoca delle prime indagini.
Sulle possibili conseguenze per Stasi è intervenuto Daniele Bocciolini, avvocato penalista del foro di Roma, che ha spiegato all'Adnkronos come gli elementi raccolti possano assumere rilievo nell'eventuale apertura di un procedimento di revisione della condanna.
Bocciolini ha ricordato che la Procura di Pavia non ha presentato una richiesta di revisione alla Procura generale di Milano, pur precisando che quest'ultima è a conoscenza degli aspetti dell'indagine potenzialmente rilevanti. Una volta concluso definitivamente il procedimento investigativo, la Procura generale potrebbe quindi valutare autonomamente se avanzare un'istanza.
La stessa iniziativa potrebbe partire dalla difesa di Stasi, che da tempo lavora sulla possibilità di chiedere la revisione. Tra gli elementi indicati dal penalista figurano gli accertamenti genetici sulle unghie di Chiara Poggi, l'impronta 33 e le verifiche sulla compatibilità tra il piede di Sempio e la calzatura presa in esame dagli investigatori.
Per ottenere la revisione di una sentenza definitiva non è sufficiente la presenza di nuovi elementi investigativi. Occorrono circostanze che, secondo le regole previste dal codice di procedura penale, siano in grado di incidere sul giudicato e di sostenere una diversa valutazione della posizione del condannato.
Bocciolini ha inoltre richiamato la questione del mancato riscontro del Dna della vittima sui pedali della bicicletta, ritenendola un possibile ulteriore elemento da sottoporre a valutazione. Il penalista ha comunque precisato che le circostanze favorevoli alla posizione di Stasi non possono essere utilizzate per anticipare un giudizio di colpevolezza nei confronti di Sempio, che resta indagato nel nuovo procedimento.
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